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Comunità energetiche rinnovabili: 2 su 3 in E-R sono ferme, le risposte del modello cooperativo

(Sesto Potere) – Forlì – 30 maggio 2026 —  Aumentano le Comunità Energetiche Rinnovabili in Emilia-Romagna: sono 104 (dati ART-ER al 31/12/2025), +73% in un anno. Meno di un terzo, però, ha raggiunto la piena operatività, il resto è fermo, in attesa di impianti, competenze e supporto gestionale. Il passaggio dalla costituzione all’attivazione resta il collo di bottiglia del settore. Quali i motivi? Quali le risposte possibili?

In tutta l’Emilia-Romagna le configurazioni CER operative riconosciute dal GSE sono 44, per 6,7 MW complessivi. Di queste, più di un terzo fanno capo al network cooperativo creato da Legacoop Romagna. Energia Romagna, questo il nome, ne presidia 15 con 4 MW già allacciati, 15 configurazioni di cabina primaria attive o in fase di attivazione, oltre 140 soci tra cooperative, imprese e cittadini, 4 megawatt di impianti fotovoltaici allacciati. 

Quattro le ragioni per cui il modello cooperativo ha performato meglio, secondo Legacoop Romagna: la presenza di una filiera integrata basata sul consorzio Coop Sole, un vantaggio concreto in termini di reddito per i soci, un progetto radicato sul territorio e la digitalizzazione completa del percorso di adesione sul sito www.energiaromagna.it

«Il 63% delle CER cooperative è già operativo, contro il 50% delle associazioni – spiega Emiliano Galanti, responsabile del settore-. Non è un caso, è il risultato di un modello che funziona. Il problema delle CER ferme, senza impianti e senza supporto, è il vero nodo del settore. Noi lo abbiamo affrontato costruendo una filiera integrata: quando una nuova configurazione entra nel network, si aggancia a processi già rodati e a partner già collaudati»

«Quello che abbiamo costruito in Romagna è un ecosistema, non un progetto – sottolinea Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna –. Cinque soggetti, competenze complementari, un obiettivo comune: rendere l’energia rinnovabile accessibile e collettiva per imprese e cittadini del nostro territorio. Questo è il modo in cui la cooperazione risponde alle grandi sfide: non con iniziative isolate, ma con sistemi che durano nel tempo e crescono insieme alla comunità. L’obiettivo delle 44 cabine primarie entro il 2027 non è uno slogan: è un impegno che stiamo onorando, anche continuando ad investire su questo progetto, che coniuga benefici per le imprese, i cittadini, l’ambiente e la comunità romagnola nel suo complesso».

Legacoop Romagna associa 352 cooperative nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, che complessivamente sviluppano un valore della produzione pari a 8 miliardi di euro e occupano più di 28mila lavoratori; i soci sono oltre 320mila.