(Sesto Potere) – Forlì – 25 maggio 2026 – Prime reazioni al tavolo dedicato alla vertenza Electrolux che s’è svolto oggi a Palazzo Piacentini convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sede degli stabilimenti del gruppo.
Un piano industriale presentato da Electrolux che prevede oltre 1.700 esuberi in Italia e più di 400 posti di lavoro a rischio nello stabilimento di Forlì.
Nel corso dell’incontro al Ministero sono state illustrate nuove slide stabilimento per stabilimento che confermano un quadro ancora più grave di quanto emerso nei giorni scorsi. Per Forlì vengono indicati oltre 240 tagli tra gli operai di produzione, numeri ai quali si aggiungono i circa cento lavoratori a termine e una quota di impiegati e staff che complessivamente per il sito forlivese porta quindi ampiamente a superare le 400 persone coinvolte.
C’era anche il Sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, a margine del tavolo di confronto convocato a Roma dal Ministro Urso per parlare della vertenza Electrolux. Seduto con fascia tricolore vicino agli altri Sindaci dei territori colpiti dai licenziamenti, Zattini ha ribadito con la propria presenza e in prima persona la volontà “di rigettare al mittente una proposta che non è degna di questo nome.” Con il Sindaco c’era anche l’Assessore alle politiche per il lavoro, Kevin Bravi.

“Oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si giocava una partita importante e il Comune di Forlì non poteva certamente starsi a casa” – ha dichiarato Zattini – “Per noi esserci era la priorità, in strada con i sindacati e dentro al Ministero nel corso delle trattative. Volevamo dare un segnale concreto di vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici di Electrolux che dall’incontro di questo pomeriggio si aspettavano da parte dell’azienda un cambio di passo e un nuovo futuro per lo stabilimento di viale Bologna. Cambio di passo che non c’è stato e di questo siamo profondamente sconcertati. Così come è stata esposta, la proposta non è assolutamente una proposta, è una pena di morte. Dalla proprietà ci saremmo aspettati maggiore senso di responsabilità, maggiore sensibilità per le persone, che non sono ‘unità’ ma uomini e donne, madri e padri che hanno un nome e un cognome, soprattutto auspicavamo una strategia di rilancio della produzione che tenesse conto del numero e della qualità delle linee di produzione, dei posti di lavoro e dell’indotto generato da tutta la filiera. Tutto questo, purtroppo, non solo non c’è stato ma ci siamo trovati di fronte a un atteggiamento sprezzante da parte dei vertici di Electrolux che tutto hanno a cuore, fuorché la vita di migliaia di lavoratori.”
“Il piano presentato da Electrolux è irricevibile e deve essere ritirato. La linea espressa oggi dal ministro Adolfo Urso al tavolo del Mimit è chiara e Fratelli d’Italia la sostiene con convinzione: non può esserci un confronto vero partendo da un progetto che prevede 1.700 esuberi in Italia, di cui centinaia solo a Forlì”: ha commentato Alice Buonguerrieri, deputato di Fratelli d’Italia, delegata a partecipare al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Electrolux (seduta al fianco dei sindaci, vedi foto a lato).
“Per Forlì la situazione è particolarmente delicata. Lo stabilimento rappresenta uno dei presidi manifatturieri più rilevanti della Romagna e non può subire un arretramento industriale né una perdita occupazionale di questa portata. Fratelli d’Italia continuerà a seguire la vertenza da vicino, in raccordo con il territorio, le istituzioni locali e il Governo – sottolinea Buonguerrieri -. La priorità è difendere occupazione, continuità produttiva e futuro industriale dello stabilimento. L’azienda ritiri il piano e la discussione riparta da investimenti, innovazione e salvaguardia dei posti di lavoro”.
Al tavolo erano presenti le organizzazioni sindacali nazionali di FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL, insieme alle strutture territoriali FIM CISL Romagna, FIOM CGIL Forlì Cesena e UILM UIL Forlì, oltre alle istituzioni nazionali, regionali e territoriali che hanno espresso una netta contrarietà al piano presentato dall’azienda: “quello illustrato da Electrolux non è un piano di ristrutturazione industriale, ma un vero e proprio piano di smantellamento della presenza produttiva del gruppo in Italia. Non siamo di fronte ad una riorganizzazione finalizzata al rilancio, agli investimenti o all’innovazione: siamo davanti ad una riduzione drastica di produzioni, occupazione e prospettive industriali, che rischia di compromettere il futuro degli stabilimenti italiani e dell’intera filiera.Per questo abbiamo chiesto con forza il ritiro del piano presentato dall’azienda e l’apertura immediata di un vero confronto industriale che abbia al centro investimenti, produzioni, innovazione, sostenibilità e tutela dell’occupazione”.
Presente al tavolo ministeriale anche USB-Unione Sindacale di Base (USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale) che ha espresso un giudizio netto: “il piano presentato da Electrolux è inaccettabile e irricevibile. Non può esistere alcun confronto serio che assuma come base di discussione 1.700 esuberi, la chiusura di fatto dello stabilimento di Cerreto d’Esi, la riduzione della capacità produttiva italiana, la riorganizzazione di staff e ricerca e sviluppo, e il progressivo impoverimento del perimetro industriale del gruppo nel nostro Paese. Abbiamo trovato impressionante la modalità pacata con cui l’azienda ha illustrato una riduzione così violenta dell’occupazione e della capacità produttiva nazionale. Dietro slide, numeri e formule manageriali c’è una scelta precisa: scaricare sui lavoratori e sui territori il peso di una strategia costruita su tagli lineari, riduzione dei costi e arretramento industriale. Electrolux è arrivata al tavolo portando i propri desiderata: interventi sul costo dell’energia, sulle regole europee, sulla competitività, sulla produttività e sull’organizzazione del lavoro. Ma il MIMIT non può diventare il pozzo dei desideri dell’azienda. Se questo deve essere il metodo, allora anche USB mette sul tavolo la propria proposta: Electrolux va nazionalizzata e va sottratta a una classe dirigente stracciona che negli ultimi anni ha sostituito investimenti, sviluppo, ricerca, innovazione di prodotto e politica industriale con tagli occupazionali, dismissioni e riduzioni di perimetro”.
Contestualmente al confronto al tavolo Ministeriale si è svolto il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori davanti alla sede del Mimit, al quale ha partecipato una folta delegazione proveniente dallo stabilimento di Forlì, insieme alle organizzazioni sindacali territoriali e confederali ed anche i segretari generali di CGIL Forlì Cesena, CISL Romagna, UIL Forlì e FIM Romagna, FIOM Forlì Cesena, UILM Forlì (nella foto in basso).


