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Sanità. Liste d’attesa: nel 2026 l’Emilia-Romagna migliora ancora su visite ed esami diagnostici

(Sesto Potere) – Bologna – 29 maggio 2026 – Il Direttore Generale di Agenas, Angelo Tanese, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci, ha presentato alla stampa la nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa. Analizzando il dato delle singole Regioni, si evidenziano: per le prime visite, buoni risultati in 16 Regioni su 21: 9 Regioni registrano importanti miglioramenti rispetto all’anno precedente, e 7 Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025. Per gli esami diagnostici, buoni risultati in 15 Regioni su 21: 6 in netto miglioramento rispetto al 2025 e 9 con una elevata percentuale di garanzia già raggiunta nel 2025.

Alcune Regioni segnano il passo, non evidenziando miglioramenti. Tra queste, tuttavia, vi sono Regioni che mantengono, comunque, una buona percentuale di rispetto dei tempi, superiore all’80% (la Sicilia per le prime visite e il Piemonte per gli esami diagnostici).

Alcune regioni, pur non migliorando globalmente, riducono i tempi di attesa su singole prestazioni e classi di priorità. Ad esempio, la Regione Abruzzo registra un netto balzo in avanti dal 76,5% all’85,6% per le prime visite nella classe di priorità U tra il primo quadrimestre 2025 e il primo quadrimestre 2026.

Un elemento da considerare è il rapporto tra prescrizioni e prenotazioni effettivamente avvenute. In altri termini, a fronte di 100 prescrizioni fatte, si tratta di capire la percentuale di quelle realmente prese in carico con una prenotazione, evidenziando così per differenza la quota di quelle che scadono o a cui non fa seguito una prenotazione a carico del SSN. Sulla base dei dati di Tessera Sanitaria, alla prescrizione medica fa seguito una prenotazione al CUP nel 50,3% delle prime visite e nel 54,4% degli esami diagnostici.

A livello regionale, si passa dal 67,7% della P.A. di Bolzano al 33,7% dell’Abruzzo, mentre per gli accertamenti diagnostici si va dal 73,4% sempre di Bolzano al 37,3% del Lazio.

Si tratta di una base dati che complessivamente conta 65 milioni di prenotazioni acquisite in Piattaforma tra gennaio 2025 e aprile 2026, relative a tutte le strutture del settore pubblico e del settore privato accreditato in Italia.

Focus Emilia-Romagna

Per l’Emilia-Romagna migliora il rispetto dei tempi delle prime visite e degli esami diagnostici. L’Emilia-Romagna è terza regione in Italia per percentuale di prescrizioni di prime visite che si traducono in prenotazioni reali nel Servizio sanitario.

L’Emilia-Romagna consolida nel 2026 il proprio impegno sul fronte delle liste d’attesa, confermando e rafforzando i risultati positivi sia per le prime visite sia per la diagnostica. I dati della nuova Piattaforma Nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa mostrano, infatti, un miglioramento complessivo a livello nazionale e regionale, con progressi diffusi nelle principali prestazioni sanitarie.

In questo contesto, l’Emilia-Romagna si distingue per risultati particolarmente positivi in alcuni indicatori chiave di efficienza, appropriatezza prescrittiva e capacità di prenotazione delle prescrizioni.

Il commento

“I dati presentati da Agenas – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi– dimostrano come il trend in miglioramento della Regione Emilia-Romagna siano frutto del lavoro costante e quotidiano che stiamo mettendo in campo sia con gli indirizzi di carattere regionale sia con il lavoro delle nostre aziende sanitarie. In particolare, c’è la necessità di lavorare sempre di più sulla presa in carico, sulla appropriatezza della prescrizione delle visite di specialistica ambulatoriale e delle prestazioni di diagnostica. Su queste seconde, l’effetto di miglioramento e di raggiungimento progressivo degli indicatori riconosciuti e determinati a livello nazionale e regionale è del tutto evidente. Anche gli indicatori di qualità che fanno riferimento alla prenotazione attraverso il sistema Cup oppure le prese in carico delle situazioni complesse dimostrano come la nostra Regione abbia intrapreso la strada giusta. Confidiamo, inoltre, che l’applicazione costante e capillare dei contenuti dell’accordo integrativo regionale con i medici di medicina generale, insieme al lavoro che stiamo facendo con i professionisti e gli specialisti territoriali e ospedalieri, ci porti al raggiungimento pieno degli standard previsti”.

“Dal recente incontro con il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, e le direzioni strategiche delle aziende sanitarie è emerso con chiarezza come il sistema emiliano-romagnolo si collochi a livello di tutte le classi di priorità, rispetto all’accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, con un trend di omogeneo miglioramento e conferma la posizione benchmark della nostra Regione nel panorama nazionale. Il lavoro che abbiamo da fare è ancora tanto, ma comunque siamo consapevoli di essere sulla strada giusta”, conclude Fabi.

I tempi per visite ed esami

Nel 2026 si registra un miglioramento delle performance sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici, in linea con il trend nazionale che evidenzia una crescita della percentuale di prestazioni erogate nei tempi previsti su tutte le classi di priorità. Questo riflette una maggiore capacità del sistema sanitario di rispondere in modo tempestivo ai bisogni di salute, in particolare nei casi più urgenti.

In Emilia-Romagna la percentuale di rispetto dei tempi per le prime visite passa dal 73,7% dello scorso anno al 77,7% del 2026 (il dato nazionale è del 78,7% nei primi se mesi del 2026 contro il 76,1% dello stesso periodo nel 2025). Quanto al rispetto dei tempi per gli esami diagnostici, invece, il dato passa dall’84,3% del 2025 all’89,2% del 2026 (il dato nazionale è dell’84,7% nel primo semestre 2026 contro l’83% dello stesso periodo dell’anno scorso).

L’Emilia-Romagna si colloca, poi, tra le Regioni con le migliori performance per quanto riguarda le tempistiche di accesso al sistema di prenotazione (CUP). In particolare, è tra le realtà con la più alta percentuale di cittadini che contattano il CUP entro i tempi relativi alla classe di priorità assegnata.

Un risultato ancora più significativo se confrontato con altre Regioni, considerando che in Emilia-Romagna per la classe D la ricetta scade dopo 180 giorni (in Friuli, ad esempio, scade dopo 30 giorni e per questo dopo non è possibile prenotare), rendendo il confronto particolarmente favorevole in termini di efficienza organizzativa.

Secondo il cruscotto Agenas, inoltre, è dell’83,1% la percentuale di garanzia per le prime visite con priorità U a tre giorni. Quelle, invece, con priorità D, ovvero differite a 30 giorni, registrano una percentuale di garanzia del 77,4%.

Un altro elemento qualificante è rappresentato dalla bassa percentuale di prescrizioni in classe P (prestazioni programmabili entro 120 giorni), tra le più contenute a livello nazionale.

Questo dato è particolarmente rilevante perché un uso eccessivo della classe P può rappresentare un modo improprio per diluire i tempi di attesa e migliorare apparentemente le performance. L’Emilia-Romagna, invece, conferma un utilizzo appropriato delle classi di priorità, a garanzia di maggiore trasparenza e coerenza con le indicazioni cliniche.

Oltre il 70% delle prescrizioni effettivamente prenotate

L’Emilia-Romagna si posiziona inoltre tra le migliori Regioni per capacità di prenotazione delle prescrizioni all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Se a livello nazionale circa il 50% delle prescrizioni si traduce in una prenotazione, in Emilia-Romagna il dato risulta significativamente più elevato. Considerando infatti non solo il flusso delle ricette dematerializzate (sistema TS) ma il “prenotato reale” (fonte PNLA), la Regione supera il 70% di prescrizioni effettivamente trasformate in appuntamenti, segno di un sistema che intercetta e accompagna concretamente il bisogno di cura.

Questi risultati sono il frutto di un lavoro strutturale che ha coinvolto tutte le aziende sanitarie con organizzazione delle agende, digitalizzazione, integrazione dei sistemi e gruppi multiprofessionali per la promozione dell’appropriatezza prescrittiva, in coerenza con le indicazioni nazionali.

L’Emilia-Romagna conferma così il proprio impegno per una sanità pubblica sempre più accessibile, trasparente e orientata ai cittadini, proseguendo nel percorso di miglioramento continuo delle performance e della qualità dei servizi.