giovedì, Agosto 6, 2026
HomeEmilia-RomagnaNuovi casi di violenza ai danni di operatrici e operatori della sanità....

Nuovi casi di violenza ai danni di operatrici e operatori della sanità. Cisl: È emergenza

(Sesto Potere) – Ravenna – 6 agosto 2026 – Ieri mattina, mercoledì 5 agosto, al Pronto Soccorso di Ravenna un infermiere è stato colpito con due violentissimi pugni in pieno volto da un paziente in forte stato di agitazione al momento delle dimissioni.

“Quanto accaduto è l’ennesimo episodio di una serie che ormai non conosce sosta”, dichiara la categoria che si occupa dei lavoratori della sanità. “Sono bastati due giorni dal precedente caso, quello della notte del 3 agosto al Pronto Soccorso del Bufalini di Cesena, dove un infermiere del 118 era stato ripetutamente aggredito da un paziente in evidente stato di alterazione psicofisica: il secondo episodio in pochi giorni nello stesso reparto, dopo il video di tensioni e insulti diventato virale sui social lo scorso 29 luglio. Non si tratta di episodi isolati o legati a un singolo presidio: anche il Pronto Soccorso dell’ospedale Infermi di Rimini era stato teatro di un caso analogo lo scorso 22 luglio, quando una donna aveva aggredito un’operatrice socio-sanitaria e un agente di polizia intervenuto sul posto, venendo poi arrestata. Da Rimini a Cesena, fino a Ravenna, la Romagna sta vivendo settimane in cui non passa giorno senza che si registri un nuovo caso di violenza contro chi lavora in corsia, prosegue la categoria sindacale. Ai colleghi colpitiva la piena solidarietà della Cisl FP Romagna.”

“Questa sequenza ravvicinata, quasi quotidiana, conferma quanto il fenomeno sia ormai strutturale, prosegue la categoria sindacale. “I dati diffusi dalla stessa Ausl Romagna lo scorso marzo parlano chiaro: nel 2025 sono state 539 le aggressioni segnalate contro operatori sanitari e socio-sanitari in Romagna, l’8,2% in più rispetto alle 498 del 2024, un incremento superiore alla media regionale. Non possiamo continuare a leggere questi numeri come se fossero fisiologici, tanto più ora che gli episodi si susseguono a ritmo quotidiano.”

Il sindacato ricorda di aver più volte formalizzato le proprie richieste all’azienda, non solo attraverso comunicati stampa.

Già il 10 agosto 2022 era stata inviata una lettera formale all’Ausl della Romagna per sollecitare un aggiornamento sull’applicazione della procedura di prevenzione della violenza, chiedendo conto delle tutele legali, sanitarie e psicologiche previste dall’accordo regionale del 2020, sollecito poi rinnovato il 20 marzo 2023 dopo episodi di danneggiamento negli spogliatoi di alcuni ospedali romagnoli.

Nella primavera del 2025 erano stati inoltre organizzati una serie di presidi davanti al Bufalini, chiedendo tra l’altro un tavolo di confronto per rivedere le linee guida regionali sulla gestione delle aggressioni.

Va riconosciuto che l’Azienda non è rimasta ferma”, ammette la categoria. “Negli ultimi anni sono stati potenziati i sistemi di videosorveglianza, aumentate le guardie giurate, rafforzata la collaborazione con le Forze dell’Ordine, ed è stato introdotto un percorso di supporto psicologico e di tutela legale per chi subisce aggressioni. Sono passi nella direzione giusta, ma i fatti di queste settimane, da Rimini a Ravenna, dimostrano che non sono ancora sufficienti.”

Viene inoltre sottolineato come proprio nel Pronto Soccorso, a differenza di altri contesti, le segnalazioni restino sostanzialmente stabili anno su anno, segno che l’area resta strutturalmente esposta nonostante gli interventi già messi in campo.

Lo scorso 29 maggio, infine, era stata consegnata all’azienda la piattaforma contrattuale 2026, accompagnata dai risultati di un’indagine su salute, sicurezza, salario e saperi, condotta su oltre 4.300 dipendenti degli ambiti di Rimini, Ravenna, Cesena e Forlì, nella quale uno dei capitoli ha previsto: “La tutela della persona-lavoratore rappresenta un pilastro fondamentale dell’azione sindacale e un elemento imprescindibile per garantire qualità e sicurezza. In questa prospettiva, la campagna di sensibilizzazione permanente contro le aggressioni nei confronti dei dipendenti del servizio pubblico – avviata nei primi mesi del 2024 dalla CISL FP Romagna – ha costituito un passaggio decisivo”. 

Attraverso iniziative diffuse sul territorio e un percorso di partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori dell’AUSL della Romagna, tale campagna ha contribuito, tra i diversi risultati, all’introduzione di nuovi istituti contrattuali di tutela all’interno del CCNL 2022-2024, presenti e rafforzati nella pre-intesa 2025-2027 sottoscritta pochi giorni fa.

“Rispetto alle accuse riportate che ci vengono rivolte dall’organizzazione Nursind Ravenna – fanno sapere dal sindacato – che dinanzi a questi fatti di violenza parlano di soldi, secondo cui CISL FP – insieme ad altre organizzazioni sindacali – avrebbe firmato la Pre-Intesa del CCNL 2025-2027 per togliere l’indennità agli infermieri di Pronto Soccorso, vogliamo essere altrettanto chiari: avete firmato anche voi la pre-intesa o no? Inoltre, dov’era il Nursind di Ravenna quando nelle varie delegazioni trattanti con Ausl Romagna abbiamo chiesto di aumentare l’indennità di P. S., prevista dall’accordo regionale di marzo 2025, ad almeno 400 euro mese al personale infermieristico dei soli Pronto Soccorso?”

“In un momento così delicato –dichiara Mario Giovanni Cozza, Segretario Generale della Cisl FP Romagna –ci aspettavamo altre considerazioni dal Nursind Ravenna, ma non ci sottraiamo e siamo pronti ad un confronto pubblico su tutti i temi dell’Ausl della Romagna, anche perché le informazioni fornite ai lavoratori devono essere corrette” – conclude Cozza.Non è diminuendo o abbassando le indennità di Pronto Soccorso – risorse importanti, che restano e devono restare un tema di confronto contrattuale – che si risolve il problema della sicurezza dichiara ancora la Cisl FP Romagna. Al centro di tutto deve esserci la prevenzioneorganici adeguatiformazione specificapresidi di sicurezza efficaci e un reale supporto psicologico e legale per chi subisce un’aggressione. Solo investendo su questi fronti si riduce concretamente il rischio per chi lavora in corsia, non intervenendo unicamente sulla leva economica”, sottolinea la categoria sindacale.

Nonostante i progressi compiuti, riteniamo che molto resti ancora da fare. I dati raccolti dalla Regione Emilia-Romagna sulle aggressioni verbali e fisiche ai danni del personale restituiscono infatti un quadro ancora preoccupante, che richiede interventi più incisivi sia sul piano della prevenzione, sia su quello della tutela legale e del supporto psicologico. Alla luce di quanto accaduto a Ravenna, a Cesena e a Rimini in pochi giorni, chiediamo con ancora più urgenza l’attivazione di un tavolo contrattuale dedicato e permanente, finalizzato ad aggiornare le procedure aziendali alla luce delle nuove tutele introdotte dal CCNL 2022-2024 e a valutare le misure di sicurezza necessarie a proteggere il personale operante nei presidi ospedalieri, nei servizi territoriali e in tutti i luoghi – interni o esterni – in cui si svolge la prestazione lavorativa o sono collocati beni e mezzi di proprietà dei dipendenti.”