(Sesto Potere) – Forlì – 6 agosto 2026 – Anche la vendemmia si adatta al cambiamento climatico: il conferimento delle uve in stabilimento parte già dalle 6 del mattino per le uve precoci che maturano nel mese di agosto, in particolare Pinot Bianco, Chardonnay e Pinot Grigio. Lo scopo è di evitare le ore più calde del giorno, migliorando qualità e produzione.
È quanto succede alla Terre Cevico, stabilimenti di produzione a Lugo di Romagna e Forlì, export in quasi 90 paesi nel mondo.
Con un fatturato consolidato di 213 milioni di euro, più di 500 dipendenti, figura tra le prime 10 cooperative vitivinicole italiane e già da tempo si è posta il problema di come affrontare gli effetti dell’andamento climatico sull’attività dei propri 900 soci.
In particolare per quanto riguarda l’incidenza sulla qualità, sull’epoca di maturazione delle uve e sulle interazioni con il processo produttivo e la gestione del personale.
«Fin dalla campagna 2024 – spiega il presidente Franco Donati – una delle prime attività messe in campo da Terre Cevico per affrontare questi cambiamenti è stato il coinvolgimento dei soci nello sviluppo di un progetto di raccolta “mattiniera”. Questo progetto prevede una modifica degli orari di apertura degli stabilimenti produttivi per il conferimento delle uve dalle 6 alle 13,30. Il principio base” prosegue Donati è quello di sfruttare le ore fresche della notte e del primo mattino per poter avere in cantina uve con temperature più basse, ottenendo un miglioramento qualitativo del prodotto e delle prestazioni degli impianti. I risultati ottenuti a livello qualitativo, di adesione ed organizzativo ci portano a considerare questo progetto un elemento oramai consolidato del nostro programma di vendemmia».
«Terre Cevico, associata a Legacoop Romagna, rappresenta un’eccellenza nel panorama vitivinicolo nazionale e ha dimostrato di saper affrontare positivamente una fase di mercato non semplice come quella degli ultimi anni, con cambiamenti repentini di comportamenti del consumatore, legati anche agli effetti del cambiamento climatico – sottolinea il Presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi –. L’impostazione delle attività vendemmiali della cooperativa consente di tutelare il reddito dei propri soci, valorizzando il prodotto proveniente dal territorio, nel pieno rispetto delle direttive regionali riguardanti i lavoratori esposti al rischio legato alle alte temperature. Si tratta di un’ulteriore dimostrazione della capacità della cooperazione di essere protagonista dei cambiamenti e di trovare soluzioni in grado di coniugare sviluppo economico, opportunità di lavoro e tutela dei diritti».

