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Istat: 19,9% italiani poco o nulla soddisfatto della quantità e qualità del tempo libero, donne penalizzate. Differenze Nord-Sud

(Sesto Potere) – Roma – 26 maggio 2026 – L’Istat ha pubblicato il rapporto: “Il tempo libero: disponibilità, percezione e soddisfazione” relativo alle statistiche del 2024.
A seguire i dettagli della ricerca.

Cresce la soddisfazione per il tempo libero

Nel 2024 le persone di sei anni e più dispongono in media di 3 ore e 23 minuti di tempo libero in un giorno feriale e di 4 ore e 49 minuti in un giorno festivo.

Cresce, rispetto al 2015, la soddisfazione sia per la quantità di tempo libero (è molto o abbastanza soddisfatto il 62,5% degli individui di 15 anni e più, +2,1 punti percentuali) sia per la qualità (71,4%, +3,0 punti percentuali).

Nei giorni festivi le donne dispongono di 42 minuti in meno di tempo libero rispetto agli uomini (4 ore e 28 minuti contro 5 ore e 10 minuti), sostenendo un carico di lavoro domestico o cura familiare pari a una volta e mezzo quello degli uomini (3 ore e 52 minuti contro 2 ore e 35 minuti).

Cresce la soddisfazione per la quantità e la qualità del tempo libero

L’Indagine Cittadini e tempo libero offre un’analisi delle percezioni e delle pratiche quotidiane riferite al tempo libero, anche in rapporto all’attività lavorativa. Rispetto al 2015 emergono segnali positivi per quel che riguarda la soddisfazione del tempo libero, mentre per alcuni aspetti si accentua la difficoltà di mantenere l’equilibrio tra lavoro e vita personale.

Nel 2024 aumenta il tempo libero disponibile nei giorni feriali per le persone di 6 anni e più: da 3 ore
e 9 minuti nel 2015 a 3 ore e 23 minuti, che corrispondono al 29,7% del tempo complessivo dedicato alle attività quotidiane (+2 punti percentuali). Tale aumento non va necessariamente interpretato come una riduzione del tempo dedicato al lavoro, ma segnala una diversa composizione della giornata complessiva tra le varie attività.

Nei giorni festivi, invece, il tempo libero diminuisce in termini assoluti (da 5 ore
e 5 minuti a 4 ore e 49 minuti), ma rimane sostanzialmente stabile in termini di incidenza sul totale delle attività quotidiane (+0,5 punti percentuali).

Cresce, tuttavia, anche la quota di persone di 15 anni e più che nei giorni feriali non hanno mai un momento di tempo libero: dal 4,4% al 5,9%. L’aumento riguarda sia gli uomini (+1,8 punti percentuali) sia le donne (+1,3).

Nell’arco del decennio cresce la soddisfazione sia per la quantità del tempo libero (+2,1 punti percentuali) sia per la qualità (+3 punti percentuali). Contestualmente, aumenta la percentuale di chi si dichiara soddisfatto di entrambi gli aspetti (dal 52,4% al 56,0%) e al contempo, per quanto ancora elevata, diminuisce quella degli insoddisfatti (dal 22,9% al 19,9%).

La soddisfazione complessiva cresce particolarmente nel Mezzogiorno dove viene indicata dal 54,2% degli intervistati (+7,1 punti percentuali), riducendo la distanza rispetto al Centro (54,8%) e al Nord (57,8%).

Tra gli occupati aumenta la quota di coloro che considerano tempo libero e lavoro come “due cose completamente distinte”, dal 79,0% all’84,6% (+5,6 punti percentuali). Parallelamente, però, cresce la percentuale di chi svolge attività lavorative nel tempo libero od oltre l’orario normale: dal 30,8% al 45,6% (+14,8 p.p.). L’incremento riguarda tutte le modalità con cui il lavoro extra viene svolto: aumenta la quota di chi lo fa tutte le settimane (+4 p.p.), qualche volta al mese (+7,1) e più raramente (+3,6).

ma una persona su cinque non è soddisfatta del tempo libero per quantità e qualità

Nel 2024 il 62,5% della popolazione di 15 anni e più si dichiara abbastanza o molto soddisfatta della quantità di tempo libero a disposizione (47,7% abbastanza e 14,8% molto). Più elevata la quota di chi esprime soddisfazione per la qualità del tempo libero: complessivamente pari al 71,4% (58,1% abbastanza e 13,3% molto).
Considerando congiuntamente le due dimensioni, il 56,0% delle persone si dichiara soddisfatto sia della quantità sia della qualità del proprio tempo libero, mentre il 19,9% si dichiara poco o per niente soddisfatto di entrambe.
Gli uomini riferiscono più spesso di essere soddisfatti della qualità del tempo libero (74,1% contro 68,9% delle donne), mentre non emergono significative differenze di genere in merito alla quantità.

A livello territoriale, la soddisfazione per la qualità del tempo libero è più diffusa tra i residenti del Centro e del Nord (rispettivamente 71,4% e 75,3%), mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 66,1% (differenza che si riscontra anche tra gli occupati). Per quanto attiene la quantità, invece, i livelli di soddisfazione sono più omogenei (con valori intorno alla media, 62,5%). Maggiore insoddisfazione tra i residenti del Mezzogiorno si riscontra considerando congiuntamente le due dimensioni: il 23,2% infatti si dichiara insoddisfatto tanto della qualità quanto della qualità del tempo libero.

Per gli occupati 2 ore e mezza di tempo libero in un giorno feriale

Nel 2024 le persone di sei anni e più dispongono in media di 3 ore e 23 minuti di tempo libero in un giorno medio feriale, pari al 29,7% delle 11 ore e 24 minuti complessive dedicate alle attività quotidiane.
Nei giorni feriali le donne dichiarano in media 19 minuti di tempo libero in meno rispetto agli uomini (3 ore e 14 minuti contro 3 ore e 33 minuti), pari a uno svantaggio dell’8,9%. Il tempo non libero degli uomini è costituito prevalentemente da studio o lavoro (49,3%) e meno dalle attività domestiche o di cura familiare (19,9%), mentre le donne distribuiscono le responsabilità in maniera più uniforme (36,3% per attività domestiche o di cura familiare e 35,2% per studio e lavoro).

L’analisi per età mostra che durante l’intero periodo formativo o di primo inserimento nel mercato del lavoro la quantità di tempo libero durante i giorni feriali è relativamente alta: si passa da un massimo di 4 ore e 33 minuti tra i bambini di 6-10 anni a un minimo di 3 ore e 56 minuti tra i giovani di 20-24 anni. Tra i giovani fino a 24 anni il tempo libero costituisce il 35% della giornata, mentre le attività domestiche e di cura incidono per il 15% (1 ora e 42 minuti). Dai 25 ai 64 anni, in corrispondenza dei maggiori carichi familiari e lavorativi, la quantità di tempo libero scende sotto la media.

Particolarmente intensa la giornata dei 35-54enni, per i quali il totale delle attività quotidiane supera le 12 ore e mezza mentre il tempo libero occupa poco meno del 20% delle attività (2 ore e 31 minuti), una quota inferiore sia al tempo dedicato al lavoro domestico e di cura (3 ore e 43 minuti) sia a quello destinato al lavoro o allo studio (oltre 6 ore e mezza).

Dopo i 64 anni la giornata dedicata all’impegno si accorcia a 9 ore e 45 minuti tra i 65-74enni e a 8 ore e 18 minuti tra gli over75enni. Ne discende un aumento della quota di tempo libero disponibile, superiore alle 4 ore tra gli over75enni.

A livello territoriale tra Centro-Nord e Mezzogiorno l’articolazione della giornata è in parte diversa, soprattutto per quel che concerne l’impegno lavorativo. Nel Centro-Nord si dedica più tempo al lavoro e allo studio (5 ore) e meno alle attività domestiche e di cura (3 ore e 3 minuti) di quanto si faccia nel Mezzogiorno (rispettivamente, 4 ore e 25 minuti e 3 ore e 33 minuti). Le diversità nelle strutture occupazionali delle due aree si pongono quindi come vincoli forti nella composizione della giornata. Se ne ha maggiore riscontro nella struttura della giornata delle donne, dove la diversa incidenza del lavoro retribuito e del lavoro di cura varia sensibilmente tra le due aree, mentre la struttura della giornata degli uomini risulta più omogenea.

Nei giorni festivi le donne hanno meno tempo libero degli uomini

Nel 2024, nei giorni festivi le persone di 6 anni più dispongono in media di 4 ore e 49 minuti di tempo libero su 9 ore e 23 minuti di attività totali (51,3%).
Il divario tra uomini e donne si amplia rispetto ai giorni feriali. Le donne hanno 40 minuti in meno di tempo libero a disposizione rispetto agli uomini (4 ore e 28 minuti contro 5 ore e 10 minuti), pari a uno svantaggio del 13,5% (Figura 5). Anche nei giorni festivi gli uomini dedicano una quota più contenuta del loro tempo alle attività domestiche rispetto alle donne (28,0% contro 40,6%).

L’analisi per classe di età mostra che nei giorni festivi il tempo libero diminuisce progressivamente passando da 6 ore e 38 minuti tra i bambini di 6-10 anni a 4 ore e 20 minuti tra gli anziani di 75 anni e più. Il più ampio divario di genere si osserva tra i 25-44enni, dove gli uomini possono beneficiare di circa 50 minuti in più di tempo libero.

A livello territoriale, nei giorni festivi la disponibilità di tempo libero è più contenuta nel Mezzogiorno (4 ore e 21 minuti) rispetto al Centro-Nord, dove il tempo libero raggiunge le 5 ore. Tra gli occupati il tempo libero nei giorni festivi raggiunge 4 ore e 52 minuti. Diversamente da quanto accade nei giorni feriali, dirigenti, imprenditori e liberi professionisti beneficiano di livelli più alti di tempo libero in quelli festivi (4 ore e 56 minuti).