venerdì, Maggio 29, 2026
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Il “preposto” alla sicurezza: “figura ancora poco valorizzata”, focus ad “Ambiente Lavoro”

(Sesto Potere) – Bologna – 29 maggio 2026 – Il “preposto”, il lavoratore incaricato in un’azienda di vigilare sul rispetto delle norme di sicurezza a tutela della salute, è una figura ancora poco valorizzata, nonostante l’abbia prevista già dal 2008 il decreto legislativo 81. Perché agisca davvero come “un occhio” del datore di lavoro, allora, occorre assegnargli più tutele, oltre a un riconoscimento economico per il suo contributo.

Se ne è parlato ieri a un convegno ad hoc di Confsal, Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori, nell’ambito di “Ambiente Lavoro”, il salone nazionale dedicato a salute e sicurezza negli ambienti professionali, che s’è svolto in Fiera a Bologna, nel corso del quale si ricorda la piaga dei morti e degli infortuni sul lavoro ogni anno in Italia.

Assicura in sala Marcello Fiori,direttore generale Inail: “Il preposto è una figura chiave nell’organizzazione della sicurezza e della tutela della salute sul lavoro. Perché si tratta di un lavoratore, dipendente dell’azienda, che cui vengono affidati compiti molto importanti. Il preposto può addirittura interrompere l’attività produttiva, qualora non sussistano condizioni di tutela e salute sul lavoro”.

Allo stesso tempo, va al punto il direttore generale dell’Inail, il preposto “è una figura che non prevede emolumenti aggiuntivi. In termini di contrattazione decentrata, andrebbe quindi prevista una remunerazione specifica. Ma soprattutto è una figura che non ha tutele, risponde direttamente del proprio operato di fronte anche a un magistrato. Dobbiamo quindi rafforzare, dentro alla filiera del decreto legislativo 81, l’importanza di questa figura del responsabile della sicurezza in termini assicurativi e di libertà d’intervento, in modo che davvero agisca a difesa della salute e sicurezza negli ambienti professionali, non rispondendo soltanto al datore di lavoro”.

Osserva e concorda Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, intervenendo da remoto ai lavori Confsal, sul fatto che il preposto sia dunque una figura non applicata, in sostanza, nonostante l’abbia prevista un decreto legislativo (all’articolo 2): “Il mondo del lavoro sta cambiando, tra nuove tecnologie e anche nuove professioni usuranti. Il decreto 81 prima o poi dovrà conoscere un ammodernamento e- confida Rizzetto- la tecnologia può aiutare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il preposto è importantissimo, è il primo a cogliere segnali di una procedura che non funziona. Serve un grande patto sindacale- sprona quindi il parlamentare- visto che spesso la tutela della privacy viene confusa con la tutela della vita e della salute nei luoghi di lavoro”.

Il preposto, sprona quindi Rizzetto, “sia messo nella condizione di operare al meglio, perché è una figura professionale che sarà sempre più importante”.

Intanto Andrea Cafà, presidente di Cifa Italia, insiste sul riconoscimento di un’indennità al preposto: “Già nei nostri vari contratti collettivi abbiamo riconosciuto un’indennità per il preposto. Riteniamo sia doveroso, perché è una figura che, oltre a svolger le proprie mansioni, deve cercare di avere sott’occhio tutto ciò che accade e ha grandi responsabilità, al punto, in certi casi, di decidere fino al blocco delle attività lavorative. Dev’esserci quindi- sottolinea Cafà- un riconoscimento”.

Evidenzia quindi Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal, a certificare la nuova prospettiva: “Tutti diamo per scontato che la sicurezza sia un valore, ma dobbiamo praticarla e farla vivere con azioni concrete. Dobbiamo garantire alla figura del preposto un’agibilità nei luoghi di lavoro, attraverso sia un riconoscimento economico, visti i maggiori oneri, sia una copertura assicurativa, che lo tuteli nell’esercizio delle sue funzioni. Questa è la sicurezza praticata- rimarca Margiotta- e non solo enunciata”.