(Sesto Potere) – Forlì – 3 giugno 2026 – Il Liceo Morgagni di Forlì, a partire dallo scorso anno scolastico, con il comunicato sulla situazione a Gaza si è impegnato in maniera sempre più profonda e attiva nella diffusione della cultura della pace.
Aderendo all’invito che il Dirigente Scolastico ha formulato all’inizio dell’anno scolastico al Collegio dei Docenti riguardo la tematica della pace, studenti e insegnanti del Liceo hanno sviluppato insieme diverse iniziative, tra cui la realizzazione e l’esposizione nell’atrio di uno striscione che richiama l’articolo 11 della Costituzione, il cineforum sulla pellicola “Crescendo” e i laboratori sulla Pace e sul riuso (“Re-use for peace”), condotti da alcune docenti, da febbraio 2026 ad oggi.
Gli interessanti esiti dei laboratori sono stati presentati alla comunità scolastica nella mattinata di venerdì 29 maggio, momento in cui sono stati condivisi i prodotti culturali realizzati, con encomiabile impegno, dagli studenti partecipanti e da studenti di altre classi direttamente coi loro docenti durante le ore di Educazione civica: il cortometraggio dal titolo After war, una riflessione sulla guerra e sulla pace attraverso le loro personificazioni, articoli sulle conseguenze psicologiche e sociali della guerra, un podcast articolato in un’intervista ad una ragazza siriana fuggita dalla guerra, una poesia, un gioco dell’oca sulla questione israelo-palestinese e un cortometraggio animato con tavole grafiche ispirato all’opera di Remarque “Niente di nuovo sul fronte occidentale”.
Il laboratorio “Re-use for peace”, a cui ha dato un contributo anche l’artista Marcello Di Camillo, ha dato vita ad installazioni volte alla riqualificazione dell’atrio e del cortile interno dell’Istituto: un murale sulla guerra e sulle forme di resistenza attiva contro l’oppressione e la violenza, alcuni cassetti di recupero contenenti poesie sulla guerra e sulla pace (con oggetti capaci di narrare il dramma dei profughi), arredi per il giardino per rendere gli spazi comuni più fruibili alla collettività, coltivando così relazioni di pace.
In questi percorsi gli studenti sono stati i protagonisti indiscussi delle attività laboratoriali, confermando così che la pace è un “laboratorio” da costruire giorno dopo giorno con riflessioni e azioni “disarmate” e “disarmanti”. Parafrasando il filosofo Immanuel Kant, la pace deve rimanere il faro, cui la nostra “fondata speranza” deve tendere: avvicinarsi ad essa è un dovere morale, un compito quotidiano, che dobbiamo assumere come scelta responsabile, individuale e collettiva.

