(Sesto Potere) – Roma – 3 giugno 2026 – L’Upi – Unione delle Province d’Italia ha presentato il dossier: “Analisi demografica delle province in Italia”, con idicatori demografici e territoriali al 1° gennaio e riepilogo nazionale anni dal 2022 al 2026.
L’analisi evidenzia un quadro demografico italiano caratterizzato da un progressivo calo della popolazione e da una crescente polarizzazione territoriale tra Nord e Sud del Paese. Nel periodo 2022-2026 il saldo nazionale risulta negativo (-87.305 residenti), confermando una tendenza ormai strutturale per il paese.
Nello specifico emerge un progressivo calo della popolazione residente in Italia tra il 2022 e il 2026, accompagnato da un costante invecchiamento della popolazione.
Anche la fascia giovanile tra i 14 e i 18 anni registra una diminuzione nel 2026 dopo una lieve crescita negli anni precedenti, evidenziando gli effetti della bassa natalità e le possibili ricadute sul sistema scolastico.
Si evidenzia una forte polarizzazione territoriale delle dinamiche demografiche italiane nel periodo 2022-2026.
I maggiori decrementi di popolazione si registrano soprattutto nelle province del Mezzogiorno e delle aree interne: Napoli presenta il calo più
elevato (-33.529 abitanti), seguita da Palermo (-13.684), Lecce (-13.421), Potenza (-12.089) e Taranto (-11.964). Perdite significative interessano anche Reggio Calabria, Foggia, Salerno e diverse province della Sicilia e della Sardegna.
Al contrario, gli incrementi maggiori di popolazione si concentrano prevalentemente nelle province del Centro-Nord economicamente più dinamiche. Milano registra la crescita più consistente (+38.481 abitanti), seguita da Brescia (+18.602), Bergamo (+16.236), Bologna (+13.478) e Monza e Brianza (+12.989).
Crescite rilevanti si osservano anche a Pavia, Modena, Bolzano, Parma e Roma. Bene tutte le province dell’Emilia-Romagna (vedi tabella in basso)
Nel complesso, lo studio dossier: “Analisi demografica delle province in Italia” conferma un’Italia sempre più divisa tra territori attrattivi e aree soggette a spopolamento e declino demografico.
Infine, purtroppo, si delinea uno scenario futuro critico.
Secondo le previsioni Istat, ricorda l”Upi, nello scenario mediano, la popolazione italiana continuerà a diminuire fino al 2080, con conseguenze economiche e sociali rilevanti, tra cui riduzione della forza lavoro, maggiore pressione sul sistema previdenziale e rischio di spopolamento di molte aree.


