(Sesto Potere) – Gotland (Svezia) – 3 giugno 2026 – – I cambiamenti climatici non lasciano alternativa se non quella di agire, in modo rapido e coordinato, in particolare per le Regioni europee marittime, dove la salvaguardia dell’acqua è una tema che necessariamente tiene insieme stabilità economica, coesione territoriale e uno sviluppo sostenibile.
Di questo si è parlato a Visby, sull’isola svedese di Gotland, all’interno del tavolo politico della Conferenza delle Regioni marittime periferiche (Cpmr), che riunisce rappresentanti dei territori europei impegnati sui temi della gestione dell’acqua, dell’adattamento climatico e della prevenzione dei rischi ambientali.
Ai lavori ha partecipato anche la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, che ha ricordato l’esperienza dell’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la piattaforma voluta dal presidente de Pascale e promossa dalla Regione Emilia-Romagna per rafforzare il ruolo dei territori nel confronto europeo sulla gestione dell’acqua e sull’adattamento climatico: una realtà che prevede l’implementazione di strumenti finanziari per una maggiore integrazione della pianificazione tra livelli di governo, a partire dal concetto di città spugna e di infrastrutture blu-verdi.
Il confronto si inserisce in una fase particolarmente rilevante per le politiche europee sull’acqua, a un anno dalla presentazione della Strategia europea per la sicurezza idrica e mentre prosegue il lavoro delle istituzioni Ue sui temi dell’adattamento climatico e della prevenzione dei rischi ambientali. Proprio per contribuire a questa fase di attuazione delle politiche europee, l’Alleanza sta lavorando alla definizione di una piattaforma condivisa di priorità che possa rafforzare il contributo delle Regioni al confronto con le istituzioni dell’Unione.
Tra i temi già individuati dalle Regioni aderenti, il rafforzamento dell’assistenza tecnica attraverso soluzioni innovative per la gestione delle risorse idriche, l’individuazione di strumenti finanziari dedicati agli investimenti e una maggiore integrazione della pianificazione tra livello europeo, nazionale, regionale e di bacino. Un lavoro che si sviluppa nel quadro dei principali strumenti europei dedicati all’acqua, tra cui la Direttiva quadro europea, il Piano europeo di adattamento e la Strategia europea per la sicurezza idrica.

Il commento
“Gli eventi estremi che stanno colpendo con crescente frequenza molte aree d’Europa dimostrano che la gestione dell’acqua non può più essere considerata un tema settoriale, ma una delle grandi priorità politiche del presente e del futuro dell’Unione europea- sottolinea la sottosegretaria Rontini-. L’acqua è una risorsa essenziale per la qualità della vita delle persone, per la sicurezza dei territori, per la competitività delle economie e per la tenuta delle comunità. Le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna nel 2023 e nel 2024, provocando danni ingenti, hanno rafforzato la convinzione che sia necessario compiere un salto di qualità nelle politiche di prevenzione, adattamento e gestione del rischio. Le Regioni e gli enti locali sono il livello istituzionale che ogni giorno pianifica il territorio, gestisce le risorse e affronta gli effetti concreti delle emergenze climatiche. Per questo devono essere pienamente coinvolti nella definizione delle politiche europee sulla sicurezza idrica e sull’adattamento ai cambiamenti climatici. Allo stesso tempo è indispensabile il sostegno delle istituzioni europee e dei governi nazionali, affinché gli obiettivi strategici si traducano in strumenti operativi, investimenti e interventi concreti”.
“È da questa consapevolezza che l’Emilia-Romagna ha promosso l’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici- prosegue Rontini-. Vogliamo rafforzare la cooperazione tra territori che condividono sfide comuni, mettere in rete esperienze e competenze, favorire lo scambio di buone pratiche e contribuire alla costruzione di politiche europee sempre più efficaci. Le alluvioni, così come la siccità, la scarsità idrica, le mareggiate e gli incendi, sono manifestazioni diverse della stessa crisi climatica e richiedono risposte coordinate e una visione di lungo periodo. Per questo riteniamo che la sicurezza idrica debba diventare una priorità del prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea. Servono strumenti finanziari flessibili e accessibili, anche attraverso il coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti, per accompagnare gli investimenti necessari e consentire alle strategie europee di tradursi in risultati concreti sui territori. La sfida dell’adattamento climatico si vince infatti solo se alle ambizioni politiche corrispondono risorse adeguate e capacità di attuazione”.
L’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici
Uno spazio permanente di cooperazione tra Regioni e istituzioni dell’Unione europea, aperto all’adesione di ulteriori territori, con l’obiettivo di accompagnare il confronto sulle future politiche dell’Unione in materia di gestione dell’acqua e prevenzione dei rischi ambientali.
È questo l’obiettivo dell’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici, di cui l’Emilia-Romagna è tra le Regioni promotrici.
Una piattaforma a cui in pochi mesi hanno già aderito 25 Regioni europee appartenenti a 10 Paesi, tra cui Alta Austria, Andalusia, Assia, Carinzia, Catalogna, Fiandre, Murcia, Nouvelle-Aquitaine, Valencia e Wielkopolska. Territori che rappresentano complessivamente oltre 80 milioni di cittadine e cittadini e una quota rilevante della capacità produttiva e dell’economia europea, accomunati dalla volontà di rafforzare la cooperazione su sicurezza idrica, adattamento climatico e prevenzione dei rischi ambientali.

