(Sesto Potere) – Cesena – 18 aprile 2026 – L’impatto della crisi geopolitica in Medio Oriente sulle piccole imprese e sul Made in Italy è pesante, secondo l’Osservatorio di Confartigianato.
“L’impennata dei costi energetici – afferma il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fbbri e Stefano Soldati (nella foto) – sta colpendo duramente sia il settore manifatturiero che quello dei servizi. Siamo di fronte a una situazione critica. Rispetto a soli due mesi fa, il costo del gas è aumentato del 48%, l’elettricità del 25% e il gasolio del 20%. Per le nostre aziende di trasporto merci e persone, il carburante incide tra il 25% e il 35% dei bilanci, costringendo gli imprenditori ad anticipare una liquidità che spesso manca».
La crisi dello stretto di Ormuz sta bloccando rotte strategiche verso mercati come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che valgono 8,6 miliardi di euro per le esportazioni delle piccole imprese, soprattutto dei comparti dell’arredo, moda, alimentare e oreficeria. «Questi mercati – prosegue il Gruppo di Presidenza – rappresentavano la nostra valvola di sfogo dopo i dazi americani; ora le aziende sono costrette a frenare, anche quelle territoriali esportatrici».
Confartigianato ha presentato due proposte come soluzioni necessarie per tamponare lo shock. “La prima riguarda il sostegno al credito – spiega il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena – con la richiesta del ripristino di strumenti straordinari simili al ‘temporary framework’ del periodo Covid per consentire alle imprese di rinegoziare i prestiti e accedere a linee di credito agevolate. La seconda proposta punta sull’economia di prossimità. Bisogna valorizzare il modello artigiano basato sulla relazione sociale e la qualità. Non serve un’Italia autarchica, ma un’Italia che punti sull’identità e sulle competenze. Dobbiamo proteggere quelle realtà che tengono vivi i territori con normative che rispettino il tessuto reale del Paese».
Il Gruppo di Presidenza richiama anche la necessità di puntare sull’innovazione “che è è la nostra forza e il nostro rifugio. Anche in questa fase di transizione digitale e green, le imprese artigiane stanno investendo per rinnovarsi, ma serve stabilità geopolitica per non vanificare questi sforzi”.

