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Iran, Codacons: primi effetti su prezzi al dettaglio, +0,5% su febbraio e forte accelerazione per energia e alimentari

(Sesto Potere) – Roma – 17 aprile 2026 – Inizia a farsi sentire l’effetto Iran sull’inflazione in Italia con una forte accelerazione a marzo per i prezzi dell’energia e per gli alimentari.
Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi dall’Istat, che riporta un aumento dei prezzi al consumo per l’intera collettività del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% di febbraio), confermando la stima preliminare.
Con un tasso di inflazione medio del +1,7% la spesa della famiglia “tipo” sale, a parità di consumi, di +562 euro su base annua, mentre un nucleo con due figli spende 776 euro in più – calcola il Codacons
Il comparto degli alimentari, come purtroppo previsto dal Codacons, ha risentito a marzo dei rincari dei carburanti con i prezzi al dettaglio di cibi e bevande che salgono del +2,8% su anno, portando la spesa alimentare di una famiglia con due figli a rincarare di +259 euro su base annua.
A destare preoccupazione, tuttavia, è l’andamento dei prezzi dei beni energetici, con quelli regolamentati che in un solo mese registrano un aumento del +8,5%, mentre quelli non regolamentati salgono del +5% su febbraio, come conseguenza dell’impennata delle quotazioni energetiche causata dalla crisi in Medio Oriente
Anche i beni alimentari non lavorati sono in sensibile aumento, e registrano una crescita del +0,7% su mese, +4,7% su anno – evidenzia il Codacons.
Dati purtroppo destinati a peggiorare se proseguirà il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz, considerato l’effetto domino su settori fondamentali come i prodotti petroliferi e quelli energetici: aggiunge ancora l’associazione.
E sempre in tema di rincari – motivati con l’effetto della guerra in Iran – sul caso dei supplementi carburante richiesti da alcune compagnie aeree ai passeggeri che hanno già acquistato biglietti il Codacons ha annunciato un esposto all’Antitrust, finalizzato a verificare la legittimità di tali pretese economiche.
Si stanno infatti moltiplicando le segnalazioni di viaggiatori che, pur avendo in mano un biglietto acquistato magari mesi fa, si vedono richiedere somme extra a titolo di adeguamento carburante: spiega il Codacons che ricorda come la normativa europea preveda che, al momento dell’acquisto di un biglietto aereo, al consumatore debba essere presentato un prezzo finale e definitivo che includa tutti i costi, le tasse e i supplementi.