mercoledì, Maggio 20, 2026
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Cappelli (Confartigianato Cesena): “Servono contributi per la transizione ambientale e digitale delle imprese”

(Sesto Potere) – Cesena – 20 maggio 2026 – n vista della prossima variazione di bilancio che il Consiglio Comunale di Cesena si appresta a discutere e approvare, Confartigianato Cesena lancia un appello  all’amministrazione ed alle forze politiche: è il momento di rimettere al centro dello sviluppo locale il tessuto delle micro e piccole imprese (MPI), sostenendo concretamente la loro transizione digitale e ambientale.

Negli ultimi tre anni, anche il mondo produttivo artigiano e delle piccole imprese ha dimostrato una resilienza straordinaria, affrontando crisi globali ed eventi emergenziali sul nostro territorio. Al contempo, le imprese hanno dovuto farsi carico di un progressivo incremento dell’imposizione fiscale e dei costi locali, pensiamo all’occupazione di suolo pubblico, alla tassa sulle insegne pubblicitarie ed ai permessi per l’accesso alla ZTL, mentre le risorse del Comune per lo sviluppo economico sono diminuite.

Oggi che il bilancio comunale si appresta ad una rimodulazione, riteniamo sarebbe un segnale importante se una parte di queste risorse “torni” a chi genera ricchezza e coesione sociale a Cesena. Anche perchè le PMI, che a differenza di quanto sta avvenendo purtroppo in territori limitrofi non delocalizzano la loro attività, generano oltre il 60% degli occupati a Cesena. E nonostante un contesto economico non brillante, c’è tuttora chi vorrebbe investire per migliorare la propria impresa.

«Non stiamo chiedendo contributi a pioggia o sussidi assistenziali, formule che non appartengono alla cultura del fare della nostra associazione – dichiara il vicesegretario di Confartigianato Cesena – Riccardo Cappelli – Proponiamo invece il rilancio di una misura di impatto strategico che avevamo sperimentato nel 2022: un bando comunale finalizzato a co-finanziare nuovi investimenti delle micro e piccole imprese che abbiano un ritorno positivo sul territorio».

Confartigianato individua due esempi per i quali anche un piccolo contributo a fondo perduto, magari integrato con altre risorse, potrebbe fare la differenza tra la competitività e l’esclusione dal mercato.

Il primo è la transizione ambientale: le normative europee e le richieste delle grandi aziende capo-filiera impongono standard ESG sempre più stringenti. Aiutare una piccola impresa a redigere il suo primo report di sostenibilità significa mantenerla dentro alcuni mercati e renderla attrattiva.
L’altro è la transizione digitale: l’intelligenza artificiale non è una prerogativa delle multinazionali, ma uno strumento di semplificazione e ottimizzazione dei processi (ad esempio sul fronte della gestione documentale), se viene accompagnato concretamente nella sua introduzione.

«Sostenere la transizione digitale ed ecologica dei piccoli non è un lusso, ma una necessità per non lasciare indietro il motore economico di Cesena – conclude il vicesegretario Cappelli -. Certamente le esigenze in questo momento sarebbero tante ed anche su ulteriori fronti, pensiamo al sostegno del ricambio generazionale ed all’accesso al credito. Ma il significato della misura che chiediamo è un segnale politico concreto d’investimento sul futuro. Restituire risorse alle imprese tramite un bando con finalità di sviluppo significa generare un moltiplicatore economico per l’intera comunità cesenate».

Nella foto Riccardo Cappelli, vicesegretario Confartigianato cesenate