(Sesto Potere) – Bologna – 19 maggio 2026 – “In Emilia-Romagna il servizio sanitario privato accreditato è parte integrante della rete pubblica”. L’intervento dell’assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna Massimo Fabi, al convegno organizzato nei giorni scorsi da Aiop (Associazione Italiana delle Aziende Sanitarie Ospedaliere e Territoriali) Emilia-Romagna, dopo mesi di tensioni dovute al mancato riconoscimento delle risorse necessarie per garantire, a parità di condizioni, cure, prestazioni e assistenza a tutela della salute dei cittadini, segna l’inizio di una nuova apertura nei rapporti tra Regione e strutture sanitarie private accreditate.
“Lavoriamo insieme per sostenere e innovare il servizio sanitario della nostra regione, punto di riferimento dell’intero sistema sanitario nazionale che deve evolversi secondo principi di universalismo ed equità” afferma l’assessore Fabi all’incontro – voluto dall’associazione che rappresenta le strutture ospedaliere, socio-sanitarie e territoriali di diritto privato del Servizio sanitario nazionale (SSN), nonché le realtà operanti nel campo del privato, in collaborazione con Clinica Città di Parma, Val Parma Hospital e Casa di cura Villa Verde di Reggio Emilia – per fare il punto sul reale livello di integrazione del privato accreditato nel Servizio Sanitario dell’Emilia-Romagna a fronte del crescente bisogno di cura dei cittadini.
Incontro al quale ha partecipato anche il presidente nazionale di Aiop Gabriele Pelissero, che ha lamentato il “mancato adeguamento tariffario della sanità privata accreditata, fermo al 2012, mentre la sanità pubblica soltanto negli ultimi cinque anni ha concesso due rinnovi contrattuali ai dipendenti. Se vogliamo rendere equilibrato e sostenibile il servizio sanitario nazionale – auspica il presidente Pellissero – è necessario salvare il sistema di sanità mista nella sua interezza”.
“La sanità privata accreditata in Emilia-Romagna è parte integrante del servizio pubblico di cui presenta le stesse caratteristiche ed è sottoposta agli stessi controlli” gli fa eco il presidente Aiop Emilia-Romagna Cesare Salvi, (nella foto in alto) che aggiunge “le nostre strutture sono in grado di mettere a disposizione una capacità produttiva superiore del 20% rispetto a ciò che già realizza oggi, si tratta solo di trovare il modo corretto di lavorare insieme”.
Una disponibilità, da parte del privato accreditato, spiegata anche dal presidente Aiop di Reggio Emilia, Fabrizio Franzini “non esiste contrapposizione tra sanità pubblica e sanità privata accreditata: noi, con il 25% delle prestazioni in Emilia-Romagna e il 15% circa di costi complessivi, svolgiamo pienamente una funzione pubblica nell’ambito della sanità in regione e possiamo affermare di non gravare sulla collettività”.
L’apertura al dialogo da parte dell’assessore regionale Fabi non si fa attendere: “Partiamo allora dall’analisi dei bisogni del territorio per stabilire il livello di collaborazione, programmazione negoziata, co-programmazione e co-progettazione degli interventi, riconoscendo alla sanità privata accreditata regolari adeguamenti tariffari – afferma Fabi – non cerchiamo le differenze, ma lavoriamo insieme su ciò che ci unisce per il bene dei cittadini”.
“Partiamo da Reggio Emilia, che ha ospitato questa importante giornata di confronto – rilancia il presidente Franzini – per istituire un tavolo di lavoro che unisca Aziende Usl provinciali e Aiop e costruire un nuovo equilibrio tra servizio pubblico e servizio privato che riconosca pari dignità al lavoro di tutti e apra a nuove forme di collaborazione per rispondere al bisogno crescente dei cittadini e diventi modello innovativo per l’intero sistema sanitario nazionale”.
L’incontro stimolato da un’interessante ricerca del professor Paolo Belardinelli, fellow Istituto Bruno Leoni, che ha analizzato l’incidenza del contributo del privato accreditato al Servizio sanitario della Regione Emilia-Romagna, è quindi proseguito con una tavola rotonda, coordinata dalla giornalista economica Ilaria Vesentini, che ha messo a confronto il direttore generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna Lorenzo Broccoli, il direttore generale di Confindustria Emilia-Romagna Gian Luca Rusconi, Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’Alta Scuola di Economia e management dei sistemi sanitari (ALTEMS). Al presidente Aiop Emilia-Romagna Cesare Salvi la conclusione dei lavori di una giornata che ha posto le basi per la costruzione condivisa di un futuro più armonico e omogeneo del servizio sanitario della Regione Emilia-Romagna.
Aiop breve profilo
“Associazione italiana delle Aziende sanitarie ospedaliere e territoriali e delle Aziende socio-sanitarie residenziali e territoriali di diritto privato” è stata fondata a Roma nel 1966. (www.aiop.it) Aiop Emilia-Romagna associa 52 strutture (42 ospedali accreditati, 2 ospedali non accreditati, 8 RSA) con 5.931 posti letto di cui 5.860 accreditati e 8.486 addetti diretti (2.970 medici, 3.361 infermieri, 1.392 personale tecnico e 763 operatori di supporto). (www.er-aiop.com)
Info
La ricerca integrale presentata dal prof. Paolo Belardinelli dell’Istituto Bruno Leoni “La sanità dell’Emilia-Romagna tra opacità nel pubblico e confinamento del privato accreditato. Il caso Emilia-Romagna” è disponibile al link: https://www.brunoleoni.it/ricerche/sanita-dellemilia-romagna-pubblico-e-privato

