(sesto Potere) – Forlì – 26 maggio 2026 – Un ambiente protetto, inserito nel reparto di Geriatria, che utilizza, con il metodo “Snoezelen”, luci, suoni e immagini per accogliere la fragilità: così la stimolazione multisensoriale riduce l’ansia da ricovero e l’uso dei farmaci. Un nuovo tassello nella rete di cura di pazienti con decadimento cognitivo. Cambiare il volto dell’assistenza geriatrica partendo da un principio fondamentale: non è il paziente fragile a dover correre il rischio di non adattarsi all’ospedale, ma è l’ambiente ospedaliero che deve trasformarsi per accogliere e proteggere le sue vulnerabilità.
Con questo obiettivo nasce la nuova “Delirium Room” all’interno dell’Unità Operativa di Geriatria di Forlì, uno spazio all’avanguardia arricchito dalle innovative tecniche multisensoriali Snoezelen.
Un investimento per contrastare lo stato confusionale acuto (delirium) nei pazienti anziani fragili attraverso l’ambiente, l’empatia e la stimolazione sensoriale, riducendo l’uso di farmaci e contenzioni fisiche.

La stanza è stata inaugurata oggi in presenza di Francesco Sintoni, Direttore della Direzione Medica del Presidio Ospedaliero di Forlì, la
Direzione Infermieristica e Tecnica di Forlì, Giuseppe Benati, Direttore del Dipartimento di Cure Primarie e Medicina di Comunità di Forlì-Cesena, Gianni Bisulli, dell’Unità Operativa Complessa Attività Tecniche per l’area di Forlì-Cesena, e Gian Luca Zattini, Sindaco di Forlì.
L’innovativo ambiente è stato allestito anche grazie alla generosità di alcune associazioni, quali l’Associazione Alive, che ha donato una Culla
Care Indoor e l’impianto di filodiffusione, e l’Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche – A.N.I.O.C, che ha contribuito
all’acquisto di un computer portatile e di un televisore. Queste donazioni contribuiranno a ottimizzare l’efficacia terapeutica dello spazio
multisensoriale.
Che cos’è il Delirium e perché richiede un nuovo modello di cura
Il delirium (o stato confusionale acuto) è una vera e propria emergenza medica d’organo – una sorta di momentanea “insufficienza cerebrale” – che colpisce gli anziani più fragili durante il ricovero, spesso scatenata da infezioni, interventi chirurgici o semplicemente dal disorientamento legato al cambiamento d’ambiente. Si manifesta in due modi: con una forma “iperattiva” (agitazione, ansia, allucinazioni) o, più frequentemente, con una forma “ipoattiva” (apatia, sonnolenza profonda, distacco dalla realtà), che rischia di passare inosservata pur essendo molto rischiosa. Il delirium non è un evento inevitabile dell’invecchiamento, ma una condizione che possiamo e dobbiamo prevenire nel 30-40% dei casi. Compare fino al 50-80% nei pazienti anziani in terapia intensiva o post-chirurgica.
La letteratura scientifica internazionale dimostra che per curare questa condizione la medicina tradizionale basata sui soli farmaci sedativi non basta e, talvolta, rischia di peggiorare il quadro clinico. La vera terapia d’eccellenza è la prevenzione non farmacologica e l’umanizzazione delle cure.
La nuova Delirium Room di Forlì: sicurezza degli ambienti e atmosfera domestica

La nuova stanza speciale realizzata a Forlì è stata progettata per gestire i pazienti in stato confusionale acuto eliminando radicalmente l’uso di contenzioni fisiche o chimiche.
L’architettura dello spazio è stata modificata per garantire: monitoraggio da parte del personale infermieristico specializzato; massima sicurezza ambientale; un’atmosfera domestica, per ridurre l’impatto traumatico dell’ospedalizzazione.
L’approccio “Snoezelen”
Fiore all’occhiello di questa struttura è l’integrazione del metodo Snoezelen, un approccio nato nei Paesi Bassi che utilizza stimoli sensoriali
controllati per dare sollievo agli stati di forte ansia e agitazione: luci e immagini: proiezioni di immagini rilassanti della natura (boschi, corsi d’acqua) e immagini famigliari per ridurre il carico delle allucinazioni visive; soundscapes (paesaggi sonori): melodie familiari e suoni della natura a basse frequenze per stimolare positivamente la memoria a lungo termine; aromaterapia: diffusione controllata di oli essenziali rilassanti (come lavanda e melissa.
La famiglia come “ancora di realtà”
Il nuovo modello mette al centro anche i familiari e i caregiver, considerati veri e propri alleati terapeutici. La loro presenza all’interno della struttura sarà facilitata: una voce cara, un volto noto e il ricordo delle abitudini domestiche fungono da insostituibili “ancore di realtà” capaci di favorire un riorientamento più rapido rispetto a qualunque terapia farmacologica.
La continuità di cura
A Forlì la Delirium Room è un nuovo tassello nella rete di cura di pazienti con decadimento cognitivo. Il team del Centro per Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) dell’Unità Operativa di Geriatria rappresenta lo snodo in grado di garantire una continuità tra l’ospedale e i vari setting territoriali ed è costituito da medici geriatri, infermieri, psicologi e, da poco, da un terapista occupazionale che lavorano in modo integrato.

