martedì, Maggio 26, 2026
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Salute, in Emilia-Romagna incontri per raccogliere i bisogni dei pazienti con malattia rara IgG4-correlata 

(Sesto Potere) – Bologna, 26 maggio 2026 – È una malattia rara, spesso sottovalutata e non di rado scambiata per un tumore o per altre patologie infiammatorie. Per la sua capacità di assumere manifestazioni cliniche molto diverse viene definita la “grande imitatrice”.

Si chiama malattia IgG4-correlata (IgG4-RD) ed è una patologia fibro-infiammatoria cronica immuno-mediata che può colpire contemporaneamente più organi – tra cui pancreas, fegato, vie biliari, reni, ghiandole salivari, orbite oculari, meningi, retroperitoneo e tiroide – generando quadri clinici eterogenei che rendono il percorso diagnostico complesso e spesso tardivo.

Con un’incidenza stimata tra 0,26 e 1,08 casi ogni 100.000 abitanti l’anno, la IgG4-RD interessa prevalentemente persone tra i 50 e i 70 anni, con una maggiore frequenza nel sesso maschile. Il ritardo nella diagnosi può comportare danni d’organo progressivi e complicanze significative.

Proprio per ridurre questi ritardi, una task force di esperti ha individuato cinque “red flags” che possono aiutare i medici a sospettare precocemente la malattia: rigonfiamento di uno o più organi; coinvolgimento del pancreas e delle vie biliari; aumento dei livelli sierici di IgG4; presenza di infiltrati di cellule IgG4+ nelle biopsie; e flebite obliterante nei tessuti coinvolti.

    Questi elementi rappresentano oggi un passo avanti concreto verso una diagnosi più tempestiva.

    Con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla malattiarafforzare e uniformare i percorsi assistenziali, favorire il riconoscimento di un codice di patologia dedicato e valutare la creazione di un registro nazionaleMotore Sanità ha organizzato, con il contributo incondizionato di Amgen, il percorso: “IgG4-RD, conoscere per agire. Da patologia complessa e sconosciuta a patologia diagnosticata e presa in carico rapidamente – Regione Emilia-Romagna”.

    Queste le parole di Marcello Govoni, Responsabile Dipartimento di Scienze Mediche UOC e UOL di reumatologia AOU Sant’Anna di Ferrara, “la sindrome IgG4-RD è una patologia complessa, spesso difficile da diagnosticare e caratterizzata da un forte impatto fisico, psicologico e sociale sul paziente. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha aperto nuove prospettive grazie a terapie sempre più mirate, capaci di intervenire sui meccanismi immunologici alla base della malattia. Innovazione non significa soltanto nuovi farmaci, ma anche diagnosi più tempestive, presa in carico multidisciplinare e percorsi di cura personalizzati. Per i cittadini che convivono con questa patologia, poter accedere a trattamenti efficaci significa ridurre il peso dei sintomi, limitare i danni d’organo e recuperare autonomia nella vita quotidiana. Pertanto, investire nell’innovazione terapeutica significa investire nella dignità, nell’inclusione sociale e nel diritto alla salute delle persone con malattie rare. È fondamentale che istituzioni, comunità scientifica e associazioni pazienti continuino a collaborare per garantire accesso equo e rapido alle nuove opportunità terapeutiche”.                                            

    L’incontro emiliano-romagnolo, dopo quelli già tenuti in Lombardia, Veneto e Toscana è il quarto di cinque appuntamenti regionali in programma in questi mesi con l’obiettivo di raccogliere i bisogni emergenti dai territori e proporre soluzioni operative condivise.