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Reggio Emilia, l’antica dimora di Ludovico Ariosto entra nel circuito regionale delle ‘Case e studi delle persone illustri’

(Sesto Potere) – Reggio Emilia – 5 ottobre 2026 – Nuovo riconoscimento per il palazzo vecchio del Mauriziano, antica dimora di Ludovico Ariosto, che è entrato nel circuito delle “Case e studi delle persone illustri”, riconoscimento che la Regione Emilia-Romagna assegna a luoghi capaci di raccontare la cultura del territorio attraverso le opere e gli ambienti dei suoi protagonisti. A testimonianza di tale conferimento, sulla facciata del Mauriziano è ora affisa l’apposita targa che ricorda la storia di questo luogo e di chi l’ha abitata.

Insieme al Mauriziano, il riconoscimento è stato conferito anche a Palazzo Guiccioli e Villa Ghigi-Pagnani di Ravenna, la Casa museo DonnArtista Elena Guastalla di Guastalla (Re); Aquilone-Casa e studio Guido Mariani di Faenza, Studio d’artista Cesare Ronchi di Castel Bolognese (Ra) e il Centro studi Dante Bighi di Copparo, in provincia di Ferrara. Si aggiungono alla rete regionale che conta un patrimonio di 73 Case e studi distribuiti nelle diverse province emiliano-romagnole.

“Il riconoscimento ‘Case e studi delle persone illustri’ assume al Mauriziano un significato particolare: valorizzare la casa e i luoghi vissuti da Ariosto significa restituire al pubblico non solo la memoria di un grande autore, ma anche il legame profondo tra una persona, i suoi luoghi e il paesaggio in cui è maturata la sua esperienza – sottolinea l’assessore alla Cultura Marco Mietto – Il Mauriziano racconta un intreccio prezioso tra memoria personale, storia culturale e identità del territorio. Qui Ariosto trascorse parte della sua vita, in un rapporto fatto di familiarità con gli spazi, il paesaggio e la dimensione intima della tenuta. Un luogo che non fu soltanto parte della sua vita privata, ma anche uno spazio della memoria e dell’immaginazione, capace di alimentare quel legame con il territorio che accompagna la sua esperienza e la sua opera”.

“Le targhe che abbiamo consegnato – sottolinea l’assessora alla Cultura Gessica Allegni – sono il segno visibile di un patrimonio che la Regione considera parte integrante della propria identità e della propria politica culturale. Un sigillo per valorizzare persone, storie, opere e comunità che hanno contribuito a costruire la cultura dell’Emilia-Romagna. Riconoscerli significa proteggerne la memoria, ma anche creare le condizioni perché questi luoghi possano continuare a essere conosciuti, visitati e vissuti. Il valore di questo progetto sta anche nella sua capacità di mettere in relazione luoghi e persone molto diversi tra loro e di restituire una geografia culturale dell’Emilia-Romagna fatta non soltanto di grandi nomi, ma di tante figure e tante storie che hanno lasciato e continuano a lasciare un segno nei territori”.

Il riconoscimento “Case e studi delle persone illustri” non riguarda soltanto monumenti e grandi istituzioni culturali, ma anche luoghi più intimi e personali, nei quali la dimensione privata si intreccia con la storia culturale collettiva. Il riconoscimento regionale consente infatti di costruire progressivamente una rete di luoghi accomunati da un’identità e da un marchio distintivo, rendendoli più facilmente riconoscibili dal pubblico e sostenendone le attività di valorizzazione.

Il Mauriziano – In questa dimora di campagna, casa della madre Daria Malaguzzi,Ludovico Ariosto ha soggiornato nei periodi estivi e composto alcune delle sue opere poetiche. Sebbene il simbolo del casato nobiliare dei Malaguzzi sia ancora presente sulla facciata, l’edificio è noto col nome di ‘Mauriziano’, perché situato presso la chiesa dedicata a San Maurizio vicino al ponte del torrente Rodano. Nonostante le significative ristrutturazioni intorno al Sei-Settecento, il complesso mantiene l’impianto volumetrico cinquecentesco che lo collega alla cultura della villa rinascimentale. Negli interni si collocano le decorazioni pittoriche eseguite tra il XVI e il XVIII secolo. Il palazzo, di proprietà della famiglia Malaguzzi, nel 1863 è stato acquistato dal Municipio di Reggio Emilia che lo ha inserito nella propria rete museale.

La visita prevede un percorso ricco di suggestione che si dipana attraverso gli ambienti dell’edificio; tra questi si segnalano per il particolare interesse il Camerino dei Poeti, il Camerino degli Orazi e Curiazi e il Camerino dell’Ariosto. Queste stanze sono arricchite da affreschi della seconda metà del Cinquecento che riproducono, secondo il gusto dell’epoca, scene amorose, di caccia, paesaggi e figure di letterati e poeti.