(Sesto Potere) – Roma – 3 ottobre 2026 – La guerra in Medio Oriente sta determinando fortissimi aumenti di prezzi e tariffe in tutti i settori, ma i rincari non colpiscono allo stesso modo tutti i cittadini e il loro impatto cambia di molto a seconda del lavoro svolto e della composizione del nucleo familiare.
Lo afferma il Codacons, che ha realizzato un apposito studio con cui analizza l’andamento dei prezzi al dettaglio nel 2026 e le ripercussioni per le tasche delle varie tipologie di consumatori.
Sulla base dell’inflazione acquisita dall’Istat per l’intero 2026 e considerata la totalità della spesa annua per consumi delle varie tipologie di famiglie, l’impatto dei rincari scattati dall’inizio del conflitto porterà un pensionato che vive da solo a spendere in totale 667 euro in più rispetto allo scorso anno a parità di consumi (e nell’ipotesi in cui i prezzi si mantengano ai livelli attuali) – spiega il Codacons – Per un single sotto i 35 anni l’aggravio di spesa sarà di 704 euro, mentre una coppia senza figli dovrà mettere in conto 1.167 euro in più a fine anno.
Per una famiglia monogenitoriale la spesa annua risulterà più elevata di 976 euro, che salgono a +1.281 euro per una coppia con un figlio e raggiungono i 1.415 euro se i figli a carico sono due.
Ma i rincari di prezzi e tariffe hanno un peso diverso anche a seconda della fonte principale di reddito di una famiglia: rivela il Codacons.
In base alla classificazione della condizione professionale del capofamiglia così come definita dall’Istat, un disoccupato si ritroverebbe a spendere a fine 2026 +701 euro, che diventano +936 euro se lo stipendio principale in casa è quello di un operaio, +1.259 euro per un quadro o un dirigente, +1.616 euro per un imprenditore o libero professionista.
Questo perché a redditi diversi corrispondono diverse capacità d’acquisto e una differente spesa annua per consumi – spiega il Codacons.
Intanto a settembre l’andamento dei prezzi monitorato dall’Istat riserva più di una sorpresa: tra i beni che subiscono i rincari maggiori vi sono i prodotti tecnologici, mentre crollano i listini del burro e le tariffe aeree.
Nello specifico lo studio realizzato dal Codacons attesta quasi un raddoppio per i prezzi di supporti di registrazione (Cd, Dvd, chiavette usb, ecc,) che salgono del 92,1% su anno, mentre gli accessori per l’informazione e la comunicazione (caricabatterie, cover, power bank, cavi, ecc.) rincarano del 39,6%, +18,6% computer e tablet.
Aumenti causati dalla situazione nello stretto di Hormuz che ha portato ad una generalizzata carenza di componenti tecnologici con effetto diretto sui prezzi del comparto.
I combustibili liquidi registrano invece un incremento del +38,5%, seguito da carburante diesel (+34,9%), benzina (+21,8%), gas distribuito tramite rete (20,7%) ed elettricità (+19,3%). Tra gli alimentari si segnalano rincari pesanti per le bacche fresche (fragole, ribes, lamponi, mirtilli, ecc.) con un +17,3%, seguite dagli ortaggi a frutto (pomodori, peperoni, melanzane, zucchine) che segnano +15,2% e dai legumi verdi (piselli, fave, ecc.) con un 14,7%.
Di contro si registra un crollo per i prezzi del burro, che su base annua scendono del -14,3%, per gli agrumi freschi (-6,7%) e per le tariffe aeree: i biglietti dei voli nazionali calano del -12,6%, quelli per i coli internazionali del -4,4%: conclude il Codacons.
Rincari per tipologia di famiglia:
pensionato: +667 euro
single (18-34 anni): +704 euro
monogenitore: +976 euro
coppia senza figli (35-64 anni): +1.167 euro
coppia con 1 figlio: +1.281 euro
coppia con 2 figli: +1.415 euro
Rincari per condizione professionale del capofamiglia:
disoccupato: +701 euro
operaio: +936
dirigente o quadro: +1.259
Imprenditore e libero professionista: +1.616

