(Sesto Potere) – Ravenna – 23 aprile 2026 – – Opere già realizzate per 80,2 milioni di euro e ulteriori per 80,9 milioni tra cantieri in corso e interventi in progettazione: è questo il quadro della sicurezza idraulica in provincia di Ravenna, uno dei territori più colpiti dalle alluvioni, relativo ai fiumi Lamone, Senio e Santerno.
Interventi che riguardano il ripristino e il rafforzamento degli argini, la manutenzione degli alvei, il contenimento delle piene e la messa in sicurezza dei tratti più critici dei tre corsi d’acqua, accanto a opere strutturali più complesse attualmente in fase di progettazione. Obiettivo, ridurre il rischio idraulico e rafforzare la difesa del territorio, a tutela di persone, comunità, attività produttive e ambiente.
A fare il punto sugli interventi, nel corso di un’assemblea pubblica ieri sera a Lugo (Ra), il presidente della Regione, Michele de Pascale, la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, il vicecommissario straordinario alla ricostruzione, Gianluca Loffredo, e il segretario generale AdbPo, Alessandro Delpiano. Presenti la presidente della Provincia di Ravenna, Valentina Palli, il dirigente tecnico Andrea Colombo e dirigenti dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile.
“Continuiamo il percorso di confronto diretto su tutto il territorio regionale- afferma il presidente de Pascale-. Sono incontri complessi, in cui emergono con forza le preoccupazioni delle cittadine e dei cittadini. Il nostro compito è ascoltare, comprendere e dare risposte: la Regione continuerà a metterci la faccia, confrontandosi direttamente con comitati, persone e imprese. In questa fase stiamo lavorando, oltre che sugli interventi strutturali di messa in sicurezza finanziati dal Governo, anche alle osservazioni al Piano per l’assetto idrogeologico del bacino del Po, con riferimento al Reno e ai fiumi romagnoli. Nel Piano sono previste opere fondamentali, come le casse di espansione, che restano assolutamente necessarie. Allo stesso tempo, alcuni aspetti vanno chiariti meglio, a partire dalla definizione delle priorità e dalla disciplina delle aree a tracimazione controllata individuate dall’Autorità di bacino”.
“Così come sono attualmente previste- prosegue e spiega il presidente-, queste aree non ci convincono: lo strumento può essere necessario, perché l’alternativa è la tracimazione incontrollata, ma le dimensioni risultano molto ampie e, allo stato attuale, non sono né finanziate né finanziabili dai piani nazionali. Il rischio è quello di introdurre vincoli molto pesanti sul territorio per un periodo lungo, senza benefici concreti. Per questo abbiamo chiesto all’Autorità di bacino di rivedere questa parte del Piano, insieme alla Regione, ai Comuni e alle imprese agricole, con l’obiettivo di renderlo più chiaro, sostenibile e realizzabile”.
“Stiamo già lavorando con le associazioni agricole per rafforzare il ruolo degli agricoltori nella manutenzione e nella tutela del territorio- sottolinea la sottosegretaria Manuela Rontini-. È una proposta già inserita dall’Assemblea legislativa nel Defr, il Documento di economia e finanza regionale: insieme all’assessorato all’Agricoltura stiamo definendo come valorizzare questo contributo, mettendo a disposizione risorse adeguate, in particolare per la manutenzione delle aree di collina e montagna, la regimazione delle acque e la difesa del suolo, con effetti diretti anche sulla sicurezza idraulica in pianura. Allo stesso tempo chiederemo all’Autorità di bacino di indicare con chiarezza le priorità nella realizzazione degli interventi, nella consapevolezza che le opere realizzate a monte hanno effetti determinanti sulla sicurezza del territorio a valle”.
Lamone, Senio, Santerno: gli interventi fatti, in corso, in progettazione
Sul Lamone, a partire dalle alluvioni di maggio 2023, sono stati realizzati interventi sugli argini – in gran parte somme urgenze – per 36,2 milioni di euro, finanziati con risorse commissariali. Sono in fase di conclusione lavori per 1,8 milioni di euro, mentre sono attualmente in corso cantieri per 10,8 milioni, tutti in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. Sono inoltre in fase di progettazione ulteriori interventi per 45,2 milioni di euro, in parte affidati all’Agenzia regionale e in parte a Sogesid. Sono in corso poi attività di manutenzione, con sfalci della vegetazione in destra e sinistra idraulica, realizzate con risorse regionali. Complessivamente, per il fiume Lamone, sono stati stanziati circa 4,9 milioni di euro per la manutenzione nel triennio 2025-2027.
Sul Santerno, a seguito delle alluvioni, sono state realizzate somme urgenze per 24 milioni di euro. Sono in corso lavori di taglio della vegetazione per 525mila euro (fondi regionali). Nel tratto di pianura, da Sant’Agata sul Santerno a San Bernardino, sono in fase di avvio o progettazione interventi di rinforzo di argini e golene per 6,7 milioni di euro. Nel tratto collinare (Casalfiumanese, Fontanelice, Castel del Rio) sono invece in corso lavori per 1,8 milioni di euro.
Sul Senio, sono stati realizzati interventi – perlopiù somme urgenze – con risorse commissariali per circa 20 milioni di euro. Attualmente sono in corso lavori per 2,6 milioni di euro, sono inoltre in progettazione interventi per 11,5 milioni di euro, in parte in capo a Sogesid.
Complessivamente, le risorse regionali per il triennio 2025-2027 destinate alla manutenzione dei corsi d’acqua di Santerno, Senio e Basso Reno ammontano a 9 milioni di euro.

