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Ponte 25 aprile-1° maggio: 13,5 milioni italiani hanno cambiano programma per il conflitto in Iran

(Sesto Potere) – Bologna – 24 aprile 2026 – Il conflitto in Iran e le conseguenze ad esso connesse hanno cambiato i piani degli italiani anche per le festività del 25 aprile e dell’1 maggio; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research (*), 8,1 milioni hanno  rinunciato a partire in vacanza e, tra chi viaggerà, 5,4 milioni hanno comunque cambiato destinazione.

Chi non parte

Guardando più da vicino i dati relativi a chi ha cambiato idea e non partirà, si scopre che se 600mila hanno ammesso di aver rinunciato per semplice paura di muoversi in un contesto di crisi come quello attuale e 1,3 milioni per il timore che cancellassero il volo, ben 5,5 milioni hanno abbandonato l’idea di partire per le imminenti festività a causa dell’aumento dei costi di viaggio.

Chi ha cambiato destinazione

Se, da un lato, tanti italiani hanno rinunciato a viaggiare, dall’altro ci sono circa 5,4 milioni di nostri connazionali che, pur di non rinunciare alla vacanza, hanno preferito cambiare meta.

Le motivazioni?  Ancora una volta, in molti casi, si tratta di ragioni economiche; il 16% del campione ha dichiarato di aver cambiato meta a causa dell’aumento del prezzo di voli e hotel ripiegando su una destinazione più economica e 125 mila italiani, stando sempre ai dati emersi dall’indagine, hanno ammesso di essere stati costretti a puntare su una meta meno costosa perché l’aumento generale di altre spese, ad esempio la benzina e le bollette, ha ridotto il budget a disposizione per la vacanza.

Se non sono ragioni economiche, come visto prima, sono motivazioni spesso psicologiche e di preoccupazioni connesse al conflitto; il 37% dei rispondenti, pari a 1,7 milioni di individui, ha modificato programma per timore che il volo su cui avrebbero dovuto viaggiare venisse cancellato a causa della mancanza di carburante, mentre il 41%, pari a 2 milioni di persone, per una più generale paura legata alla situazione internazionale causata dal conflitto in Iran.

Dove andranno dopo il cambio

Il cambio destinazione ha riguardato sia i viaggiatori che avevano in programma di andare all’estero, in particolare in Europa (26%), America Latina e Caraibi (9%), Medio Oriente (9%) e Asia (6%), sia i viaggiatori che volevano restare entro i confini nazionali ma che, a causa delle motivazioni sopra indicate, hanno dovuto ripiegare su una meta nazionale più economica.

Fra chi partirà facendo almeno una notte fuori casa in occasione delle festività del 25 aprile e dell’1 maggio, l’87% resterà in Italia, il 7,5% si sposterà in Europa e meno del 5% uscirà fuori dal Vecchio Continente.

Metodologia

(*) Indagine demoscopica condotta da mUp Research e Bilendi su un campione di n.1010 individui, rappresentativo della popolazione italiana adulta, in età compresa fra 18 e 74 anni. Le interviste sono state condotte dal 17 al 19 aprile 2026.