(Sesto Potere) – Forlì – 17 agosto 2026 – Il Comitato Unitario Vittime del Fango Forlì lancia una denuncia e un accorato appello: “IL Parco Urbano di Forlì non è un semplice giardino pubblico. È uno dei luoghi più rappresentativi della nostra città, uno spazio vissuto quotidianamente da famiglie, bambini, sportivi e anziani, un polmone verde che, soprattutto nei mesi estivi, offre ai cittadini un luogo di incontro, di benessere e di sollievo dalla calura. Dopo l’alluvione del maggio 2023, però, il Parco Urbano è diventato anche uno dei simboli più evidenti della devastazione che ha colpito Forlì. Chiunque vi entri oggi non può fare a meno di provare un senso di amarezza. Ogni visita riporta alla mente quei giorni drammatici. Lo stato di degrado e di abbandono in cui versa rappresenta una ferita ancora aperta nel cuore della città e nella memoria di migliaia di cittadini che hanno vissuto sulla propria pelle quella tragedia. Un particolare per tutti: la maggior parte del parco versa nel buio più pesto, non essendo stati ripristinati i precedenti lampioni che illuminavano gli accessi ed i vialetti di percorrenza. E a oltre tre anni dall’alluvione, i lavori di ripristino non sono ancora iniziati. Nel corso del tempo sono state annunciate risorse economiche, sono stati assunti impegni pubblici e sono state ricevute anche importanti donazioni destinate alla rinascita del Parco. Eppure, ad oggi, nulla è cambiato”.
Il Comitato è stato informato dal Comune di Forlì che la commessa per il ripristino del Parco Urbano è stata affidata dalla Struttura Commissariale a CONSAP (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A.) è una società per azioni italiana controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
“Proprio per questo riteniamo sia doveroso che gli enti coinvolti informino con chiarezza la cittadinanza sullo stato della procedura e rendano
noto il cronoprogramma degli interventi. I cittadini hanno il diritto di sapere quando inizieranno i lavori e quali saranno le tempistiche per restituire il Parco alla città. Siamo perfettamente consapevoli che gli interventi per la messa in sicurezza idraulica del territorio devono rappresentare la priorità assoluta e continueremo a batterci affinché vengano realizzati senza ulteriori ritardi. Tuttavia, proprio perché il Parco Urbano rappresenta uno dei simboli dell’alluvione, la sua ricostruzione assume anche un profondo valore civile e sociale”: aggiunge il Comitato Unitario Vittime del Fango Forlì.
“Restituire ai forlivesi questo luogo significa contribuire a restituire fiducia, normalità e senso di appartenenza ad una comunità che porta ancora addosso i segni della devastazione. Per queste ragioni chiediamo al Comune, alla Struttura Commissariale e a CONSAP di comunicare
pubblicamente il cronoprogramma dei lavori e la data di avvio del cantiere. Dopo oltre tre anni, ulteriori rinvii non sono più accettabili”.”: è l’appello lanciato dal Comitato Unitario Vittime del Fango Forlì.
“Riteniamo inoltre indispensabile che il progetto di riqualificazione venga sviluppato tenendo pienamente conto della funzione idraulica del Parco Urbano, naturale area di espansione delle piene del Montone e del Rabbi. Le future opere dovranno essere progettate con criteri di resilienza, affinché gli investimenti pubblici siano durevoli e non vengano vanificati da nuovi eventi alluvionali. La ricostruzione di una città non passa soltanto dalle opere idrauliche, ma anche dalla restituzione ai cittadini dei suoi luoghi simbolo”: continua il Comitato.
“Il Parco Urbano non può continuare ad essere il monumento all’alluvione del 2023. Deve tornare ad essere il cuore verde di Forlì, un luogo di vita, di incontro e di speranza. I cittadini attendono risposte, tempi certi e, soprattutto, l’apertura del cantiere. È arrivato il momento
che alle promesse seguano i fatti. Comitato Vittime del Fango”: conclude il Comitato Unitario Vittime del Fango Forlì.

