(Sesto Potere) – Cesena – 17 agosto 2026 – Il sistema di deposito cauzionale per i contenitori di bevande può rappresentare un’opportunità per rafforzare l’economia circolare e migliorare il recupero degli imballaggi, ma dovrà essere costruito sulle reali caratteristiche del tessuto produttivo locale, composto quasi esclusivamente da micro e piccole imprese.
È la posizione del Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena, composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri, Stefano Soldati (nella foto), che interviene nel dibattito aperto sulle proposte di introduzione del nuovo meccanismo.
“Il nostro territorio ha sempre dimostrato grande sensibilità sui temi della sostenibilità ambientale – afferma il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena –. Gli artigiani e le piccole imprese sono pronti a fare la propria parte, come hanno sempre fatto, ma non possono essere chiamati a sostenere costi aggiuntivi o nuovi adempimenti senza adeguate compensazioni”.
Nel comprensorio cesenate e, più in generale, nella provincia di Forlì-Cesena, migliaia di attività economiche operano in spazi ridotti: negozi di vicinato, pubblici esercizi, imprese della ristorazione, laboratori alimentari, strutture ricettive e aziende artigiane che spesso si trovano nei centri storici, nelle frazioni e nelle aree collinari e montane.
“Chi conosce il nostro territorio – dice Confartigianato Cesena, – sa bene che molte imprese lavorano in locali di dimensioni contenute. Chiedere loro di destinare spazi alla raccolta e allo stoccaggio dei contenitori, gestire i flussi di restituzione e dedicare personale a queste attività significa incidere direttamente sull’organizzazione aziendale. Per questo chiediamo che le regole siano proporzionate e tengano conto della realtà delle piccole imprese”.
Confartigianato Cesena ritiene positivo che l’adesione al sistema possa rimanere volontaria per i punti vendita di minori dimensioni e sottolinea la necessità di individuare modelli organizzativi flessibili nei territori dove non sono presenti grandi superfici commerciali.
“Nei piccoli comuni della provincia, nei borghi dell’entroterra o nei centri urbani più storici servono soluzioni condivise, magari attraverso punti di raccolta collettivi o formule organizzate insieme agli enti locali. Non si possono applicare le stesse regole a realtà profondamente diverse.”: aggiunge il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena.
Altro elemento ritenuto fondamentale dall’associazione è il coordinamento con il sistema di raccolta differenziata già attivo, che in questi anni ha consentito al territorio cesenate di raggiungere risultati importanti sotto il profilo ambientale.
“Non dobbiamo disperdere quanto di buono è stato costruito. Il deposito cauzionale dovrà integrarsi con i servizi esistenti, evitando duplicazioni e costi indiretti che finirebbero inevitabilmente per gravare sulle imprese e, alla fine, anche sui cittadini”: afferma il Gruppo di Presidenza che conclude con un appello al legislatore affinché il provvedimento venga definito attraverso il confronto con i rappresentanti delle imprese: “La transizione ecologica si realizza con il coinvolgimento di chi produce, lavora e investe ogni giorno sul territorio. Se il sistema sarà semplice, equilibrato e interamente sostenuto sotto il profilo economico, potrà diventare uno strumento efficace per l’ambiente e per la competitività. Se invece si tradurrà in nuovi obblighi e burocrazia, rischierà di penalizzare proprio quel patrimonio di piccole imprese che rappresenta uno dei principali punti di forza dell’economia cesenate e provinciale”.

