mercoledì, Luglio 22, 2026
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Passante di Bologna, verso l’intesa De Pascale-Salvini, Legacoop e Federcoop Romagna chiedono di passare ad atti formali, con progetti e risorse

(Sesto Potere) – Bologna – 22 luglio 2026 – Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, hanno annunciato la firma del protocollo d’intesa sul progetto del Passante di Bologna.

Per definire i termini dell’intesa è in programma un incontro che si terrà domani 23 luglio al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini, del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e dei vertici di Autostrade per l’Italia.

All’ordine del giorno le richieste che il governatore della Regione Michele de Pascale ha già illustrato: sbloccare definitivamente la questione del Passante di Bologna e chiudere entro fine legislatura le procedure per completare la soluzione del nodo di Bologna dei collegamenti tra l’Autostrada A14 con l’A1 e l’A13 e il traffico proveniente dall’Autostrada del Brennero (A22) che si immette su questa rete e dovrà converge sul Passante, con il rafforzamento della tangenziale tra San Lazzaro e Borgo Panigale/Casalecchio, progetto da anni al centro di revisioni e polemiche, anche politiche.

“È certamente una buona notizia”: commentano Legacoop Romagna e Federcoop Romagna l’annuncio della firma del protocollo d’intesa sul Passante di Bologna.

passante di Bologna

“La disattenzione colposa da parte del Governo sulla situazione della viabilità nella nostra Regione e, soprattutto, della viabilità per e dalla Romagna, era durata fin troppo a lungo. Ora al Protocollo dovranno seguire atti formali, risorse disponibili, progetti. Solo in quel caso passeremo dalla semplice dichiarazione d’intenti alla scelta di cambiamento che attendiamo da fin troppo tempo. È chiaro a tutti quali siano gli obiettivi da raggiungere per garantire un salto di modernità al nostro sistema viario: il rafforzamento della tangenziale di Bologna, l’ottimizzazione del tratto centrale dell’autostrada con l’uso della terza corsia in modo più dinamico, l’ampliamento dell’A14 la cui fase esecutiva è già approvata. L’intervento prioritario per avviare quell’ammodernamento infrastruttuale che é essenziale allo sviluppo economico della Romagna e alla sua tenuta sociale”: affermano Legacoop Romagna e Federcoop Romagna.

 “I protocolli da soli, peró, non bastano. Lo dimostra il fatto che sugli stessi temi ne esisteva già uno, ma il Governo attuale lo ha sostanzialmente ignorato, dirottando le risorse sul Ponte sullo Stretto di Messina ed evitando di mettere a disposizione i fondi necessari per un progetto strategico per l’intera Italia: il nodo viario di Bologna pesa sulla parte più importante del sistema produttivo italiano, oltre che sulle persone, ed è ormai sinonimo per tutti di code, tempi di percorrenza costantemente variabili, inquinamento e stress. I cooperatori romagnoli vogliono vedere il bicchiere mezzo pieno e pensare che, questa volta, si stai facendo sul serio”: continua la nota di Legacoop Romagna e Federcoop Romagna.

“Si tratterebbe di un segnale di speranza per i milioni di italiani e stranieri che, tra mille disagi, stanno raggiungendo la costa adriatica in queste settimane, per gli imprenditori turistici e per tutti coloro che pagano i conti quotidiani delle difficoltà di trasportare merci da e per la Romagna, in termini di inefficienze e costi spesso ingestibili. Non a caso un grido d’allarme unanime su questi temi era stato lanciato nei mesi scorsi non solo da Legacoop, ma da tutte le associazioni di rappresentanza del mondo dell’impresa e del lavoro della Romagna”: aggiungono Legacoop Romagna e Federcoop Romagna che annunciano che se il confronto con il ministero e con Autostrade per l’Italia porterà alla definizione di un nuovo progetto e ad una data possibile di avvio dei lavori, saranno pronte a fare la loro parte “riconoscendo i meriti del Governo e della Regione”. 

“Ma se ciò non dovesse accadere – avvertono Legacoop Romagna e Federcoop Romagna – , ed il protocollo rimanesse fine a se stesso, si tratterebbe di una delusione difficile da giustificare in una fase così complessa di cambiamento sociale ed economico: la costante riduzione dei consumi degli Italiani è collegabile anche alla consapevolezza di essere parte di un sistema Paese fermo da troppi anni, soprattutto sulle grandi infrastrutture viarie, ferroviarie, portuali, ed aeroportuali”.