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Mosaici del volo, Atrium: “Vanno comunicati come forma di propaganda lasciateci da un regime non-democratico”

(Sesto Potere) – Forlì – 17 aprile 2026 – Domani, sabato 18 aprile saranno riaperti al pubblico, nel quadriportico della scuola media Palmezzano, in piazzale della Vittoria 8, a Forlì, all’interno del complesso razionalista  dell’ex Collegio Aeronautico, i Mosaici del Volo, grande ciclo musivo realizzato su disegni del pittore viterbese Angelo Canevari, che fin dai primi anni Trenta del Novecento aveva aderito al movimento futurista dell’aeropittura.

L’edificio, di proprietà del Comune di Forlì, è oggi sede di due istituzioni scolastiche e per la prima volta sarà aperto stabilmente al pubblico, con un orario di visita strutturato su ben due giornate e con una possibilità di accesso completamente gratuita.

“L’apertura ha dato luogo a discussioni a livello istituzionale e a mezzo stampa. Si tratta delle pareti che contornano un cortile interno, coperte da mosaici bicromi che raccontano la storia del volo e dell’aviazione secondo il regime fascista. Partendo dal mito di Icaro, il mosaico rappresenta e celebra, con un evidente tono propagandistico, in successione: le scoperte tecnologiche e le imprese dell’aeronautica; il primo
utilizzo dell’aviazione in guerra durante l’occupazione della Libia; la conquista del Corno d’Africa; il bombardamento di Guernica durante la Guerra Civile Spagnola; l’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Una parte del mosaico è poi dedicata al discorso di Benito
Mussolini del 10 giugno 1940 con la dichiarazione dell’entrata in guerra dell’Italia. L’intero ciclo è quindi un chiaro esempio di arte usata come strumento di propaganda del regime; pertanto, la riapertura al pubblico del quadriportico del mosaico può e deve essere un’eccellente
occasione per una visita consapevole e una narrazione critica, capace di rafforzare il sentimento democratico e veicolare i valori antifascisti della costituzione italiana”: afferma in una nota la Presidenza e il Comitato Scientifico di  Atrium – Architecture of Totalitarian Regimes of the 20th Century In Europe’s Urban Memory (www.atriumroute.eu).

“Come ha evidenziato anche il Vicesindaco di Forlì, città fondatrice dell’Associazione  Atrium, la riapertura delle visite al quadriportico rappresenta un’occasione per riflettere sui valori democratici italiani ed europei, per discuterne con i residenti e con le nuove generazioni, andando oltre narrazioni estetizzanti o banalizzanti e omissioni. Da anni l’Associazione  Atrium, itinerario culturale certificato dal Consiglio d’Europa nel 2014 e presente in 9 Paesi europei, lavora sul patrimonio materiale del regime fascista a Forlì, un patrimonio che possiamo definire ‘dissonante’ in quanto trae le sue origini da un regime portatore di valori diametralmente opposti a quelli dell’Europa democratica”: aggiunge, ancora, la Presidenza e il Comitato Scientifico di  Atrium.

Atrium ha nel tempo realizzato progetti con le scuole, curato la formazione delle guide turistiche, studiato e acceso i riflettori su questo patrimonio e sul suo carattere definito: “scomodo e divisivo”.

L’obiettivo di  Atrium – spiega la stessa Associazione Culturale e Rotta Culturale Europea – “che, come indicato chiaramente nell’articolo 2 del suo statuto: ripudia ogni forma di apologia o revisionismo rispetto a regimi totalitari o non democratici, è quello di non perdere la memoria di ciò che i paesi europei hanno dovuto attraversare per approdare al loro attuale assetto democratico e lo fa mettendo a confronto diversi esempi di architettura e sviluppo urbano frutto di tali regimi dittatoriali. Una lettura esclusivamente artistica o estetica di questo patrimonio, che ne trascurasse gli elementi di propaganda e funzionalità rispetto agli obiettivi del regime, risulterebbe quindi priva di una solida contestualizzazione scientifica che il Comune di Forlì ha contribuito a costruire attraverso la sua partecipazione ad Atrium. I mosaici sono un patrimonio senz’altro interessante e di indubbia qualità artistica, ma vanno trattati, interpretati e comunicati con attenzione, cura, scientificità e cautela, come ogni forma di propaganda e patrimonio lasciateci dai regimi non-democratici.”

E per concludere la Presidenza e il Comitato Scientifico di Atrium si dicono “a disposizione del Comune per lavorare ad un vasto piano di iniziative culturali, di formazione e approfondimento scientifico, anche comparato con altri casi europei”.