martedì, Settembre 8, 2026
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Minacce al sindaco di Sassuolo, messaggi di solidarietà

(Sesto Potere) – Sassuolo – 8 settembre 2026 – “Dobbiamo armarci e sparare alle gambe a questi schifosi e poi al sindaco.” È uno dei commenti comparsi in queste ore sui social, sotto un post del consigliere comunale Lucenti. Leggerlo mi ha provocato innanzitutto una profonda delusione. E, lo ammetto, anche inquietudine. Non tanto perché quelle parole siano rivolte a me. Chi sceglie di fare il Sindaco sa di esporsi alle critiche, alle contestazioni e anche agli attacchi più duri. Fa parte della responsabilità che ci si assume. Quello che mi colpisce è la facilità con cui si arriva a parlare di armi, di sparare alle persone, di violenza fisica. Come se fosse semplicemente un modo più forte per esprimere rabbia. Non lo è. E trovo particolarmente preoccupante che commenti di questo genere compaiano sotto i post di consiglieri comunali, cioè di persone che, pur nelle legittime differenze politiche, ricoprono un ruolo nelle istituzioni cittadine”: questo il racconto del sindaco di sassuolo, il Dem Matteo Mesini, (nella foto), che nella sua pagina social ricorda come pochi giorni fa anche il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, aveva denunciato “una grave minaccia ricevuta sui social”.

“Si può criticare un Sindaco. Si può contestare una scelta dell’Amministrazione. Si può essere arrabbiati, delusi, usare parole durissime. Ma c’è un confine che non dovrebbe mai essere oltrepassato: quello della violenza… si può discutere, anche duramente, senza trasformare chi la pensa diversamente in qualcuno da odiare, da colpire o contro cui armarsi.”: commenta il sindaco di Sassuolo, che aggiunge: “quanto scritto sarà naturalmente segnalato alle autorità competenti. Non per impedire la critica né per cercare solidarietà personale, ma perché una minaccia di violenza non può diventare una normale forma di espressione sui social”.

E a seguire il sindaco Matteo Mesini ha presentato formale “denuncia”.

Giovanni Gargano, sindaco di Castelfranco Emilia, interviene su questo caso e commenta: “Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà a Matteo Mesini, sindaco di Sassuolo. Il commento rivolto a lui e agli amministratori della città non è critica politica. Non è dissenso. Non è nemmeno una forma, per quanto aspra, di contestazione. Sono parole gravissime e inaccettabili, perché arrivano a evocare esplicitamente l’uso delle armi e la violenza fisica contro le persone e contro il Sindaco. Su questo non può esserci ambiguità. La politica può e deve essere criticata. Un Sindaco può essere contestato, anche duramente. Le scelte di un’amministrazione possono essere giudicate sbagliate, fallimentari o profondamente lontane dalle proprie idee. È la democrazia. Ma quando la critica politica lascia spazio alla minaccia, all’intimidazione e all’evocazione della violenza, siamo davanti a qualcosa di completamente diverso. E allora bisogna avere la capacità di fare fronte comune. Lo dico anche per esperienza personale. So quindi che non si tratta semplicemente di “parole sui social”…”

Ed anche Stefano Bonaccini commenta: “Il sindaco di Sassuolo ha fatto benissimo a denunciare perché c’è un limite alla critica, che quando si trasforma in incitamento all’odio e alla violenza diventa minaccia. E va perseguita. Punto. Massima solidarietà a Matteo Mesini“.

E si registra anche la solidarietà del sindaco di Bologna Matteo Lepore che dichiara: “Esprimo tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza a Matteo Mesini. In queste settimane ho sperimentato personalmente quanto possano essere pesanti e inquietanti le minacce rivolte a chi ricopre un incarico pubblico e alla propria famiglia.  Un sindaco può essere criticato, contestato e anche duramente attaccato sul piano politico. È parte della responsabilità che ci si assume quando si decide di amministrare una comunità. Ma parlare di armi, di sparare alle persone, di colpire un sindaco non è un modo più forte di esprimere il proprio dissenso: è qualcosa di diverso, che non possiamo accettare né normalizzare. Dobbiamo tornare a stabilire dei confini invalicabili, anche e soprattutto sulle piattaforme social. La solidarietà a Matteo Mesini è anche solidarietà a tutti gli amministratori che ogni giorno rappresentano le istituzioni nelle nostre città. Possiamo avere idee diverse, discutere e dividerci sulle scelte, ma dobbiamo continuare a riconoscerci come parte della stessa comunità democratica. A Matteo mando un abbraccio e tutta la mia vicinanza”.

E c’è anche l’intervento del sindaco di Modena Massimo Mezzetti che afferma: “Caro Matteo, hai tutta la mia solidarietà! Bisogna fare fronte comune contro la stupidità dilagante. Purtroppo anche gli stupidi possono essere pericolosi… proprio perché stupidi”.