(Sesto Potere) – Milano, 8 settembre 2026 – Non tutti i settori cercano profili direttoriali con la stessa intensità, e non tutte le funzioni sono ugualmente difficili da coprire. Basata sull’incrocio tra le fonti disponibili, come LinkedIn Jobs on the Rise 2026, Bollettino Excelsior Unioncamere, Hays Italy Salary Guide, dati interni sui mandati gestiti, e l’osservazione diretta dei processi di ricerca condotti quotidianamente dalla società, Adami & Associati, società di selezione profili manageriali, ha pubblicato la propria lettura del mercato dell’executive search italiano nel 2026.
Il 60% delle aziende assume, ma il 57% non trova chi cerca
Secondo la Hays Italy Salary Guide 2026, il 60% delle imprese italiane prevede nuove assunzioni nell’anno in corso. Ma il 57% segnala una carenza di competenze adeguate nei profili disponibili sul mercato. È il paradosso strutturale del mercato direttoriale italiano: domanda elevata e offerta qualificata insufficiente a coprirla – non per mancanza di profili, ma per mancanza di profili con la combinazione specifica di competenze richiesta.
Le funzioni con la domanda più alta rispetto all’offerta
L’analisi delle ricerche aperte e dei mandati attivi identifica tre aree funzionali dove il gap tra domanda e offerta è più marcato.
La prima è quella dei profili direttoriali con competenze digitali integrate. La classifica LinkedIn Jobs on the Rise 2026 colloca il Chief AI Officer tra i ruoli a più rapida crescita in Italia. Ma la domanda non riguarda solo il ruolo nominalmente dedicato all’intelligenza artificiale: riguarda tutti i profili direttoriali – direttori commerciali, CFO, HR director, responsabili di produzione – che abbiano integrato competenze digitali nella propria esperienza operativa. Questo tipo di profilo è oggi significativamente più ricercato rispetto all’offerta disponibile.
La seconda è quella della governance ESG e sostenibilità. Il Chief Sustainability Officer è diventato una figura obbligatoria in molti contesti regolatori, spinto dalla normativa europea e dalla pressione degli investitori istituzionali. La domanda supera l’offerta di profili con esperienza reale documentata in questo ambito in modo significativo – e il gap non si sta chiudendo alla velocità richiesta dal mercato.
La terza è quella della gestione del capitale umano in contesti di trasformazione. La domanda di CHRO e HR Director con competenze di change management è in crescita sostenuta, in particolare nelle aziende che stanno attraversando fasi di riorganizzazione, fusione o espansione internazionale. La funzione HR a livello direttoriale si sta ridefinendo in profondità – e i profili con il background tradizionale faticano a rispondere alla domanda di figure con competenze più ampie.
I settori con la domanda più dinamica di manager e direttori
A livello settoriale, i comparti con la maggiore attività di ricerca per profili direttoriali nel 2026 sono il manifatturiero avanzato – meccanica di precisione, automazione industriale, meccatronica – i servizi finanziari, il farmaceutico e le life sciences, l’energia e le rinnovabili.
Il settore manifatturiero avanzato mostra una domanda particolarmente sostenuta di Direttori di Produzione e Plant Manager con competenze di Industria 4.0 e gestione di processi automatizzati. Il farmaceutico e le life sciences esprimono una domanda crescente di profili direttoriali con competenze regolatorie e di quality management. I servizi finanziari mantengono la domanda più alta in termini retributivi, con particolare attenzione ai profili CFO e di risk management.
Le aree geografiche dove la domanda è più concentrata
La concentrazione geografica della domanda direttoriale riflette la struttura produttiva italiana. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto raccolgono la quota prevalente delle ricerche attive per profili C-level e direttoriali. Il triangolo industriale del Nord-Est mostra una dinamicità crescente, in particolare nei comparti manifatturiero e logistico. Il Centro-Sud esprime una domanda molto più contenuta e concentrata in settori specifici come energia, utilities e pubblica amministrazione.
Le conclusioni
“La domanda di profili direttoriali qualificati in Italia è reale e in crescita. Il problema non è la quantità di ricerche aperte, ma la qualità del match: le aziende cercano figure sempre più specifiche, e il mercato fatica a produrle alla velocità richiesta. Chi ha saputo costruire un profilo con la combinazione giusta di competenze tecniche, manageriali e digitali si trova oggi in una posizione di significativo vantaggio competitivo”, conferma Carola Adami di Adami & Associati (www.adamiassociati.com), società di executive search specializzata nella ricerca e selezione di profili manageriali e direttoriali, che opera su mandato con metodologia di direct search su tutto il territorio nazionale.

