lunedì, Agosto 24, 2026
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Meldola: celebrato l’82° anniversario della ‘Strage della Fornace’

(Sesto Potere) – Meldola – 24 agosto 2026 – Sabato mattina si è svolta a Meldola la commemorazione dell’82° anniversario della “Strage della Fornace”, avvenuta il 21 agosto 1944, nella quale furono fucilate dai nazifascisti 18 persone innocenti catturate durante un rastrellamento a Pieve di Rivoschio (zona operativa dell’VIII Brigata partigiana “Garibaldi”) e in altre aree del nostro territorio.

La cerimonia, promossa dal Comune di Meldola, dall’A.N.P.I. Sezione di Meldola, dal Comitato Provinciale A.N.P.I. Forlì-Cesena e dallo SPI-CGIL Forlì-Cesena, si è tenuta presso il Cippo della Fornace (tra via Roma e via Volta) per ricordare uno dei momenti più bui e tragici della Guerra di Liberazione per la comunità meldolese e l’intera territorio. Nel corso della giornata sono stati ricordati anche Don Pietro Tonelli e Padre Vicinio Zanelli, assassinati a Pieve di Rivoschio nello stesso drammatico giorno dell’eccidio.

Alla commemorazione hanno preso parte i famigliari delle vittime, il Sindaco di Meldola Roberto Cavallucci, il Sindaco di Santa Sofia Ilaria Marianini, il Sindaco di Civitella di Romagna Claudio Milandri, il Sindaco di Bertinoro Filippo Scogli, il Consigliere Regionale Daniele Valbonesi, il Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Gisberto Maltoni, il Parroco di Meldola Don Enrico Casadio, la Protezione Civile di Meldola che ha portato il gonfalone della Città, l’Associazione Pietre Resistenti, partiti, autorità civili e militari, associazioni combattentistiche e la cittadinanza.

La commemorazione è stata introdotta da Paola Borghesi, Presidente dell’A.N.P.I. Sezione di Meldola, ed è proseguita con gli interventi del Sindaco Roberto Cavallucci e di Gianfranco Miro Gori, Presidente del Comitato Provinciale A.N.P.I. Forlì-Cesena.

Nel suo discorso, il Sindaco Cavallucci ha definito la Strage della Fornace una ferita aperta che appartiene non solo a Meldola, ma a tutte le famiglie e alle comunità colpite da quella ferocia. Con profonda commozione, ha condiviso il ricordo personale del bisnonno Angelo Ceccaroni, una delle 18 vittime della strage, sottolineando come il dolore e la dignità dei familiari rimasti abbiano segnato per sempre le generazioni successive. Cavallucci ha ribadito l’importanza fondamentale di coltivare la memoria per difenderla dall’oblio e dall’indifferenza, definendo la storia una “staffetta” da consegnare alle giovani generazioni affinché scelgano ogni giorno la pace, il rispetto e la solidarietà. Ha richiamato con forza i valori antifascisti della nostra Costituzione, ricordando che nazionalismi, razzismo, odio e muri non rappresentano mai la soluzione, ieri come oggi. Un pensiero commosso è stato rivolto anche al partigiano Sergio Giammarchi e a tutti coloro che si sono sacrificati per la nostra libertà.

La cerimonia si è conclusa con un momento di raccoglimento e di preghiera, condotto dal parroco Don Enrico Casadio, in suffragio di tutti i defunti e con un accorato appello per la pace e il cessate il fuoco nei conflitti che ancora oggi insanguinano il mondo. E’ poi seguito un breve intervento musicale eseguito con la fisarmonica da Mirko Catozzi.

Si ringraziano sentitamente l’A.N.P.I., lo SPI-CGIL, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, le Autorità civili e militari, le Associazioni combattentistiche, l’Associazione Pietre Resistenti, la Protezione Civile di Meldola, e tutti gli intervenuti per aver reso onore, con la propria presenza, al sacrificio delle vittime e ai valori della democrazia.