lunedì, Giugno 8, 2026
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Maggioranza di centrosinistra e M5S in Regione depositano PdL sul suicidio medicalmente assistito

(Sesto Potere) – Bologna – 8 giugno 2026 – I Gruppi di Maggioranza di centrosinistra in Assemblea Legislativa regionale dell’Emilia-Romagna (PD, AVS, M5S e Civici) hanno depositato un progetto di legge regionale per disciplinare le modalità organizzative e procedurali di accesso al suicidio medicalmente assistito e dare – affermano – ” un ulteriore e più solido fondamento normativo a un percorso già avviato dalla Regione nella scorsa legislatura attraverso una delibera regionale dedicata al tema, oggetto di ricorsi e di richieste di sospensive ad personam al Tar.”

La proposta legislativa, intitolata “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito”, secondo PD, AVS, M5S e Civici rappresenta: “un passo avanti significativo nella tutela dei cittadini, rafforzando le garanzie per  tutti e assicurando procedure uniformi, trasparenti e omogenee su tutto il territorio regionale.”

“Con questo provvedimento, la Regione Emilia-Romagna sceglie di consolidare con rango di legge quanto già previsto dagli atti amministrativi regionali, offrendo una cornice legislativa più stabile e garantista per le persone che, trovandosi nelle condizioni individuate dalla Corte costituzionale, richiedano l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Il progetto di legge definisce un percorso chiaro per la verifica dei requisiti richiesti, rafforza le garanzie procedurali e il ruolo delle strutture pubbliche del Servizio sanitario regionale, prevedendo un accompagnamento costante del paziente lungo tutto il percorso decisionale e assistenziale”: affermano, ancora, i gruppi regionali PD, AVS, M5S e Civici che hanno presentato l’inziaitiva in conferenza stampa (vedi foto di gruppo).

Nel progetto di legge regionale sul suicidio medicalmente assistito figurano anche l’istituzione delle Commissioni di Valutazione Multidisciplinari di Area Vasta (CoVam), il coinvolgimento del Comitato Regionale per l’Etica nella Clinica (COREC), la definizione delle modalità operative per la presa in carico delle richieste e “la garanzia che tutte le prestazioni siano erogate dal Servizio sanitario regionale senza costi a carico dell’interessato”.

“Con questa proposta di legge – dichiarano Paolo Calvano (vedi foto in alto) e Alice Parma (PD), Simona Larghetti e Paolo Trande (AVS), Lorenzo Casadei (M5S), Vincenzo Paldino e Giovanni Gordini (Civici) – compiamo un passo ulteriore rispetto agli strumenti amministrativi già adottati dalla Regione, rafforzando la tutela delle persone e garantendo procedure ancora più certe, uniformi e trasparenti. Con questa legge vogliamo rendere concretamente esigibili i diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale, nel pieno rispetto delle competenze regionali.”

“La proposta – aggiungono i consiglieri di PD, AVS, M5S e Civici – valorizza il ruolo del Servizio sanitario regionale, delle professionalità coinvolte e della relazione di cura, prevedendo verifiche rigorose, valutazioni multidisciplinari e il pieno coinvolgimento del paziente. Restano centrali l’informazione completa, l’accesso alle cure palliative e la possibilità di revocare in qualsiasi momento la propria richiesta.”

“Di fronte alla colpevole latitanza delle destre di maggioranza in Parlamento – proseguono i consiglieri di maggioranza di centrosinistra in Assemblea Legislativa regionale – auspichiamo al più presto una legge nazionale giusta che legiferi su questo tema. Nel frattempo, riteniamo che una Regione abbia il dovere di utilizzare tutti gli strumenti che le proprie competenze consentono per tutelare i cittadini ed evitare disparità di trattamento. Non intervenire significherebbe lasciare le persone e le loro famiglie nell’incertezza. Per questo abbiamo scelto di dare una risposta concreta, nel rispetto delle indicazioni della Corte costituzionale e dei principi di dignità della persona e tutela della salute.”

“Credo che questo provvedimento rappresenti un passo avanti di civiltà – commenta la consigliera regionale del PD Valentina Ancarani (nella foto a lato) –. Non perché introduca nuovi diritti, ma perché contribuisce a rendere effettivi, in condizioni di uguaglianza e trasparenza, diritti che la Corte costituzionale ha già riconosciuto. In questi anni l’assenza di una legge nazionale ha lasciato aperti molti interrogativi sul piano delle procedure e dell’organizzazione dei servizi. Con questa proposta l’Emilia-Romagna sceglie di fare la propria parte, di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, definendo regole chiare, percorsi omogenei e garanzie uguali per tutti i cittadini”.

“Si tratta di un tema delicato che richiede rispetto e attenzione verso tutte le sensibilità. Per questo considero particolarmente importante che il testo metta al centro la dignità della persona, la qualità della presa in carico sanitaria e il carattere libero, informato e consapevole delle scelte del paziente. L’Emilia-Romagna conferma ancora una volta la propria capacità di affrontare temi complessi con serietà e responsabilità istituzionale. Una proposta che sosterrò con convinzione in Aula perché rafforza equità, trasparenza e certezza dei percorsi per i cittadini e le loro famiglie”: conclude Valentina Ancarani.

Il progetto di legge sarà ora assegnato all’iter previsto dall’Assemblea Legislativa per l’esame nelle commissioni competenti e il successivo confronto in Aula.