(Sesto Potere) – Roma – 2 maggio 2026 – Secondo le stime preliminari Istat, nel mese di aprile 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua (da +1,7% del mese precedente).
La dinamica dell’inflazione riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -2,0% a +9,9%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,7%) e dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +6,0%).
In rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,5%).
E commentando i dati forniti dall’Istat il Codacons evidenzia che a causa del fortissimo aumento dei prezzi al dettaglio legato alla crisi in Medio Oriente, con l’inflazione che ad aprile si impenna al +2,8%, si prevede una maxi-stangata da quasi 1.000 euro a famiglia italiana.
“Purtroppo i numeri dell’istituto di statistica confermano in pieno gli allarmi lanciati dal Codacons circa i pesanti rincari dei listini registrati nelle ultime settimane in Italia”: spiega l’associazione.
Una inflazione al +2,8% si traduce, a parità di consumi e considerata la spesa totale delle famiglie, in una stangata media da +926 euro annui per la famiglia “tipo” che sale a +1.279 euro annui per un nucleo con due figli.
Solo per la spesa alimentare, con i prezzi del comparto che salgono del +3,1% su anno con punte del +6% per i non lavorati, l’aggravio di spesa è pari a +198 euro per la famiglia tipo, +287 euro per quella con due figli: calcola il Codacons.
Fortissimi poi i rincari nel settore energetico, con i beni non regolamentati che passano dal -2,0% di marzo al +9,9% di aprile, mentre i beni energetici regolamentati salgono da -1,6% a +5,7%.
Il Codacons ravvisa un impatto devastante della crisi in Medio Oriente sulle tasche degli italiani e caldeggia la proroga del taglio delle accise fino al termine dell’emergenza: “per evitare che i prezzi al dettaglio di beni e servizi salgano ulteriormente devastando i bilanci di milioni di famiglie”.
Provvedimento che è stato adottato – in parte, rispetto alle richieste del Codacons – nell’ultima riunione del consiglio dei ministri che il 30 aprile ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali.
Il provvedimento mira a contenere l’incremento dei prezzi dei prodotti energetici, attraverso una riduzione temporanea delle aliquote di accisa per ulteriori 21 giorni rispetto ai provvedimenti già adottati. E conferma a 20 centesimi al litro la riduzione per il gasolio, mentre passa a 5 centesimi al litro quella per la benzina.

