(Sesto Potere) – Roma – 8 ottobre 2026 – Secondo l’Istat nel 2025 la spesa media mensile per consumi delle famiglie è pari, in valori correnti, a 2.782 euro e risulta stabile rispetto al 2024 (2.755 euro). La spesa media mensile delle famiglie residenti nel Nord-est (la più alta rispetto alle altre ripartizioni) è del 39,3% superiore a quella delle famiglie del Sud (la più bassa). Più nel dettaglio: i livelli di spesa più elevati, superiori alla media nazionale, si registrano nel Nord-est (3.087 euro), nel Centro (3.052 euro) e nel Nord-ovest (2.974 euro), mentre sono più bassi e inferiori alla media nazionale nelle Isole (2.338 euro) e nel Sud (2.215 euro). E la spesa media mensile per consumi delle famiglie composte soltanto da italiani supera di oltre un terzo (+37,8%) quella delle famiglie con stranieri.
Istat: quasi un terzo delle famiglie ha limitato la spesa alimentare
Le famiglie residenti possono mutare nel tempo le proprie abitudini di consumo e il cambiamento assume profili diversi a seconda della voce di spesa considerata.
Nel 2025, il 29,4% delle famiglie dichiara di aver limitato la spesa per cibo rispetto all’anno precedente, riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati (era il 31,1% nel 2024), un terzo delle famiglie ha limitato quella per bevande (33,8%, dal 35,3% del 2024).
Come nei tre anni precedenti, anche nel 2025 la voce di spesa che le famiglie dichiarano di aver limitato maggiormente è quella per abbigliamento e calzature: se si escludono quelle che affermano di non aver sostenuto questa spesa (il 5,8% di tutte le famiglie residenti), la quota di chi ha provato a ridurla è del 43,8% (in diminuzione rispetto al 47,5% del 2024) e sale al 52,1% nel Mezzogiorno (dove è comunque in calo rispetto al 57,6% del 2024).
Rispetto al 2024, scende anche la quota di famiglie che dichiarano di non aver modificato i propri comportamenti di acquisto per beni e servizi relativi a sanità (il 74,6%, era il 78,6% nel 2024) e alla cura e igiene personale (61,8%, dal 63,3% del 2024).
Un andamento analogo si osserva nei comportamenti di acquisto di carburanti e di viaggi: la quota di famiglie che nel 2025 dichiara di non aver cambiato abitudini scende, nel primo caso, dal 71,4% del 2024 al 68,2%, e nel secondo caso dal 56,2% al 54,9%. Per i carburanti la diminuzione nel 2025 è particolarmente accentuata nel Nord (dal 76,9% al 71,8%), mentre per i viaggi il calo si osserva soprattutto nel Centro (dal 59,5% al 55,6%).
Istat: in Trentino-Alto Adige le famiglie spendono oltre il 70% in più di quelle in Puglia
Nel 2025 la regione con la spesa media mensile più elevata si conferma il Trentino-Alto Adige (3.444 euro), seguita da Umbria (3.257 euro), Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (3.191 euro) ed Emilia-Romagna (3.159 euro), mentre Calabria e Puglia sono quelle con la spesa più contenuta, rispettivamente 2.042 e 1.975 euro mensili.
Le regioni che mostrano, rispetto al 2024, un significativo aumento della spesa per consumi sono le Marche (+25,2%), dove si passa da 2.463 a 3.084 euro mensili, e la Sardegna (+10,7%), dove l’esborso mensile sale da 2.195 a 2.431 euro.
In termini di composizione, in Trentino-Alto Adige si registrano le quote più elevate di spesa totale destinate a Servizi di ristorazione e di alloggio (8,7%, a fronte del 5,9% osservato a livello nazionale) e per Ricreazione, sport e cultura (4,8% contro il 3,8% a livello Italia). In questa regione si osserva anche il peso più contenuto della spesa per Prodotti alimentari e bevande analcoliche (16,1%), quota che raggiunge il massimo in Calabria (28,9%).
Anche nel 2025, come nei due anni precedenti, le famiglie che spendono di più si confermano essere quelle residenti nei comuni centro di aree metropolitane (2.991 euro mensili), seguono le famiglie nei comuni periferici delle aree metropolitane e nei comuni con almeno 50mila abitanti (2.804 euro). I livelli di spesa più contenuti (2.704 euro) si osservano nei comuni più piccoli (fino a 50mila abitanti), dove si spende circa il 9,6% in meno rispetto alle aree metropolitane (era il 12% in meno nel 2024).
Codacons: il 29,4% delle famiglie ha ridotto sia la quantità, sia la qualità dei cibi acquistati
Anche nel 2025 gli italiani continuano a tagliare la spesa alimentare, al punto che quasi un nucleo su tre (il 29,4% del totale) ha ridotto sia la quantità, sia la qualità dei cibi acquistati: afferma il Codacons, commentando il report diffuso oggi dall’Istat.
Nel 2025 la spesa per consumi delle famiglie rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma i dati dell’Istat evidenziano come, per far fronte all’aumento dei prezzi, gli italiani abbiano modificato profondamente le proprie abitudini – spiega l’associazione – Oltre ai tagli nel settore alimentare, il 45,1% delle famiglie dichiara infatti di aver cambiato i propri comportamenti di acquisto nel settore dei viaggi, mentre quasi il 32% dei nuclei ha modificato la spesa in carburanti. Una famiglia su 4 (il 25,4% del totale), invece, ha affermato di aver operato tagli nel settore della sanità.
Se poi si guarda alle differenze sul territorio, queste appaiono abissali: a Bolzano, città che segna i valori più elevati del 2025 pari a 3.632 euro mensili a famiglia, la spesa per consumi risulta più elevata dell’84% rispetto alla Puglia (1.974 euro mensili), con una differenza di quasi 1.660 euro mensili a nucleo.
“I dati dell’Istat – commenta il Codacons – dimostrano da un lato come gli incrementi di listini al dettaglio e tariffe influiscano profondamente sui comportamenti economici dei consumatori, costringendoli a strategie di sopravvivenza per far quadrare i conti a fine mese, dall’altro come l’Italia sia spezzata in due sul fronte della spesa per consumi, col Mezzogiorno che continua ad arrancare”.
“Dati purtroppo destinati a peggiorare nel 2026, a causa di caro-carburanti, energia alle stelle e inflazione che stanno sconvolgendo la spesa delle famiglie”: conclude il Codacons.

