martedì, Giugno 30, 2026
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Electrolux, per Usb il piano aziendale resta inaccettabile: “No a licenziamenti, chiusure e ridimensionamenti”

(Sesto Potere) – Roma – 30 giugno 2026 – Si è svolto oggi un nuovo tavolo tecnico sulla vertenza Electrolux, dentro il percorso aperto dopo la presentazione del piano aziendale che prevede 1.700 esuberi a livello nazionale.

Per USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale il punto è ormai evidente: “l’azienda continua a presentare dati, slide e ricostruzioni di contesto utili a sostenere la propria impostazione, ma non mette sul tavolo un vero piano alternativo agli esuberi e alle chiusure. Electrolux descrive il mercato, il gap competitivo, il costo dell’energia, la pressione asiatica, la logistica, la saturazione degli impianti e i costi di struttura. Ma quando si arriva alla domanda decisiva — cosa intende fare l’azienda per evitare licenziamenti e chiusure? — la risposta resta assente”.

“Come USB siamo intervenuti ponendo innanzitutto un problema di metodo. I tavoli tecnici possono servire ad acquisire informazioni e a verificare i numeri. Ma non possono diventare il luogo in cui l’azienda accompagna progressivamente le organizzazioni sindacali e il Governo verso l’accettazione del proprio piano. Oggi il rischio è esattamente questo: Electrolux fornisce elementi per dimostrare che gli esuberi sarebbero inevitabili, ma non presenta le azioni industriali, produttive e organizzative che il gruppo intende assumere per scongiurarli. Non accettiamo una narrazione per cui nel 2026 l’azienda scopre improvvisamente che il mondo è cambiato. Dal piano industriale del 2023 a oggi Electrolux non è rimasta ferma. Ha compiuto scelte precise su volumi, piattaforme, investimenti, allocazione delle produzioni, funzioni, costi, esternalizzazioni e assetti organizzativi. La situazione attuale non è solo il risultato di fattori esterni, ma anche delle decisioni prese dal gruppo. Per questo non può essere presentata come una fatalità da scaricare sui lavoratori”: afferma, ancora, l’USB Lavoro Privato.

Il nodo per i sindacati resta il nesso tra i dati presentati da Electrolux e i 1.700 esuberi dichiarati.

“L’azienda parla di gap competitivo, ma non dimostra perché quel gap debba trasformarsi in licenziamenti, riduzione strutturale dell’occupazione e chiusura di uno stabilimento. Per discutere seriamente servono dati verificabili, serve capire quali investimenti sono stati realizzati, quali alternative industriali sono state valutate e quali impegni concreti il gruppo è disposto ad assumere. Particolarmente grave è quanto avvenuto su Cerreto d’Esi. Il tavolo di oggi avrebbe dovuto prevedere un focus specifico sul sito. Nei fatti, questo approfondimento non c’è stato. L’azienda si è limitata a una comunicazione generica sulla difficoltà a individuare una soluzione interna sostenibile. Davvero troppo poco”: continua l’USB.

“Electrolux non può presentarsi ai tavoli e aspettare che siano lavoratori, sindacati e Governo a trovare le soluzioni. La responsabilità principale è dell’azienda. Se il gruppo vuole davvero mantenere una presenza industriale seria in Italia, deve dire quali produzioni assegna agli stabilimenti, quali investimenti conferma, quali competenze intende mantenere, come intende saturare i siti e quali garanzie occupazionali è disposto a sottoscrivere. Allo stesso tempo è necessario che il Governo chiarisca rapidamente quali strumenti intenda mettere in campo. La vertenza Electrolux non può essere gestita come una normale procedura di riduzione del personale. Qui si discute del futuro di un pezzo importante dell’industria manifatturiera del Paese, del settore dell’elettrodomestico, delle filiere, dei territori e di migliaia di lavoratrici e lavoratori”: afferma, ancora, l’ USB.

Per USB il piano aziendale resta inaccettabile: “Non siamo disponibili a discutere di licenziamenti, chiusure e ridimensionamenti mascherati da necessità tecnica. La discussione deve ripartire da un piano industriale vero, fondato su investimenti, saturazione degli stabilimenti, difesa dell’occupazione e mantenimento delle competenze. E alla luce dell’atteggiamento dell’azienda, riteniamo necessario alzare il livello della mobilitazione nazionale. USB è pronta a sostenere tutte le iniziative di lotta già in campo e quelle che verranno decise dai lavoratori e dalle lavoratrici negli stabilimenti. Electrolux deve ritirare il piano degli esuberi e assumersi le proprie responsabilità industriali”: conclude USB Lavoro Privato.