giovedì, Ottobre 22, 2026
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Electrolux, attesa per l’incontro al ministero del 29 ottobre

(Sesto Potere) – Roma – 22 ottobre 2026 – C’è grande attesa per l’incontro programmato al Mimit per il 29 ottobre, un vertice che dovrebbe rappresentare un passaggio decisivo del confronto sull’Electrolux, anche alla luce della prevista definizione della riorganizzazione globale del gruppo, attesa nella prima parte di novembre.

C’è attesa dopo che il 5 ottobre scorso il vertice dell’Electrolux ha illustrato al tavolo nazionale presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il piano di riordino produttivo, alla delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sedi degli stabilimenti del gruppo.

Gli elementi di novità sono: nessuno stabilimento chiuso, un percorso di reindustrializzazione per il sito di Cerreto d’Esi, il ritiro dei licenziamenti unilaterali, un piano di incentivazione alle uscite volontarie nell’arco di tre anni, il ricorso agli ammortizzatori sociali e una nuova proposta di investimenti a sostegno della transizione industriale.

Un nuovo piano industriale che prevede 1.250 uscite incentivate nei prossimi tre anni, di cui 364 nello stabilimento di Susegana.

Intanto, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha inviato due convocazioni ai sindacati sulla vertenza Electrolux. La prima, il 28 ottobre alle ore 10,30 per un incontro tecnico presso il Parlamentino.

La seconda è fissata il 2 novembre ore 17,30, per un incontro in plenaria presso il salone degli arazzi, con l’indicazione che l’incontro potrebbe proseguire anche il 3 novembre.

E si registra l’intervento di Rachele Scarpa, deputata trevigiana del Partito Democratico, che in una nota afferma: “Il Governo ha dichiarato più volte di voler tutelare i lavoratori Electrolux, ma ora deve dimostrare concretamente come intende farlo. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri del Lavoro e delle Imprese e del Made in Italy, chiedendo di ripristinare e rifinanziare il contratto di espansione, uno strumento fondamentale per accompagnare volontariamente i lavoratori più vicini alla pensione e favorire contemporaneamente nuove assunzioni.”

“Il ritiro dei licenziamenti unilaterali è certamente un risultato importante, ottenuto grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, ma non possiamo considerare risolta una vertenza che continua a prevedere la perdita di oltre un migliaio di posti di lavoro in Italia. La volontarietà delle uscite deve essere garantita e, soprattutto, bisogna evitare che questa riorganizzazione si traduca in un impoverimento permanente della nostra capacità industriale e occupazionale. Il contratto di espansione è l’unico strumento che permette di affrontare questa transizione in modo diverso, collegando l’accompagnamento alla pensione di chi possiede i requisiti a un piano di nuove assunzioni a tempo indeterminato. È una richiesta avanzata anche dalle organizzazioni sindacali, che merita una risposta precisa. Non possiamo limitarci ad accompagnare le persone fuori dalle fabbriche senza costruire opportunità di lavoro per le nuove generazioni”: conclude la deputata del Partito Democratico.