giovedì, Maggio 7, 2026
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Riforma Bernini dell’accesso a Medicina. Tassinari (FI): Doppio sì dei giudici premia il merito

(Sesto Potere) – Forlì – 7 maggio 2026 – Dopo il Tribunale amministrativo regionale, anche il Consiglio di Stato ha ritenuta valida la riforma dell’accesso a Medicina (che amplia la platea dei candidati, consentendo l’inserimento in graduatoria anche a chi non abbia conseguito la sufficienza in tutte le prove ma può vantare almeno una valutazione positiva negli esami di profitto) voluta dal ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini.

Sono stati respinti gli appelli cautelari, partiti anche dall’ateneo di Ferrara, con la motivazione che non sussiste il presupposto giuridico per sospendere l’efficacia della riforma e che semmai si ritiene coerente con i principi di ragionevolezza e proporzionalità, cardini dell’azione amministrativa.

A commentare il pronunciamento del Consiglio di Stato è Rosaria Tassinari, deputata e coordinatrice Regionale dell’Emilia-Romagna di Forza Italia, che in una nota afferma: «Dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato conferma la bontà dell’impianto della riforma dell’accesso a Medicina voluta dal ministro Anna Maria Bernini. I ricorsi sono stati respinti e viene certificata la validità di un sistema che finalmente si basa su esami veri, meritocrazia e tempi certi.  Si supera definitivamente la stagione degli scorrimenti continui e dell’incertezza per migliaia di famiglie. Oggi le regole sono chiare e il percorso è trasparente».

Con la riforma entrano 80 studenti preparati e non più soltanto 20 come accadeva con il sistema Tolc (Test OnLine Cisia), il sistema di test d’ingresso informatizzato, gestito dal Cisia, utilizzato da numerose università italiane per valutare la preparazione iniziale o per l’accesso programmato a corsi di laurea.

«È la parola fine sulla propaganda costruita in modo strumentale in questi mesi. Finalmente, si premia il merito»: conclude Rosaria Tassinari, capogruppo di Forza Italia in commissione Cultura alla Camera a margine del questione time del ministro Anna Maria Bernini questa mattina in Commissione.