(Sesto Potere) – Forlì-Cesena – 17 settembre 2026 – La desertificazione commerciale non è più solo percezione: oggi se ne può misurare l’impatto economico. In provincia di Forlì-Cesena, tra il 2019 e il 2025, le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 4.345 a 3.738: 607 attività in meno (-14%), pari a 91 milioni di euro di ricchezza persa per il territorio. Un fenomeno che colpisce direttamente anche Cesena e i comuni del cesenate.
Quando chiude un negozio non si perde solo un’attività economica, ma un intero ecosistema di occupazione, affitti, servizi, tributi locali e sicurezza urbana. La differenza è netta: per ogni 100 euro spesi in negozio, circa 70 restano sul territorio; per ogni 100 euro spesi online, circa 70 se ne vanno altrove.
A tracciare il quadro statistico è Confesercenti.
“In provincia abbiamo perso 607 attività in sei anni, insieme a 91 milioni di euro che non vengono più generati e redistribuiti localmente”, sottolinea Cesare Soldati, presidente di Confesercenti Cesena. “Il commercio di prossimità va considerato una vera infrastruttura delle nostre città, non solo un settore da sostenere nei momenti di difficoltà.”
Da questi numeri è nata la mobilitazione nazionale di Confesercenti a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, con l’obiettivo di raccogliere 50.000 firme da portare in Parlamento.
Primi tavoli sono stati organizzati dal 9 al 10 settembre e la raccolta proseguirà nelle prossime settimane con altri appuntamenti sul territorio.
Si può firmare anche online con SPID o CIE: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009

