(Sesto Potere) – Forlì – 17 settembre 2026 – Dalle analisi occupazionali diffuse dalla Camera di commercio della Romagna, gli ingressi previsti (entrate per assunzioni a tempo indeterminato e determinato e per attivazioni di forme di lavoro flessibile) nelle province di Forlì-Cesena e Rimini, per il trimestre settembre-novembre 2026 sono 21.210.
Gli ingressi previsti nel mese di settembre sono complessivamente 7.620, di cui 3.340 a Rimini e 4.280 a Forlì-Cesena. Il dato rappresenta un ridimensionamento dei balzi precedenti (fino al 32,2%) al 16% del dato regionale di 47.740, corrispondente a sua volta all’8.4% degli ingressi previsti in Italia (565.100) incidenza invece costante.
Le previsioni occupazionali provinciali diffuse dalla Camera di commercio della Romagna sono elaborate dalle analisi di Excelsior Informa, il Bollettino mensile (regionale) con orizzonte trimestrale sui fabbisogni occupazionali delle imprese industriali e dei servizi, realizzato da Unioncamere, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalle Camere di commercio italiane.
Le previsioni occupazionali per il trimestre settembre-novembre 2026
In provincia di Forlì-Cesena, gli ingressi previsti per il trimestre ammontano a 11.750 unità. Per il solo mese di settembre, le entrate stimate sono 4.280, espresse dal 19% delle imprese del territorio.
I settori con la maggior richiesta di personale sono il Commercio (16%), i Servizi di alloggio, ristorazione e turismo (13%) e i Servizi alle persone (13%). Risultano in crescita le Industrie meccaniche ed elettroniche, i Servizi di trasporto e logistica e i Servizi operativi di supporto. La professione con più entrate assolute è quella delle “professioni non qualificate nel commercio e nei servizi” (620 entrate), mentre quella a maggior crescita riguarda i “conduttori di impianti industriali” (+70).
Le assunzioni si concentrano per il 62,2% nei servizi e, dal punto di vista dimensionale, per il 55% nelle imprese con meno di 50 dipendenti (micro e piccole). L’impiego di contratti a termine è preponderante e pari al 79%, rispetto a un 21% di contratti stabili.
A Forlì-Cesena il 25,3% degli ingressi è riservato a giovani under 30, mentre il 30,9% riguarda personale straniero. A livello di istruzione, il 39% delle entrate richiede la scuola dell’obbligo, il 27% il diploma secondario e il 10% la laurea. Nel 58,8% dei casi è richiesta un’esperienza specifica. La difficoltà di reperimento si attesta al 46,6% (27,3% per mancanza di candidati, 14,6% per preparazione inadeguata).
In provincia di Rimini, gli ingressi programmati per il trimestre si attestano a 9.460 unità. Nel mese di settembre sono previste 3.340 entrate, espresse dal 15,7% delle imprese attive nel territorio.
L’assorbimento maggiore si registra nei Servizi di alloggio, ristorazione e turismo, che concentrano ben il 38% degli ingressi, seguiti dal Commercio (21%) e dai Servizi alle persone (17%). Tra i settori in espansione spiccano i Servizi operativi di supporto, le Industrie metallurgiche e le Costruzioni. La figura più ricercata è rappresentata dalle “professioni qualificate nelle attività ricettive e della ristorazione” (790 entrate), con una forte crescita degli “addetti alla gestione amministrativa, contabile e finanziaria” (+90).
Il 78% delle entrate si concentra nel macro-settore dei servizi. Le micro e piccole imprese (fino a 49 dipendenti) coprono il 63% della domanda]. Per quanto riguarda la stabilità lavorativa, ben l’83% dei contratti proposti sarà a termine (tempo determinato o durata predefinita), fermando i contratti stabili (a tempo indeterminato o apprendistato) al 17%.
I giovani con meno di 30 anni rappresenteranno il 26,2% delle assunzioni, mentre il 25,8% riguarderà i lavoratori stranieri. Sul fronte dei titoli di studio, il 39% richiederà la scuola dell’obbligo, il 26% un diploma e il 13% un titolo di laurea. L’esperienza specifica è richiesta nel 66,6% dei casi. A Rimini la criticità del reperimento è particolarmente marcata: il 52,2% dei profili è considerato di difficile reperimento (28,2% per assenza di candidati, 19,4% per preparazione inadeguata).
Focus GiocaLavoro
Per contrastare il fenomeno del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro – causato sia dalla mancanza fisica di candidati sia da una preparazione inadeguata –, la Camera di commercio della Romagna promuove, in concomitanza con la ripresa delle lezioni scolastiche, l’iniziativa “GiocaLavoro”.
Attraverso una modalità grafica e interattiva basata sull’analisi dei dati territoriali (riferiti a un bacino di 70.081 sedi d’impresa e 287.095 occupati), “GiocaLavoro” mira a informare studenti, famiglie e docenti, delle scuole superiori di primo e secondo grado, sui reali fabbisogni professionali della regione. Tra i diplomi più difficili da reperire sul territorio figurano quelli in turismo, enogastronomia e ospitalità (difficoltà al 70,9% a Forlì-Cesena), elettronica ed elettrotecnica (68,5% a Forlì-Cesena, 49,1% a Rimini) e ambito socio-sanitario/paramedico (65,3% a Rimini). A livello universitario, le criticità maggiori riguardano gli indirizzi linguistici, chimico-farmaceutici e di ingegneria civile/architettura.
Accanto alle competenze tecniche e alla spinta verso le transizioni ecologica e digitale (il 79% delle posizioni richiede abilità legate al risparmio energetico e il 61% competenze digitali), le imprese emiliano-romagnole richiedono sempre di più soft skills evolute, come flessibilità e adattamento (96%), lavoro di squadra (86%) e problem solving (81%).
Nota metodologica
I dati presentati derivano dall’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le previsioni per il mese di settembre 2026 si basano sulle interviste CAWI somministrate (tra l’8 e il 24 luglio 2026) a un campione di oltre 99.600 imprese, rappresentativo dei settori dell’agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca (primario), dell’industria e dei servizi.

