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Caro carburante, Legacoop Romagna: “Trasporti e Servizi a rischio collasso senza il credito di imposta”

(Sesto Potere) – Rimini – 30 luglio 2026 – “Le misure sulle accise siano accompagnate dalla concretizzazione dell’annunciato finanziamento del credito di imposta a sostegno delle imprese. Diversamente il settore rischia il collasso”: così Legacoop Romagna e le cooperative di Trasporti e Servizi associate intervengono sulla questione del caro carburanti. Una situazione giudicata “pesantissima”, alimentata dalle tensioni geopolitiche che non accennano a diminuire e che, neppure, auspica Legacoop Romagna: “devono cadere nell’oblio collettivo”.

Le cooperative associate a Legacoop Romagna nel settore Trasporti e Servizi sono 15, associano 680 soci (in prevalenza imprese artigiane) e occupano 2.470 lavoratori.

“Numeri rilevanti per un comparto che ogni giorno letteralmente “muove la Romagna”, realizzando annualmente un fatturato che supera i 440 milioni di euro. Oltre al trasporto delle merci su gomma, gli ambiti di attività ricomprendono la movimentazione dei cantieri per la costruzione e manutenzione delle infrastrutture, strade e fiumi, soprattutto, il trasporto delle persone e la realizzazione di diversi servizi essenziali. Tra questi, in particolare, quelli ambientali e di raccolta dei rifiuti. Si tratta quindi di un ambito fondamentale per il nostro territorio, colpito duramente dai rincari dei carburanti che non accennano a diminuire: dalla fine di giugno il costo del gasolio è aumentato del 13%.  La media nazionale è salita da 1,731 a 1,962 euro al litro, con un aumento di 23,1 centesimi. Il massimo è stato raggiunto il 27 luglio, con 2,183 euro al litro. Per le imprese di trasporti e logistica, che movimentano su gomma oltre l’86% delle merci italiane, si tratta di risorse sottratte a salari, investimenti ed occupazione”: spiega Legacoop Romagna.

“Un’emergenza strutturale si combatte assumendosi impegni che è necessario rispettare con responsabilità e puntualità. Ci riferiamo, in particolare, all’intesa raggiunta da Unatras (sigla che associa tutte le associazioni più rappresentative del comparto, fra cui Legacoop) lo scorso maggio, che portò alla sospensione del fermo già annunciato, ora definitivamente revocato, a fronte di un impegno del Governo a sostenere il comparto con uno stanziamento di 300 milioni in credito di imposta. Un impegno a cui chiediamo sia dato seguito nel più breve tempo possibile, senza dimenticare le promesse fatte dal Governo, sui costi del carburante per imprese e cittadini, sin dalla sua costituzione”: aggiunge Legacoop Romagna.

“Ci affidiamo con fiducia ai lavori del tavolo di concertazione, istituito la scorsa settimana a Roma per dare seguito agli interventi, condividendo pienamente con Legacoop nazionale l’urgenza di concretizzare le misure concordate, senza le quali le prospettive per le imprese romagnole del comparto sarebbero difficili. Le conseguenze graverebbero non solo sulla loro attività, ma anche su una spinta inflattiva che fino ad ora è restata sotto controllo: inevitabilmente, sarebbe destinata a crescere in un autunno che è già facile pronosticare “caldo” e non per l’aumento delle temperature”: conclude Legacoop Romagna, associazione che raccoglie 352 cooperative nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, che complessivamente sviluppano un valore della produzione pari a 8 miliardi di euro e occupano più di 28mila lavoratori; i soci sono oltre 320mila.