(Sesto Potere) – Bologna – 24 settembre 2026 – L’Emilia-Romagna è la Data Valley europea: dai Big Data a Dama, dal Data center alla sfida dell’Intelligenza Artificiale, passando per il supercomputer Leonardo e la piattaforma Big Data regionale MarghERita, infatti, si consolida e cresce il ruolo centrale della via Emilia nella sfida delle nove tecnologie.
È quanto è emerso nel corso della commissione Giovani e Lavoro, presieduta da Maria Costi, che ha fatto il bilancio dei risultati della legge regionale 7 del 2019, in materia di investimenti in Big Data e Intelligenza Artificiale,
Le forze politiche hanno sostanzialmente apprezzato il quadro emerso dalla relazione della Giunta, sottolineando l’importanza che le istituzioni governino lo sviluppo tecnologico, a partire dall’Intelligenza Artificiale.
Il documento in sintesi
Il documento offre un bilancio dettagliato sugli investimenti regionali legati a Big Data, intelligenza artificiale e climatologia, fotografando una situazione in forte espansione. Per quanto riguarda l’Agenzia nazionale “Italia Meteo”, la relazione evidenzia anzitutto la scelta del Governo di fissarne la sede centrale a Roma (era nata inizialmente per fare base a Bologna) avviando così il trasferimento del personale, nonostante l’opposizione di Regione, Comune e Città Metropolitana di Bologna.
Il Tecnopolo di Bologna si conferma una fucina di livello globale, forte anche del riconoscimento della Commissione Europea, che ha scelto Cineca come ente capofila per una delle prime AI Factory del continente: un progetto ad altissimo impatto per le imprese a cui la Regione partecipa con ben dieci milioni. Prosegue la collaborazione con l’Università di Bologna e Arpae per la realizzazione del Centro di coordinamento delle Nazioni Unite per la resilienza delle coste ai cambiamenti climatici, che troverà la sua sede futura proprio al Tecnopolo Dama. A ciò si aggiunge il futuro istituto dell’Università delle Nazioni Unite, ospitato sempre al Dama, denominato UNU-AI, che metterà le tecnologie emergenti al servizio della gestione del cambiamento climatico e dell’habitat umano, grazie a un accordo storico siglato a fine 2025 e sostenuto da un finanziamento di quaranta milioni da parte del ministero degli Affari Esteri.
A fare da cerniera tra questa infrastruttura pubblica e le reali necessità del tessuto produttivo ed economico locale c’è la Fondazione IFAB, l’organismo nato proprio per tradurre la ricerca scientifica in sviluppo umano e industriale sostenibile. Sostenuta da viale Aldo Moro con un contributo di 500mila euro all’anno, la fondazione esibisce numeri di valore, a partire da un team interno giovane e a forte trazione femminile, in cui le donne rappresentano il 58% delle risorse complessive.
Al servizio dell’innovazione, l’IFAB ha già mobilitato più di quindici milioni di euro partecipando a 54 progetti di innovazione, oltre ad aver erogato centinaia di ore di formazione specialistica per aziende, università e scuole superiori del territorio. Grazie a una nuova sinergia con la Scuola Politecnica dell’Emilia-Romagna, sono state attivate collaborazioni strategiche con l’ITS Biomedicale e l’ITS Tech & Food, introducendo moduli avanzati di intelligenza artificiale per studenti, docenti e staff aziendale, e gettando così un ponte solido tra l’offerta formativa e le richieste di un mercato del lavoro in rapidissima evoluzione.
Fra le ricadute più evidenti della Legge 7, sul piano dei servizi ai cittadini, figura “MarghERita”, la Big Data Platform regionale finanziata con 3,5 milioni di euro di fondi per lo sviluppo e la coesione.
Questa architettura ad alte prestazioni, sviluppata in stretta collaborazione con Lepida, mette la forza dell’intelligenza artificiale e dei modelli predittivi direttamente nelle mani della pubblica amministrazione. Attraverso l’elaborazione dei dati spaziali e ambientali, la piattaforma supporta già progetti cruciali per la sicurezza del territorio e per la qualità dell’aria, come i software per la simulazione di scenari di allagamento per l’Agenzia regionale per la sicurezza e la protezione civile. Gli algoritmi di MarghERita entrano persino nelle corsie ospedaliere per la diagnosi precoce del tumore al polmone e l’ottimizzazione sanitaria, fino ad arrivare alla gestione della mobilità stradale e al supporto legislativo.

