(Sesto Potere) – Bologna – 2 luglio 2026 – C’è un piccolo angolo dell’Appennino parmense dove le antiche tradizioni si fondono con le esigenze moderne: la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha avviato l’iter per l’approvazione del nuovo Statuto della Comunalia di Trefiumi, nel Comune di Monchio delle Corti (Parma) che ha ricevuto il parere favorevole della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti.
La Comunalia è una forma antichissima di proprietà collettiva del territorio, tipica di alcune zone montane dell’Appennino (in particolare nelle province di Parma e Piacenza). I residenti che ne fanno parte hanno i cosiddetti diritti di uso civico come il diritto di raccogliere o ricevere una quota di legna da ardere per riscaldare la propria casa; il diritto di portare il proprio bestiame (mucche, pecore, cavalli) a pascolare nei terreni comuni e il diritto di raccogliere funghi, tartufi, frutti di bosco o falciare l’erba.
La Comunalia di Trefiumi amministra oltre 260 ettari di terreno, composti principalmente da boschi e pascoli montani, a cui si aggiunge un ex fabbricato abitativo convertito in un bar della frazione. Per essere considerati “utenti” aventi diritto e partecipare alle decisioni non basta possedere una casa; è tassativo essere iscritti all’anagrafe e risiedere stabilmente a Trefiumi per almeno sei mesi e un giorno all’anno.
In via del tutto eccezionale, se l’uso di legna e pascoli avanzata rispetto ai bisogni dei residenti, il Consiglio può concedere quote anche ai non residenti, purché siano discendenti diretti delle famiglie storiche.
La legna, però, deve essere tassativamente bruciata sul posto, nelle case della frazione. Rivendere la legna o simularne un bisogno superiore e vietato e si rischiano sanzioni.
I proventi dei boschi non finiranno nelle tasche dei singoli utenti: lo Statuto vieta la spartizione del denaro, che sarà invece reinvestito in opere pubbliche per il decoro del borgo (sentieri, fontane, muretti a secco) e per il sostegno alle associazioni locali.
L’atto è stato votato all’unanimità dei presenti e Primo Bocchi (FdI) ha invitato la Regione a sostenere maggiormente le realtà come quella di Monchio delle Corti.

