(Sesto Potere) – Faenza – 21 maggio 2026 – Sono oltre 300 i cantieri affidati al Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale nell’ambito delle Ordinanze Commissariali emanate dopo gli eventi alluvionali che, nel 2023 e nel 2024, hanno colpito i territori della Romagna e della Toscana.
Nel complesso, il Consorzio è l’ente attuatore dell’imponente piano di interventi straordinari che prevede investimenti superiori ai 126 milioni di euro, attraverso l’Ordinanza 57/2026 Piano Speciale Ricostruzione, all’interno della quale sono confluite tutte le precedenti ordinanze.
Per quanto riguarda il Distretto collinare e montano, che si estende per circa 120.000 ettari tra Emilia- Romagna (70.000 ettari) e Toscana (50.000 ettari), sono oltre 200 i rii e i torrenti interessati dagli interventi, per più di 120 chilometri, attraverso 132 cantieri realizzati tra il 2024 e il 2025, per circa 7 milioni di euro sui 30 milioni di euro di investimenti totali previsti anche per i prossimi anni per il ripristino e la messa in sicurezza idrogeologica nelle vallate del Santerno, Senio, Lamone e Marzeno.
Le attività si stanno concentrando nei comuni maggiormente colpiti delle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Bologna e Firenze, tra cui Faenza, Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Modigliana, Tredozio, Imola, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel del Rio, Marradi, Palazzuolo sul Senio e Firenzuola. L’intervento straordinario del Consorzio è stato richiesto dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana, le cui Agenzie regionali e il Genio Civile rivestono il ruolo di autorità idrauliche competenti su tutti i corsi d’acqua naturali demaniali. Sono in corso anche i ripristini di 42 acquedotti rurali extraurbani per un importo complessivo di interventi per oltre 3 milioni di euro.
Il Distretto di pianura, che si estende per circa 76.000 ettari dalla via Emilia al Reno, tra il Sillaro e il Lamone, nelle province di Ravenna, Bologna e Ferrara, è un’area particolarmente fragile dal punto di vista idraulico, dove il sistema di scolo delle acque dipende quasi esclusivamente dalle opere artificiali di bonifica gestite dal Consorzio. Il progetto complessivo di ripristino delle infrastrutture consortili ammonta a oltre 95 milioni di euro destinati a 39 linee di intervento. A oggi risultano completati e in fase di rendicontazione circa 50 milioni di euro di lavori. Gli interventi di ripristino sono estremamente differenziati, dalla riparazione, in emergenza, delle aperture arginali, alla messa in esercizio degli impianti alluvionati, fino agli interventi più strutturati per il ripristino dei danni da erosioni e frane su ampi tratti della rete scolante impattata dall’alluvione.
Tra gli interventi più significativi quelli nel collettore generale, Canale di Bonifica in Destra di Reno, opera idraulica che si era fatta carico dello smaltimento verso il recettore finale, il Mar Adriatico, di tutte le acque fuoriuscite dai fiumi Sillaro, Senio, Santerno e in sinistra Lamone, che sono stati realizzati nel tratto ricadente nel reparto Zaniolo (importo 2.770.544 euro), nel reparto Canal Vela (6.103.089 euro) e nel reparto Mandriole a Sant’Alberto (5.174.227 euro). Significativi anche i lavori nel Canale dei Mulini a Castel Bolognese, Lugo e Fusignano ricadente nei comuni di Solarolo, Bagnara di Romagna, Cotignola e Lugo (3.197.157 euro) e quelli nello scolo Tratturo a valle della SP Maiano nei comuni di Lugo e Alfonsine (2.556.405 euro); quelli nel collettore Fosso Vecchio, nel tratto immediatamente a monte del ponte di via Reale fino alla foce nei comuni di Alfonsine e Ravenna (6.178.677 euro); quelli nel Fosso Vetro, tra SP Cocchi e foce nei comuni di Bagnacavallo e Ravenna (5.081.371 euro). In particolare nel solo comune di Conselice sono stati eseguiti importanti interventi, tra i quali quelli: nello Scolo Zaniolo, dal ponte di Via Biscie alla Botte Selice (4.621.001 euro), nel Diversivo in Valle (2.687.834 euro), nel Fossatone Nuovo, a valle di via Campanile (546.491 euro).
Nel complesso, il Consorzio ha realizzato e sta realizzando interventi fondamentali in particolare per: la pulizia e la manutenzione straordinaria degli alvei con rimozione di fango, detriti e vegetazione pericolosa; il ripristino di opere idrauliche danneggiate, come briglie e manufatti esistenti che regolano il flusso dell’acqua; la messa in sicurezza dei punti critici interessati da frane che occludevano alvei e canalizzazioni; il risezionamento dei canali per ripristinare la capacità originaria di scolo; il consolidamento di frane e scarpate con palificate, geotessuti e pietrame; la ricostruzione di tratti arginali erosi; il ripristino di impianti idrovori e irrigui strategici.
Le attività proseguono contemporaneamente in decine di cantieri distribuiti sul territorio, con l’obiettivo di completare gli interventi nel minor tempo possibile, compatibilmente con le condizioni meteo e con le esigenze delle aziende agricole (nel Distretto montano, circa la metà dei danni ha riguardato proprio le colture agricole).
Nel corso di un convegno a tema (vedi foto) sottolinea il Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, Antonio Vincenzi: «Gli eventi alluvionali che hanno colpito il nostro territorio hanno lasciato ferite profonde, sia nelle comunità sia nel sistema agricolo e infrastrutturale. Come Consorzio di bonifica siamo stati chiamati a svolgere un lavoro straordinario, senza precedenti per dimensioni e complessità, mettendo in campo competenze tecniche, organizzative e operative per intervenire rapidamente nei territori più colpiti. Oggi possiamo dire che centinaia di cantieri sono stati completati o sono in corso, con interventi fondamentali per ripristinare la sicurezza idraulica, la funzionalità dei corsi d’acqua e delle opere di bonifica, restituendo maggiore protezione a cittadini, imprese agricole e attività produttive. È un lavoro che portiamo avanti in stretta collaborazione con le Regioni Emilia-Romagna e Toscana, le autorità idrauliche competenti, le amministrazioni locali e d’intesa con la Struttura commissariale. Accanto agli interventi emergenziali, il Consorzio continua a sviluppare una visione di lungo periodo orientata alla resilienza climatica, al miglioramento della capacità di scolo delle acque e alla manutenzione sostenibile del territorio».


