(Sesto Potere) – Forlì – 4 npovembre 2026 – “Arrivati a questo punto, ritengo che la realizzazione di un nuovo invaso debba scavalcare l’agenda di tutti, diventando la priorità di chi governa a tutti i livelli i nostri territori”.
A intervenire all’indomani dell’ allarme lanciato dalla Regione sui livelli dell’invaso di Ridracoli, sceso a un terzo della sua capacità idrica, è il Sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, che già la scorsa estate aveva lanciato un appello a tutti gli attori istituzionali della Romagna “per ragionare su un nuovo invaso che sia capace tra cinquant’anni di rispondere in maniera concreta al crescente bisogno di acqua di tutta la Romagna”.
“Alla luce delle estati sempre più calde, dei frequenti periodi di siccità e del brusco calo dell’indice di piovosità – aggiunge il sindaco -, diventa necessario andare oltre i tradizionali interventi di diversificazione delle fonti di approvvigionamento idrico. Bisogna pensare a qualcosa di straordinario che diventi strutturale; una nuova diga, capace di raddoppiare le scorte idriche e soddisfare la sete della Romagna. È un ragionamento che va fatto pensando al domani, alle future generazioni. Allo stesso modo in cui venne progettata Ridracoli, andando oltre i pregiudizi e le previsioni catastrofiche di qualche vecchia forza politica, dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e cominciare a programmare un percorso serio e partecipato, con Romagna Acque ma non solo, per costruire una nuova diga.”
“Lo ritengo un atto di responsabilità verso i nostri pro nipoti e le comunità future. Ricordiamoci che c’è già un impegno in questo senso. La realizzazione di un nuovo invaso romagnolo è una delle priorità e delle linee d’azione condivise in Romagna Next, il percorso di pianificazione strategica interprovinciale che ha unito i territori di Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna e tutti i Comuni del crinale. Non c’è alcuna novità in questo senso. Nel documento di lavoro promosso e coordinato dai Sindaci di Forli, Cesena, Rimini e Ravenna, lo abbiamo messo nero su bianco, proprio perché l’aumento della capacità di stoccaggio della risorsa idrica era ed è una priorità per chi governa i nostri territori”.

