(Sesto Potere) – Rimini – 4 novembre 2026 – 12.680 immobili verificati, 1.498 utenti che non pagavano la tariffa individuati e 743.320 euro recuperati relativi agli ultimi cinque anni: sono i risultati dell’attività di controllo condotta da Alea Ambiente per garantire che tutti contribuiscano al servizio, a beneficio di chi paga regolarmente. Un’azione che si inserisce in un modello di tariffazione puntuale che, entro il 2030, per disposizioni di Arera, dovrà essere esteso a tutto il territorio regionale. Sono alcuni dei dati emersi durante il convegno di oggi, organizzato a Ecomondo da Alea Ambiente. Una occasione per parlare della tariffa puntuale e delle strategie messe in campo dall’azienda.
La società di gestione dei rifiuti del bacino forlivese è stata tra le prime in regione ad applicare la tariffa puntuale. Nel 2024 il costo medio del servizio di gestione dei rifiuti urbani in Emilia-Romagna è stato di 208 euro per abitante residente, mentre nel bacino servito da Alea Ambiente si è fermato a 173 euro.
“Le tariffe sono tra le più competitive sul panorama nazionale – ha illustrato Daniele Perri, responsabile pianificazione tariffaria e reportistica Alea Ambiente – . Si tratta di una tariffa omogenea su tutto il bacino forlivese, costituita da 2 componenti di costi fissi e 2 di variabili. Negli anni il servizio ha mirato, attraverso diverse strategie, a efficientare i costi interni e in futuro si potranno prevedere delle sperimentazioni per premiare i cittadini più virtuosi attraverso, ad esempio, un riaccredito rispetto la raccolta del secco residuo che non viene effettuato, la misurazione delle raccolte differenziate, il conferimento nei Centri di raccolta e in quelli del riuso”.
“Alea Ambiente rappresenta un’ eccellenza nell’applicazione della tariffa puntuale, i risultati raggiunti non sono affatto scontati – ha sottolineato Paolo Carini, responsabile area servizio gestione rifiuti urbani Atersir -. I costi medi sono significativamente inferiori alla media regionale ma con servizi eccellenti”.
Sul fronte dell’equità delle tariffe, il direttore Gianluca Tapparini ha illustrato le azioni quotidiane messe in campo: “Elemento fondamentale è che tutti paghino e che tutte le utenze siano censite – ha detto – Alle 1.498 utenze emerse dalla verifica degli immobili sono state inviate le fatturazioni degli ultimi cinque anni, e il recupero di 743.320 euro contribuisce a ridurre il costo addebitato a tutti gli altri utenti”.
Il mancato incasso delle fatture emesse è pari al 3,75% rispetto al 6% nazionale.
“Dal 2022 a oggi, – ha ricordato Tapparini – nonostante i tassi di inflazione a due cifre e la pandemia, le tariffe sono rimaste invariate”. Un altro ambito su cui si concentra l’impegno per calmierare le tariffe è l’intercettazione dei ricavi. Secondo i dati 2024, i risultati ottenuti da Alea Ambiente sono superiori agli obiettivi nazionali e hanno permesso un risparmio di circa 500mila euro. “La qualità dei materiali raccolti con la differenziata consente di ricevere contributi destinati a contenere le tariffe – ha proseguito il direttore -: l’importo al netto dei ricavi da riciclo e dei contributi ha permesso di ridurre del 12% i costi complessivi. Il rifiuto ha un costo ma il fatto che possa essere riutilizzato permette di ridurlo”.
“Chi differenzia meglio e produce meno secco residuo paga meno, secondo il principio “chi inquina paga”, che è alla base anche delle indicazioni europee – ha illustrato Simona Buda, presidente di Alea Ambiente -. Un sistema di questo tipo porta con sé una duplice opportunità: da un lato più equità, perché ciascuno contribuisce in proporzione ai propri comportamenti; dall’altro un incentivo concreto a ridurre i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e, di conseguenza, contenere i costi complessivi del servizio”.
“Abbiamo una dimensione territoriale che ci permette di gestire, anche nel dettaglio, il servizio – ha concluso Filippo Santolini, presidente del coordinamento soci – e il modello societario, al 100% partecipato da enti pubblici, garantisce un filo diretto istituzionale di indirizzo alla società. Servono investimenti su alcuni temi. Tra questi, ridurre il fenomeno degli abbandoni, per il quale è fondamentale velocizzare il sistema dei controlli a tappeto ma occorrono anche sistemi che non rendano conveniente abbandonare i rifiuti”.

