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In diminuzione le imprese femminili attive nel territorio di Forlì-Cesena e Rimini, dati Infocamere – CdC

(Sesto Potere) – Forlì – 17 settembre 2026 – Diminuiscono le imprese femminili attive nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, analogamente a quanto si rileva a livello regionale e nazionale. Tra i principali settori, in calo il Commercio, i servizi di Alloggio-ristorazione e l’Agricoltura. In aumento i Servizi alle imprese e alle persone, le Attività professionali e tecniche e il Manifatturiero. In un contesto in cui prevalgono le imprese individuali, si conferma la crescita delle società di capitale.

Questo emerge da un’analisi dei dati  Infocamere Movimprese-Stock View per elaborazione dell’ Ufficio Informazione Economica – Valorizzazione dati della Camera di commercio della Romagna, territorio di Forlì-Cesena e Rimini.

Le imprese femminili: Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

In base a questi dati, al 30 giugno 2026 nel sistema Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 14.845 imprese femminili attive, che costituiscono il 21,2% del totale delle imprese attive (21,3% in Emilia-Romagna e 22,7% in Italia). Nel confronto con il 30 giugno 2025 si rileva un calo delle imprese femminili dello 0,6%, inferiore a quello regionale (-1,2%) e nazionale (-1,0%).

Riguardo alla natura giuridica, la maggior parte delle imprese femminili sono imprese individuali (64,7% del totale), alle quali seguono le società di capitale (18,0%) e le società di persone (15,6%); in termini tendenziali crescono le società di capitale (+1,9%), mentre si riducono sia le imprese individuali (-0,4%) sia le società di persone (-4,3%).

I principali settori economici risultano il Commercio (24,6% delle imprese femminili), l’Alloggio e ristorazione (14,4%), le Altre attività di servizi (soprattutto servizi alle persone) (13,4%), l’Agricoltura (10,6%), le Attività immobiliari (8,7%), l’Industria Manifatturiera (6,6%), le Attività amministrative e di servizi di supporto (tra cui i servizi alle imprese) (4,7%) e le Attività professionali, scientifiche e tecniche (4,1%). Rispetto al 30/06/2025 si registra un aumento nelle Altre attività di servizi (+1,7%), nel Manifatturiero (+0,3%), nelle Attività amministrative e di servizi di supporto (+3,4%) e nelle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,0%); diminuzioni, invece, nel Commercio (-3,7%), nell’Alloggio e ristorazione (-0,3%) e nell’Agricoltura (-2,8%). Sostanzialmente stabili le Attività immobiliari (-0,1%).

In termini di intensità delle imprese femminili (rapporto tra queste ultime e il totale delle imprese attive per settore), i livelli maggiori si ritrovano nelle Altre attività di servizi (dove 45 imprese su 100 sono femminili), Attività per la salute umana e di assistenza sociale (38,6%), Alloggio e ristorazione (28,9%), Attività amministrative e di servizi di supporto (27,2%), Commercio (26,0%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (20,8%), Servizi di telecomunicazione, programmazione e consulenza informatica (20,7%), Immobiliare (20,3%), Attività finanziarie e assicurative (20,3%) e Agricoltura (20,0%).

Le imprese femminili: focus provinciale Forlì-Cesena

In base ai dati Infocamere-Movimprese elaborati dall’Ufficio Informazione economica – Valorizzazione dati della Camera di commercio della Romagna, al 30 giugno 2026 in provincia di Forlì-Cesena si contano 7.261 imprese femminili attive, che costituiscono il 20,5%

del totale delle imprese attive (21,3% in Emilia-Romagna e 22,7% in Italia). Nel confronto con il 30 giugno 2025 si rileva un calo delle imprese femminili dello 0,6%, inferiore a quello regionale (-1,2%) e nazionale (-1,0%).

Riguardo alla natura giuridica, la maggior parte delle imprese femminili sono imprese individuali (67,6% del totale), alle quali seguono le società di capitale (16,3%) e le società di persone (14,1%); in termini tendenziali crescono le società di capitale (+2,2%), mentre si riducono sia le imprese individuali (-0,5%) sia le società di persone (-5,2%).

I principali settori economici risultano il Commercio (22,7% delle imprese femminili), l’Agricoltura (15,1%), le Altre attività di servizi (soprattutto servizi alle persone) (14,7%), l’Alloggio e ristorazione (11,1%), l’Industria Manifatturiera (8,0%), le Attività immobiliari (6,9%), le Attività amministrative e di servizi di supporto (tra cui i servizi alle imprese) (4,5%) e le Attività professionali, scientifiche e tecniche (4,1%). Rispetto al 30/06/2025 si registra un aumento nelle Altre attività di servizi (+0,8%), nel Manifatturiero (+0,5%), nelle Attività amministrative e di servizi di supporto (+6,8%) e nelle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,4%). Diminuzioni, invece, nel Commercio (-3,2%), nell’Agricoltura (-2,8%), nell’Alloggio e ristorazione (-0,9%) e nelle Attività immobiliari (-0,4%).

In termini di intensità delle imprese femminili (rapporto tra queste ultime e il totale delle imprese attive per settore), i livelli maggiori si riscontrano nelle Altre attività di servizi (dove 45 imprese su 100 sono femminili), Attività per la salute umana e di assistenza sociale (42,5%), Alloggio e ristorazione (30,4%), Attività amministrative e di servizi di supporto (27,8%), Commercio (25,4%), Attività finanziarie e assicurative (21,5%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (20,9%), Servizi di telecomunicazione, programmazione e consulenza informatica (19,7%), Agricoltura (19,5%) e Immobiliare (18,7%).

In un contesto di analisi territoriale si evidenzia come più della metà delle imprese femminili provinciali (il 52,1%, -0,4% annuo) si trovano nei “Grandi centri urbani”, ovvero nei Comuni di Forlì (29,0%, stabili) e Cesena (23,1%, -0,8%). A seguire, i “Comuni di cintura”, con il 15,2% (-0,3%), con prevalenza nel Comune di Cesenatico (9,4% del totale, -0,6%), e l’”Area del Basso Rubicone”, con il 14,0% delle imprese femminili (-0,7%). Riguardo alle “Vallate”, quelle che hanno una maggiore incidenza delle imprese femminili sono la Valle del Bidente (5,5%, +2,3%) e quella del Savio (4,9%, -1,9%). In sintesi, il 54,2% delle imprese femminili attive si trova nel comprensorio di Cesena (-1,0%) e il 45,8% nel comprensorio di Forlì
(-0,2%). In ultimo, con riferimento all’intensità delle imprese femminili (rapporto tra queste ultime e il totale delle imprese attive del relativo territorio), rispetto alla media provinciale (20,5%), il comprensorio di Forlì risulta superiore (21,1%), diversamente da quello di Cesena (20,1%). I livelli maggiori si raggiungono nei “Comuni di cintura” (22,2%) e nelle “Vallate” nel loro complesso (20,9%), tra cui spicca la “Valle del Bidente” (23,5%); intensità inferiore alla media, invece, nei “Grandi centri urbani” (20,1%) e nell’”Area del Basso Rubicone” (19,9%).

Le imprese femminili: focus provinciale Rimini

In base ai dati Infocamere-Movimprese elaborati dall’Ufficio Informazione economica – Valorizzazione dati della Camera di commercio della Romagna, al 30 giugno 2026 in provincia di Rimini si contano 7.584 imprese femminili attive, che costituiscono il 21,8% del totale delle imprese attive (21,3% in Emilia-Romagna e 22,7% in Italia). Nel confronto con il 30 giugno 2025 si rileva un calo delle imprese femminili dello 0,5%, inferiore a quello regionale (-1,2%) e nazionale (-1,0%).

Riguardo alla natura giuridica, la maggior parte delle imprese femminili sono imprese individuali (62,0% del totale), alle quali seguono le società di capitale (19,7%) e le società di persone (17,0%); in termini tendenziali crescono le società di capitale (+1,7%), mentre calano sia le imprese individuali (-0,3%) sia le società di persone (-3,5%).

I principali settori economici risultano il Commercio (26,4% delle imprese femminili), l’Alloggio e ristorazione (17,5%), le Altre attività di servizi (soprattutto servizi alle persone) (12,0%), le Attività immobiliari (10,5%), l’Agricoltura (6,2%), l’Industria Manifatturiera (5,3%), le Attività amministrative e di servizi di supporto (tra cui i servizi alle imprese) (4,8%) e le Attività professionali, scientifiche e tecniche (4,1%). Rispetto al 30/06/2025 si registra un aumento nelle Altre attività di servizi (+2,8%), nelle Attività amministrative e di servizi di supporto (+0,5%) e nelle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,6%); diminuzioni, invece, nel Commercio (-4,2%) e nell’Agricoltura (-2,9%). Stabili l’Alloggio e ristorazione e il Manifatturiero, così come si possono considerare tali le Attività immobiliari (+0,1%).

In termini di intensità delle imprese femminili (rapporto tra queste ultime e il totale delle imprese attive per settore), i livelli maggiori si riscontrano nelle Altre attività di servizi (dove 45 imprese su 100 sono femminili), Attività per la salute umana e di assistenza sociale (33,5%), Alloggio e ristorazione (28,0%), Commercio (26,6%), Attività amministrative e di servizi di supporto (26,6%), Servizi di telecomunicazione, programmazione e consulenza informatica (21,6%), Immobiliare (21,4%), Agricoltura (21,3%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (20,8%) e Attività artistiche, sportive e di divertimento (20,2%).

In un contesto di analisi territoriale si evidenzia come la maggioranza delle imprese femminili provinciali si trova nel Comune di Rimini (43,8%, +0,3% annuo), classificato come “Grande centro urbano”. A seguire, i “Comuni di cintura”, con il 27,9% delle imprese femminili (-1,1%), con prevalenza nel Comune di Riccione (13,2% del totale, -0,9%), e l’”Area del Basso Conca”, con il 13,5% (-0,1%). Valmarecchia e Valconca, invece, hanno un’incidenza delle imprese femminili più bassa: 8,2% la prima (-3,0%) e 6,6% la seconda
(-1,0%). In ultimo, con riferimento all’intensità delle imprese femminili (rapporto tra queste ultime e il totale delle imprese attive del relativo territorio), rispetto alla media provinciale (21,8%), i livelli maggiori si raggiungono nell’”Area del Basso Conca” (22,4%), nei “Comuni di cintura” (22,1%) e nella “Valmarecchia” (22,3%); intensità inferiore alla media, invece,  nella “Valconca” (20,3%).