(Sesto Potere) – Modena – 22 luglio 2026 – Confermata, purtroppo, la notizia della morte della donna di 55 anni investita nel corso dell’attentato a Modena dello scorso 16 maggio, quando un nordafricano di seconda generazione a bordo di una Citroen C3 si era gettato a tutta velocità contro la folla in una via del centro di Modena, aveva investito e ferito otto persone, cinque donne e tre uomini, e ne aveva accoltellato un’altra.
Dopo due mesi di ricovero in condizioni critiche nella Terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore di Bologna, poi trasferita nello stesso reparto dell’Ospedale Civile di Baggiovara, Monica Esposito è deceduta questa mattina. Nelle ultime settimane le sue condizioni erano ulteriormente peggiorate.
“Una notizia tragica che accogliamo con enorme tristezza. Le mie condoglianze più sincere vanno al marito, rimasto anch’esso ferito lo scorso 16 maggio, alle figlie e al figlio, ai fratelli e sorelle e a tutti i familiari. In questo momento di dolore dobbiamo mettere da parte tutte le polemiche e deve prevalere il senso di umana vicinanza. Questo lutto rafforza la richiesta di una piena giustizia verso chi si è reso responsabile di questo terribile attentato. Continueremo a fare tutto quello che possiamo per stare accanto alle persone ferite e confermiamo il nostro impegno per rappresentare, nel processo che verrà, una comunità ferita perchè Modena non può e non deve dimenticare quanto accaduto. Ci stringiamo alla comunità di Nonantola e alla Sindaca Baccolini, anch’essa colpita da questa notizia. Nel giorno delle esequie, i nostri Comuni proclameranno il lutto cittadino”: sono le parole di cordoglio del sindaco di Modena Mezzetti dopo aver appreso la notizia della scomparsa della signora ferita ricoverata in terapia intensiva.
“Una terribile notizia, che ci riempie di tristezza. Tutta l’Emilia-Romagna si stringe con affetto e vicinanza alla famiglia in questo momento di profondo dolore”: commenta il presidente della Regione, Michele de Pascale, a nome dell’intera Giunta regionale, per la morte della donna di 55 anni investita nel corso dell’attentato a Modena lo scorso 16 maggio.
“Avevamo sperato tutti che ce la potesse fare, nonostante le sue condizioni fossero apparse subito molto gravi- afferma il presidente de Pascale,-. I professionisti dei nostri ospedali hanno fatto tutto il possibile per salvarla, con competenza, dedizione e grande impegno. A loro va il nostro ringraziamento, così come a chi è intervenuto fin dai primi momenti per prestare soccorso e garantire le migliori cure”.
“La nostra profonda gratitudine e riconoscenza- aggiunge de Pascale– vanno anche alla famiglia della signora, che rispettando la sua volontà, con un gesto di straordinaria umanità e generosità, ha espresso il consenso alla donazione degli organi. Una scelta che porta in sé, in un momento così tragico, una luce di speranza”.
““È di oggi, purtroppo, la notizia del decesso della donna gravemente ferita durante l’attacco terroristico sferrato il 16 maggio scorso, a Modena, dall’italo-marocchino Salim El Koudri, che si è scagliato con l’auto a folle velocità su pacifici cittadini a passeggio. Un gesto tristemente noto per essere già stato utilizzato in molti paesi in diversi attentati terroristici da parte di cosiddetti ‘lupi solitari’ affiliati o ispirati dal fondamentalismo. Oltre alla commossa vicinanza che rivolgo ai famigliari della vittima, non posso che denunciare la frettolosa archiviazione del gesto efferato di El Koudri da parte della stampa mainstream, di ambienti politici di una certa area, delle amministrazioni di sinistra emiliano-romagnole e di altre aree sociali che hanno cercato di sminuire e giustificare in tutti i modi la gravità e la matrice dell’attentato”: afferma in una nota il deputato della Lega Jacopo Morrone.
“È qui che emerge il doppio standard della sinistra che se il colpevole di un reato è straniero minimizza la notizia, giustifica e ridimensiona le responsabilità riconducendole a cause sociali o sanitarie, mentre in caso contrario lancia mobilitazioni immediate e denunce pregiudiziali per condannare l’accaduto e attribuirne la colpa a chi giudica un nemico giurato, Forze di Polizia, italiani di origine italiana e così via. Si tratta di indignazione asimmetrica: la sinistra lancia anatemi e giudizi morali non sulle azioni in quanto tali ma su chi le compie. Ci chiediamo se ora il sindaco di Modena Massimo Mezzetti vorrà indire una manifestazione pubblica in ricordo della vittima e di solidarietà con gli altri feriti nell’attentato. Certamente non avrebbe le stesse violente ricadute di quella strumentalmente organizzata a Bologna dal sindaco Matteo Lepore per il decesso di Abderrahim Fakir, per altro senza aver appurato cause e fatti avvenuti. Crediamo tuttavia che Mezzetti non lo farà decretando nei fatti che certe vittime sono di serie B”: conclude Jacopo Morrone.
E oggi un minuto di silenzio è stato osservato durante i lavori dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna per ricordare Monica Esposito, la donna di 55 anni di Nonantola deceduta questo pomeriggio all’Ospedale Civile di Baggiovara, dove era ricoverata in terapia intensiva dopo essere stata investita il 16 maggio scorso a Modena dall’auto lanciata dal nordafricano sulla folla.
Il presidente Maurizio Fabbri ha rivolto un pensiero a lei e ha mostrato vicinanza e cordoglio alla sua famiglia e ai suoi cari, oltre che alle intere comunità di Nonantola e Modena. “Di fronte a una nuova tragedia, le istituzioni devono stringersi attorno alle persone colpite e alle comunità, con rispetto, sobrietà e umanità” ha concluso il presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna.

