(Sesto Potere) – Rimini – 25 maggio 2026 – Dal prossimo 1° giugno Start Romagna applicherà un aumento delle tariffe di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale che, in alcuni casi, arriverà fino al 33%.
Una decisione assunta dai soci dell’azienda, ovvero: Comuni e Province, motivata dall’incremento dei costi dei carburanti e dal fatto che le tariffe di Start Romagna risulterebbero “tra le più basse” della regione Emilia-Romagna.
A commentare la notizia – con una nota congiunta – sono CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini che dichiarano: “Come Organizzazioni Sindacali esprimiamo forte preoccupazione per una scelta che rischia di incidere in maniera significativa sul potere d’acquisto di lavoratori, lavoratrici, persone pensionate e delle fasce sociali economicamente più fragili, che rappresentano una parte importante dell’utenza del trasporto pubblico locale”.
I sindacati – ricordano CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini – erano stati informati già dallo scorso novembre dall’azienda Start Romagna che aveva illustrato ai soci l’ipotesi di revisione tariffaria.
“Sarebbe stato utile avviare un confronto preventivo con le Organizzazioni Sindacali e con le rappresentanze sociali, al fine di individuare soluzioni condivise e meno impattanti per i cittadini. L’aumento dei costi energetici e dei carburanti rappresenta senza dubbio una criticità reale per il settore del trasporto pubblico, così come per famiglie e lavoratori che da tempo affrontano gli effetti dell’inflazione e del generale aumento del costo della vita. Proprio per questo sarebbe stato opportuno valutare strumenti in grado di attenuare maggiormente l’impatto tariffario sugli utenti abituali del servizio. E a fronte degli aumenti previsti, non emergono al momento interventi immediati di potenziamento del servizio o investimenti strutturali significativi sul TPL”: evidenziano CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini.
“In particolare, resta aperto il tema della mobilità urbana e delle infrastrutture dedicate al trasporto pubblico, come le corsie preferenziali, ancora insufficienti rispetto alle esigenze del territorio. Così come resta critica la carenza di personale che si traduce in forti disagi per l’utenza – con corse saltate – e per i lavoratori e le lavoratrici. Riteniamo inoltre che il trasporto pubblico locale debba essere considerato non solo un servizio essenziale di welfare, ma anche uno strumento strategico per favorire la sostenibilità ambientale, ridurre le emissioni inquinanti e accompagnare concretamente il percorso di transizione energetica attraverso una programmazione efficace della mobilità sostenibile. A tal fine è necessario che il sistema del TPL sia messo in dialogo con tutte le altre infrastrutture per la mobilità presenti e future. Apprendiamo che il potenziamento e la riprogrammazione del servizio sarebbero previsti nell’ambito della programmazione futura, con prospettive che guardano al 2028. È pertanto importante che, già nei prossimi mesi, si apra un confronto sul miglioramento complessivo del servizio e sulle modalità di finanziamento del sistema, valutando anche possibili strumenti compensativi, tra cui l’utilizzo di una quota delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno e l’istituzione di un fondo locale per abbattere i costi per lavoratrici, lavoratori e persone pensionate”: commentano CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini.
“Siamo di fatto di fronte ad una nuova “tassa nascosta” a carico della collettività. Il tema carburante e più in generale il tema rincari non regge. Di fatto i cittadini e le cittadine del comprensorio quello stesso rincaro lo stanno già pagando direttamente ogni giorno, pertanto, per le medesime ragioni, aumentare il costo dei biglietti significa scaricare due volte sulla medesima platea un costo strutturale”: aggiungono CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini che – per concludere – chiedono l’apertura di un tavolo di confronto e concertazione “che vada verso una pianificazione strategica condivisa con gli enti locali soci dell’azienda e con la stessa Start Romagna affinché si possano individuare soluzioni equilibrate che tengano insieme sostenibilità economica del servizio, tutela della cittadinanza e qualità del trasporto pubblico locale”.

