mercoledì, Luglio 15, 2026
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Vertenza Electrolux, incontro al ministero. I sindacati: “primi passi dell’azienda, ma ancora insufficienti”

(Sesto Potere) – Roma, 15 luglio 2026  – Nell’incontro tenutosi ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Electrolux ha sostenuto che: “se si riuscisse a recuperare competitività su energia, produttività del lavoro e modifica della tassa CBAM, il piano industriale potrebbe essere in parte modificato”.

Più in particolare “un’azione forte su questi tre ambiti”, sempre a detta della Direzione aziendale dell’Electrolux , consentirebbe di: “tenere a Forlì la produzione di circa 200.000 piani cottura sui 400.000 attuali, nonché della grande maggioranza dei forni, di cui nel piano originario si prevedeva la delocalizzazione di circa il 25%”, inoltre consentirebbe di: “provare ad attirare nuove tipologie di forni; a Susegana consentirebbe di attirare nuovi prodotti, così da mantenere il livello dei volumi attuali seppure con un diverso mix; a Porcia consentirebbe di trasferire nuove gamme di lavatrici, così da passare da 500.000 a 600.000 annue, ma resterebbero comunque non difendibili le circa 200.000 lavasciuga”.

Mentre – sempre a detta della direzione di Electrolux – ragionamento differente si pone invece per “Solaro che dovrebbe recuperare con la crescita dei volumi europei la perdita delle circa 100.000 macchine destinate al Nordamerica, fino ad arrivare alla assai ambiziosa previsione di 700.000 pezzi annui”.

Per quanto concerne gli staff, Electrolux ribadisce la intenzione di procedere “ad una riorganizzazione con conseguenti esuberi”. Infine, per Cerreto d’Esi la direzione di Electrolux ha dichiarato di: “non essere stata in grado di trovare una soluzione”, pur dicendosi impegnata “a cercarla”.

Con un comunicato unitario i sindacati di categoria Fim/Cisl, Fiom/Cgil e Uilm/Uil giudiciano: “insufficienti i passi fatti da Electrolux, per via naturalmente delle mancate risposte su Cerreto, ma anche per le aperture solo parziali negli altri stabilimenti, che non escludono del tutto le delocalizzazioni, essenzialmente dirette verso la Polonia, la Cina e la Thailandia. Inoltre i cambiamenti del piano industriale prospettato dalla Direzione aziendale restano condizionati a importanti azioni di recupero di competitività, in gran parte fuori dalla portata di sindacato e impresa, come la modifica della normativa europea del CBAM e il taglio del costo della energia”.

Infine, per i sindacati “non è chiaro come Electrolux vorrebbe recuperare competitività sul versante del costo del lavoro, giacché da una parte l’abbassamento degli stipendi sarebbe del tutto inaccettabile e dall’altra gli incrementi di produttività trovano il limite invalicabile della salute e della sicurezza sul lavoro, nonché della necessaria applicazione degli accordi già siglati. E preoccupano le linee guida di riorganizzazione degli staff, a fronte di processi gestiti con l’Intelligenza artificiale e la digitalizzazione sono confermati 725 esuberi.”

Al prossimo incntro del 21 luglio i sindacati di categoria Fim/Cisl, Fiom/Cgil e Uilm/Uil chiederanno a Governo e Regioni di mettere in atto quelle azioni strutturali indispensabili a rilanciare il settore degli elettrodomestici e a sbloccare la vertenza.