martedì, Luglio 14, 2026
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Caldo estremo, nel Distretto del Po severità idrica “media” in assenza di precipitazioni

(Sesto Potere) – Rovigo – 14 luglio 2026 – Una serie di indirizzi per il territorio al fine di promuovere un uso equo della scarsa risorsa idrica disponibile a scala distrettuale in un quadro fortemente critico: indicazioni di suggerimento che non comportano alcun vincolo e sono limitate al solo Bacino del fiume Po (e non all’intero Distretto) discusse ed adottate il 10 luglio in sede d’aggiornamento dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino del fiume Po e che ha riunito tutti i partner in via straordinaria a Taglio di Po (Rovigo), presso la sede del Consorzio di bonifica Delta del Po.

In quella sede la presidente Virginia Taschini, insieme al direttore generale Rodolfo Laurenti, hanno accompagnato, prima dell’inizio dei lavori, il team del Settore “Gestione Risorse Idriche” dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, nel territorio di Porto Tolle.

Qui, coadiuvato dai funzionari dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, il dirigente dell’ente Francesco Tornatore  ha preso visione di alcune situazioni particolarmente critiche, come quelle alle prese irrigue dello Scolo Scoetta (dove è in funzione un sistema di pompe mobili per garantire la risorsa idrica all’agricoltura), del Canale Ca’ Mello e della presa al potabilizzatore di Ponte Molo.

“Una situazione particolarmente complessa e delicata, quella del territorio del Delta del Po, a causa del perdurare di valori di portata ridotti che determinano purtroppo condizioni favorevoli all’intrusione salina che, nel ramo di Pila/Venezia, si attesta a 20 chilometri dalla foce e nel ramo di Goro è giunta anche fino a 25 chilometri – ha sottolineato Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. La presenza dell’Osservatorio qui, oggi, intende essere un segnale affinché l’attenzione permanga alta sullo stato di queste condizioni che, ormai da un mese abbondante, stanno determinando difficoltà sempre più marcate nell’approvvigionamento irriguo, nell’idropotabile, dove Acque Venete è costretta a limitare i prelievi e che rischiano di compromettere l’habitat e la biodiversità dell’ecosistema”.

Ma il Veneto non è l’unica regione del Nord Italia a subire le criticità causate dalle ripetute ondate di afa e a sperare nei previsti temporali dei prossimi giorni: il quadro permane infatti difficile in diversi comprensori del Distretto.

In Emilia-Romagna diverse richieste di deroga sui corsi d’acqua minori appenninici, ora al vaglio di ARPAE e dighe piacentine di Mignano e Molato (piene entrambe al 42%) che proseguono nel fornire l’acqua all’agricoltura locale, mentre le dighe di Ridracoli (pieno sino al 78%) e del Conca (percentuale di riempimento: 62%) stanno sostenendo il comparto idropotabile della Romagna in quella che è praticamente la fase di picco stagionale di richiesta d’acqua.

Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale viene dunque confermata “Media in assenza di precipitazioni”.

Nell’ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 21 luglio.