(sesto Potere) – Forlì – 7 luglio 2026 – “Ho più volte rappresentato la mia preoccupazione in merito alla volontà, espressa dalla Regione Emilia-Romagna, dall’Ausl e dalla direzione dell’Irst di Meldola, di trasferire il laboratorio di diagnostica dalla sede di Meldola a Pievesestina”.
A parlare è Luca Pestelli, (nella foto), consigliere regionale FdI, che poi entra nel merito del problema: “Nel mese di febbraio la Regione Emilia-Romagna aveva annunciato, su questo tema, un percorso di condivisione basato su tavoli tecnici e di valorizzazione del personale. Ora è giunto il momento che la Giunta De Pascale fornisca risposte nette: i tavoli tecnici relativi al trasferimento potranno valutarne anche l’opportunità, o al contrario discuteranno esclusivamente delle modalità di attuazione di una decisione già assunta a livello regionale? E in tal caso, qual è il piano della Regione Emilia-Romagna per l’Irst di Meldola? Ha intenzione di ascoltare le posizioni di tecnici, dipendenti, organizzazioni sindacali? La vocazione della struttura come centro di ricerca, dalla fondazione ad opera del prof. Dino Amadori, è sempre stata centrale, e oggi va tutelata nell’interesse tanto dei pazienti quanto di tutti coloro che hanno necessità che le evoluzioni positive sul tema oncologico progrediscano: per questo motivo ho depositato un’interrogazione, attraverso cui chiederò alla Giunta Regionale di fare chiarezza una volta per tutte sul futuro dell’Irst ‘Dino Amadori’ di Meldola”.
Gli spazi disponibili presso la sede di Pievesestina possono garantire una corretta operatività del laboratorio di diagnostica?
“Il rischio – prosegue Pestelli – è che attraverso la separazione dei settori di ricerca e diagnostica, e con il posizionamento di quest’ultimo in strutture che non agevolano determinate procedure, si mettano a repentaglio i frutti dell’impegno e della professionalità dei lavoratori stessi dell’Irst, che hanno portato al raggiungimento della certificazione Iso 15189, standard internazionale per i laboratori medici che garantisce requisiti di qualità e competenza, oltre a risultati accurati e affidabili. Senza un reale progetto organico che possa salvaguardare quanto ottenuto, il pericolo è che sia messa in discussione la stessa accessibilità a farmaci innovativi per i pazienti romagnoli”.
La preoccupazione riguarda anche il potenziale coinvolgimento del territorio, garantito anche dai risultati ottenuti nel tempo dalla struttura.
“L’Irst ‘Dino Amadori’ di Meldola rappresenta da sempre un’eccellenza, non solo per il nostro territorio – chiosa Pestelli –, e non soltanto come presidio di salute, ma anche come centro di ricerca e innovazione: tutelarlo deve rappresentare una priorità politica per tutti”.

