martedì, Luglio 7, 2026
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Ronchi e Creta (Verdi): “Non hanno segato solo pini, hanno cancellato un pezzo di storia di Forlì”

(Sesto Potere) – Forlì – 7 luglio 2026 – “L’ennesimo abbattimento di alberi, questa volta in viale Roma, in prossimità di piazza della vittoria è un vero insulto alla storia e alla memoria della città. Questa volta non ci troviamo di fronte al solito metodo con cui da anni l’amministrazione sega alberi ovunque. Le giustificazioni sono sempre le stesse, a posteriori: “gli alberi erano malati o pericolosi”. Il problema è che occorre prendersi cura del patrimonio verde, salvaguardarlo, per evitare che si arrivi a queste sentenze definitive. E’ inutile spiegare a chi è insensibile le funzioni insostituibili di ciascun albero, specialmente quelli che hanno decenni di storia, che hanno un grande valore anche economico e sono di proprietà della città e dei suoi abitanti. Questa volta segando quei pini, hanno cancellato un pezzo di storia della città: hanno abbattuto senza battere ciglio esemplari che avevano assistito all’ingresso in Forlì delle truppe alleate il 9 novembre 1944. Erano dei veri monumenti, immortalati nelle foto che hanno documentato quella storica giornata, e andava fatto di tutto per salvarli e proteggerli”: lo scrivono in una nota congiunta Alessandro Ronchi e Maria Grazia Creta, esponenti di Europa Verde – Verdi Forlì (nella foto).

Invece con il pretesto dei lavori alla scuola a queste piante erano state malamente tagliate delle grandi branchie, compromettendone la futura salute e stabilità. Dopo i tagli come sempre restano i vuoti e gli alberi non vengono rimpiazzati, i filari si diradano, aspettando forse che arrivi il momento di mettere in esecuzione quello che prevede l’assurdo articolo del regolamento del verde che consente l’abbattimento totale degli alberi di un viale quando le fallanze superano il 50%”: aggiungono i due esponenti di Europa Verde – Verdi Forlì.

“Oppure quando vengono messi a dimora nuovi alberelli non li si cura, vengono lasciati a sé stessi, senza irrigazione, fino a disseccarsi. Questa assenza di sensibilità denota a nostro parere anche una mancanza di spirito di appartenenza e amore per la città, per la sua storia, per la cultura tramandata ai posteri anche dal patrimonio pubblico: requisiti necessari per rappresentare davvero una comunità”: concludono Alessandro Ronchi e Maria Grazia Creta.