mercoledì, Giugno 10, 2026
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Striscione con la scritta ‘L’Italia agli Italiani’: sanzionati studenti del Liceo ‘Monti’ di Cesena. Esplode il caso politico

(Sesto Potere) – Cesena – 10 giugno 2026 – Ampio dibattito politico attorno al ‘caso’ degli studenti del Liceo ‘Monti’ di Cesena pesantemente sanzionati dalla dirigenza scolastica dell’Istituto per aver esposto  durante l’ultimo giorno di lezioni da una delle finestre della scuola uno striscione con la scritta ‘L’Italia agli Italiani’.

Una sanzione che prevede per i ragazzi coinvolti un sei in condotta e l’obbligo di fare una relazione scritta, prima della maturità, dedicata al significato del loro gesto per spiegarne le motivazioni.

Il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, commenta così l’episodio ravvisando  “Un clima da caccia alle streghe” verso una frase che, sempre a parere del parlamentare, “appare più una ‘goliardata’ che altro e che, in ogni caso, non sembra avere alcun risvolto ‘razzista’ o ‘discriminatorio’ come emerge dalle accuse strumentali della sinistra locale”.

Morrone ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara per sapere se intenda attivare l’Ufficio scolastico regionale per verificare i fatti e le iniziative immediate assunte dalla dirigenza del Liceo Monti nei confronti degli studenti e se a questi ultimi sia stato dato modo di discolparsi anche con la tutela e alla presenza di un legale o comunque dei genitori.

“Ho chiesto anche se non si ravvisi un pregiudizio ideologico nel trattamento riservato agli studenti cesenati. Le forze politiche di maggioranza a Cesena e la stessa assessore all’Istruzione Maria Elena Baredi hanno messo in atto una gogna pubblica mediatica nei confronti di questi studenti e un vero e proprio processo preventivo alle intenzioni – evidenzia Morrone nell’interrogazione – con relativa condanna morale per comportamenti ritenuti da loro inaccettabili. Ma anche i vertici della scuola, secondo notizie stampa, hanno immediatamente individuato e sanzionato gli studenti (in procinto di affrontare l’esame di maturità) comminando loro un sei in condotta, un voto che certamente li penalizzerà anche se potranno sostenere l’esame, imponendogli anche di preparare una ‘tesina’ su temi ‘attinenti a quello che è accaduto’ e, come ha scritto un quotidiano locale, ‘di cui sono stati protagonisti in negativo’, tranciando già un giudizio di merito senza probabilmente neppure ascoltare le ragioni degli studenti”.

“All’apparenza il ‘caso’ sembra gonfiato ad arte dai soliti noti che hanno apprestato una sorta di tribunale parallelo che, nell’immediato, ha emesso un verdetto di colpevolezza rispetto a una narrazione unilaterale, senza contraddittorio e senza aspettare la versione dei fatti dei ragazzi, trasformando un episodio trascurabile in un dramma emotivo e in un danno anche dal punto di vista scolastico”: continua Morrone.

“Tra l’altro, su questo caso si è innescato un enorme dibattito sui social – conclude il parlamentare della Lega – dove la stragrande maggioranza di migliaia di commenti dà ragione agli studenti. Dunque, a cosa è servito alla sinistra cesenate alimentare quel clima tossico e aggressivo che esclude e censura preventivamente il free speech e le idee che divergono dai propri dogmi ideologici? Non a caso è da stigmatizzare il Pd cesenate che, in un comunicato stampa, ha scritto che lo striscione appeso dagli studenti ‘inneggia al fascismo’, evocando il solito mantra retorico che dovrebbe servire come spauracchio e che, usato come sempre a sproposito, risulta infondato, arbitrario e in malafede”.

E il capogruppo della Lega in consiglio comunale a Cesena Enrico Sirotti Gaudenzi su questo caso è stato intervistato da Rete 4. “Hanno sicuramente ottenuto l’effetto contrario a quello prospettato. La sinistra a Cesena avrebbe voluto inscenare la solita crociata ideologica contro un nemico immaginario, questa volta rappresentato da studenti che hanno appeso a una finestra del Liceo Monti uno striscione con la scritta ‘l’Italia agli italiani’, ma hanno ottenuto l’effetto contrario. Si è sollevata una marea di opinioni che non ravvede alcuna provocazione nella scritta, tantomeno la considera razzista o fascista. Stupisce che la sinistra che si professa invano garantista mantenga, al contrario, una vena pericolosamente giustizialista e pregiudiziale dal punto di vista ideologico. C’è un fondato dubbio che la ‘punizione’ immediata inflitta dalla dirigenza del Liceo agli studenti sia non solo troppo severa ma forse anche assunta senza una profonda riflessione a 360 gradi”: ha dichiarato Enrico Sirotti Gaudenzi.

E gli eventi del Liceo Classico “Vincenzo Monti” di Cesena arrivano sui banchi del Consiglio Regionale, attraverso un’interrogazione presentata dai Consiglieri Regionali di FDI Marta Evangelisti e Luca Pestelli.

“Dopo l’ampio risalto dato dagli organi di stampa alla vicenda relativa all’esposizione dello striscione con scritto ‘L’Italia agli italiani’, in sede di scrutinio finale – affermano gli esponenti di Fratelli d’Italia – l’organo collegiale dell’istituto ha deliberato nei confronti dei ragazzi responsabili, che peraltro hanno prontamente ammesso la paternità dell’azione, severe sanzioni disciplinari. Oltre all’assegnazione di un sei in condotta nel voto di comportamento, che in base alle recenti disposizioni normative incide pesantemente sul credito scolastico, il Consiglio di Classe ha disposto l’obbligo per i due studenti di redigere, entro l’inizio della prima prova scritta di italiano, una relazione/tesina scritta su tematiche specifiche stabilite d’ufficio dalla coordinatrice di classe, incentrate sul significato profondo del loro gesto”.

Evangelisti e Pestelli puntano dunque il dito sulla legittimità delle sanzioni che hanno colpito gli studenti coinvolti: “Nutriamo forti dubbi interpretativi circa sull’aderenza di queste azioni disciplinari ai principi di proporzionalità, gradualità e finalità formativa che devono improntare la giustizia scolastica. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, infatti, stabilisce chiaramente che le sanzioni disciplinari devono avere finalità educativa e di responsabilizzazione, ma non possono in nessun caso tradursi in forme di condizionamento o limitazione della libertà di espressione dello studente. Inoltre, l’introduzione di adempimenti didattico-espositivi straordinari a carattere spiccatamente politico/ideologico come precondizione o sbarramento per l’accesso sereno alle prove d’esame rischia di alterare la parità di condizioni dei candidati e l’oggettività del giudizio finale da parte delle commissioni d’esame”.

“Inoltre – concludono i consiglieri regionali Evangelisti e Pestelli – è da evidenziare come l’episodio sia stato immediatamente oggetto di una massiccia, orchestrata e sproporzionata politicizzazione mediatica ad opera di sigle sindacali, partiti politici e associazioni studentesche di sinistra. Per questo,, abbiamo depositato un’interrogazione rivolta alla Giunta Regionale, al fine di chiedere se l’Amministrazione regionale sia compiutamente informata dei fatti e quali valutazioni esprima in merito alla gestione istituzionale e mediatica della vicenda, e se non ritenga urgente e doveroso attivarsi, nell’ambito delle proprie competenze di coordinamento e per il tramite dell’Ufficio Scolastico Regionale, al fine di verificare la piena legittimità formale e sostanziale della cosiddetta ‘tesina riparatoria obbligatoria’. Ciò per verificare che tale misura non costituisca un abuso delle prerogative pedagogiche del Consiglio di Classe, un vulnus allo Statuto degli Studenti o una forma indebita di pressione psicologica e ideologica sui candidati a ridosso delle prove di Maturità”.

E anche  Alice Buonguerrieri, deputata di Fratelli d’Italia, che presenterà un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

“Quanto accaduto al Liceo Monti di Cesena merita un approfondimento serio e urgente — dichiara Buonguerrieri —. Secondo quanto emerso, nei confronti degli studenti coinvolti sarebbero state infatti adottate sanzioni particolarmente severe: il sei in condotta, con effetti sul credito scolastico, e l’obbligo di redigere una tesina riparatoria su tematiche stabilite d’ufficio, a ridosso dell’esame di Maturità. Sono misure sproporzionate, inique e ideologiche che nulla hanno a che vedere con i principi di proporzionalità, gradualità e finalità educativa che devono guidare ogni intervento disciplinare in ambito scolastico. La scuola deve educare alla responsabilità, non usare sanzioni esagerate come strumenti di pressione. Sottoporrò al Ministro la situazione per assumere eventuali provvedimenti”.

“Le istituzioni scolastiche hanno il dovere di formare cittadini consapevoli e responsabili — prosegue il deputato di Fratelli d’Italia —, ma questo non può mai tradursi in forme di condizionamento della libertà di pensiero e di espressione degli studenti. L’imposizione di una relazione su temi dal forte contenuto politico e ideologico, soprattutto alla vigilia delle prove d’esame, rischia di incidere sulla serenità dei candidati e sulla parità di condizioni con cui devono affrontare la Maturità”.

“Questi studenti devono sapere che non sono soli contro un sistema che vuole condizionarli, ma che alla guida della Nazione ci sono persone che hanno a cuore la loro formazione, la giustizia e la legalità: presenterò un’interrogazione parlamentare, per chiedere al Ministro Valditara se sia a conoscenza dei fatti, quali iniziative intenda assumere, nell’ambito delle proprie competenze, per garantire che agli studenti venga assicurata un’educazione scolastica ispirata ai principi di richiamati dall’articolo 97 della Costituzione e che vengano evitati atteggiamenti discriminatori e penalizzanti che potrebbero essere evidentemente poste in essere anche l’anno prossimo. Occorre verificare che non vi sia stato alcun abuso delle prerogative pedagogiche del Consiglio di Classe, alcuna lesione dei diritti degli studenti e alcuna indebita pressione psicologica o ideologica su ragazzi che si apprestano ad affrontare un passaggio delicato come l’esame di Maturità. La scuola deve educare, non rieducare secondo ideologie politiche. A questo aggiungo una osservazione personale – chiosa il deputato -. Se qualcuno si vergogna della storia di Italia, probabilmente non è capace di insegnare la storia d’Italia e se qualcuno disprezza la cultura italiana, sono certa che non possa essere capace di insegnarla”.

 L’assessora alla Scuola e ai Servizi educativi dell’infanzia del Comune di Cesena, Maria Elena Baredi, ha indirizzato una lettera aperta agli studenti affermando: “Resto profondamente amareggiata – scrive – e considero le parole apparse dal balcone di una scuola cesenate, in occasione dell’ultimo giorno di lezioni, un’offesa rivolta all’intera città. Quasi che, provocatoriamente, quello slogan potesse essere liquidato come una semplice goliardata per celebrare l’inizio delle vacanze estive, la sospensione delle lezioni e la pausa scolastica. In realtà, ciò che è stato davvero sospeso è stato il pensiero critico. So bene che oggi il ragionamento viene troppo spesso sacrificato in favore del luogo comune e della battuta facile, e che allo sforzo dell’approfondimento si preferisce la ripetizione acritica di espressioni d’effetto ascoltate qua e là. Ma questo, ragazze e ragazzi, è uno degli aspetti più tristi e preoccupanti del nostro tempo. Non lasciatevi trascinare su questa strada da adulti che hanno smesso di credere nella possibilità di costruire un mondo più giusto”.

“Quelle parole – prosegue Maria Elena Baredi – lasciatele agli adulti insoddisfatti e incattiviti. Quelle parole dette e scritte in una scuola sono assolutamente deplorevoli. Quelle parole contraddicono e offendono i contenuti di studio del percorso scolastico. Chi ha studiato Terenzio deve sapere che nulla di ciò che è umano può essere estraneo all’umano. E di Pericle possiamo dire di non aver capito nulla se non siamo in grado di confrontarci con l’idea di città aperta al mondo intero. La biologia ci insegna che l’unica regola della natura è la complessità e che l’equilibrio naturale non è statico ma dinamico, fondato sulla biodiversità. La storia del Novecento è lì a testimoniare che l’esito naturale dell’intolleranza sono le leggi razziali e gli olocausti. Le pagine più potenti dei vangeli, per chi ha studiato davvero religione, sono quelle del discorso della montagna e quelle  delle opere di misericordia”.

“Ecco – si legge lettera aperta agli studenti – siano queste le idee e le parole da appendere dai balconi di ogni scuola. Parole potenti che invitano al dialogo e al confronto. Le parole aride, che non costruiscono, che seminano cattiveria in un mondo già cattivo, lasciatele, cari ragazzi , agli adulti che non hanno avuto magari la fortuna di poter studiare come voi e che il tempo e la ricerca di una vana gloria hanno reso ottusi e privi di qualsivoglia lucidità intellettuale”: conclude l’assessore Maria Elena Baredi.

“Inneggiare all’Italia e agli italiani non significa essere razzisti”: commenta Andrea Imperato, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Cesena. “Leggo con estremo interesse le considerazioni dell’assessore Baredi la quale, a fronte dell’esposizione di uno striscione da parte dagli studenti del Liceo Monti, inneggiante all’Italia, richiama nel suo scritto citazioni di pensatori classici, greci e latini, che secondo l’assessore  “sarebbero contrari ad ogni forma di nazionalismo”. In realtà l’espressione ‘nihil humani a me alienum puto’, non vuol dire altro che in quanto uomo non posso non aver interesse alle vicende umane, ma questo non può in alcun modo sminuire o relegare l’amor patrio a disvalore. Cita poi il famoso discorso di Pericle agli ateniesi, ove Atene viene considerata il centro del mondo culturale dell’epoca e modello per tutti i barbari, ovvero i non greci. Pericle fa un discorso molto più ampio e invita ad avere rispetto e tolleranza non solo verso gli stranieri, ma anche e soprattutto per le idee altrui. È il medesimo invito che rivolgo all’assessore: abbia rispetto delle idee e dei valori altrui, gran parte di noi è cresciuta avendo profondo rispetto per la bandiera, fieri della nostra storia plurimillenaria, orgogliosi della nostra cultura figlia dell’appartenenza al mondo classico latino e greco e a quello cristiano”.

“Al liceo ho ricevuto gli strumenti per farmi un’idea dell’esistente e della contemporaneità e, soprattutto, a considerare i valori altrui rispettabili finché non vanno a ledere o minacciare la mia libertà di pensiero e di agire – continua Imperato -. Kant definisce il perimetro della libertà individuale come quello che non interferisce con quella degli altri. Difendere la nostra identità non è offendere l’identità altrui, l’inclusione, termine oramai vuoto a cui anela la sinistra, non può significare rinnegare la propria di identità. Altrimenti si persegue un obiettivo opposto, ovvero la cancellazione della nostra gerarchia valoriale per far posto a filosofie e stili di vita che vanno in una direzione completamente contraria al messaggio di Pericle agli ateniesi, rinunciando alle conquiste della nostra civiltà per far posto ad assiomi e dottrine, spesso religiose, che negano ogni forma di coesistenza tra pensieri e visioni del mondo diverse che rinnegano la liberta di espressione e di pensiero di cui i progressisti si sentono, peraltro, portatori. Questa sinistra rinnega sé stessa, rinnega gli operai a cui ha regalato il job act, fa finta di voler tutelare i diritti civili, ma non si cura del disagio e della paura che oramai si percepisce anche nelle ztl”.

“Invito, infine, l’assessore a non bollare i commenti al suo ragionamento come pensieri di poveri trogloditi che negano i valori della convivenza – chiosa il consigliere comunale di Fratelli d’Italia -. Dietro quei commenti c’è un disagio profondissimo e una paura che chi amministra non può più ignorare. Questo disagio dovrebbe spingere a ripensare le politiche dell’ inclusione, che appaiono una mera forma di asservimento all’agire altrui e arrivano a giustificare ogni forma di violenza fisica e verbale come legittima, purché provenga da non italiani, il tutto perseguendo un unico interesse: la ricerca spasmodica del consenso, sempre quello”.

Sul caso intervengono anche gli esponenti della lista Fondamenta – Alleanza Verdi e Sinistra di Cesena che in una nota affermano: “Di fronte a quanto accaduto al Liceo Monti di Cesena, dove durante la festa di fine anno sono comparsi striscioni e cori a sfondo razzista, vogliamo anzitutto ribadire ciò che abbiamo sempre fatto: siamo al fianco della comunità studentesca, delle ragazze e dei ragazzi che vivono ogni giorno la scuola come luogo di crescita, confronto e costruzione della propria identità. La nostra vicinanza va a tutte e tutti gli studenti. Il nostro pensiero è prima di tutto rivolto a chi, vedendo quello striscione e ascoltando quei cori, potrebbe sentirsi meno legittimato ad attraversare i corridoi della propria scuola, meno accolta nella propria comunità, meno riconosciuto come parte di un “noi” collettivo.
La scuola deve essere uno spazio che appartiene a tutte e tutti: la possibilità di sentirsi parte è il fondamento che permette di apprendere, crescere, esprimersi e costruire il proprio futuro senza paura di essere esclusa. Con altrettanta chiarezza, intendiamo ribadire che non ci prestiamo al gioco di cieca colpevolizzazione di quei ragazzi che hanno esposto quello striscione orribile e fatto quei gesti. Quelle azioni raccontano un nostro fallimento: il fallimento della politica, delle istituzioni educative, delle famiglie e della società nel complesso”. 

“Da anni assistiamo alla normalizzazione di linguaggi discriminatori, spesso con fini di propaganda politica. Idee che un tempo sarebbero state considerate incompatibili con i principi fondamentali della nostra democrazia oggi trovano sempre più spazio nel dibattito pubblico, nei social network, nei mezzi di comunicazione e nella rappresentazione politica. La responsabilità di quanto accaduto ricade su tutte noi, ma ricade soprattutto su chi, dalle aule dei consigli comunali fino ai banchi del Senato della Repubblica, pubblicamente e con le politiche che porta avanti, continua a veicolare una narrazione che dice che, per il colore della propria pelle, qualcuno ha diritto più di altre ad un pezzo di terra, continuando così nei fatti  a costruire una realtà nella quale c’è qualcuna superiore e con più diritto di altre per il sangue che ha in corpo. La responsabilità è, soprattutto, di chi distrugge ogni politica che permette una vita collettiva in cui ogni identità possa crescere, e in cui i valori costituzionali siano veramente quelli che ci devono unire tutte: uguaglianza di tutte e tutti formale e sostanzialeDi fronte a quanto accaduto al Monti, la risposta non può essere la minimizzazione né la rassegnazione”: aggiungono gli esponenti della lista Fondamenta – Alleanza Verdi e Sinistra di Cesena.

“La risposta deve essere l’impegno quotidiano per costruire una scuola e una società più aperte, inclusive e capaci di riconoscere la dignità di ogni persona. Occorre assumersi una responsabilità collettiva e politica. Occorre ricostruire spazi di partecipazione, cultura, educazione e confronto. Occorre difendere il finanziamento a una scuola pubblica che sia presidio di democrazia e cittadinanza. Occorre tornare a rendere vivi e concreti i valori della nostra Costituzione: valori che non riconoscono gerarchie tra esseri umani, che non distinguono tra persone più o meno degne, che non assegnano privilegi in base all’origine. Valori che affermano l’uguaglianza formale e sostanziale di tutte e tutti e che indicano nella libertà, nella solidarietà e nell’antifascismo il fondamento della nostra convivenza democratica”: conclude la lista Fondamenta – Alleanza Verdi e Sinistra di Cesena.