(Sesto Potere) – Bologna, 10 giugno 2026 – L’aria che respiriamo, i luoghi in cui viviamo, ciò che mangiamo, le abitudini quotidiane: tutto quello che ci circonda contribuisce a determinare la nostra salute. Comprendere come questi fattori interagiscono con il nostro organismo significa individuare nuove strategie di prevenzione e migliorare la qualità della vita.
È il tema al centro della conferenza internazionale “Exposome Research: Finding Solutions for a Healthy Planet”, in programma il 17 giugno (alle 13.30) e il 18 giugno (alle 9) nell’Aula Ruffilli di Palazzo Hercolani (Strada Maggiore 45, Bologna).
Promosso dall’Alma Mater Institute on Healthy Planet, Centro di ricerca strategico dell’Università di Bologna, l’appuntamento riunirà esperte ed esperti nazionali e internazionali per discutere il ruolo dell’esposoma – l’insieme delle esposizioni ambientali e degli stimoli esterni che influenzano la salute nel corso della vita – e presentare strumenti e soluzioni per affrontare sfide globali come il cambiamento climatico, le malattie croniche e la vivibilità delle aree urbane.
“L’integrazione dell’esposoma personale nell’algoritmo che determina la traiettoria della nostra salute complementa la grande capacità che abbiamo oggigiorno di indagare i fattori di predisposizione/protezione predeterminati dalla nostra struttura genetica. Il programma con
cui nasciamo è continuamente sottoposto alla prova delle esposizioni ambientali dall’utero alla morte. Nell’evento cercheremo di far dialogare varie discipline, dalla genetica alla medicina, alla bioeconomia, all’urbanistica, nel tentativo di generare una visione multidisciplinare e integrata che porti a soluzioni concrete per il benessere delle persone e la tutela del pianeta”, sottolinea Valerio Carelli, direttore del Centro e professore di Genetica Medica al Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Alma Mater.
Ad aprire la conferenza saranno i saluti istituzionali della Prorettrice vicaria Simona Tondelli.
Seguirà la prima sessione, “Mappare l’esposoma tra ambiente e città”, moderata dalla professoressa Tullia Gallina Toschi (Università di Bologna) e aperta dalla keynote lecture, da remoto, di Cathrine Thomsen (Norwegian Institute of Public Health, Oslo), dedicata alla
sicurezza chimica e alla salute pubblica.
Al centro del dibattito anche i principali progetti europei: Bruno Miranda (Università di Lisbona) presenterà e MOTIONAL CITIES, mostrando come le neuroscienze ambientali possano contribuire a progettare città più sane, mentre Francesca de’ Donato (ASL Roma 1) illustrerà i risultati del progetto Catalyse sulle strategie di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici.
Nel corso del pomeriggio il focus si sposterà sul progetto ORCHESTRA, con l’Unità di Bologna impegnata nello studio dell’impatto del Covid-19 su genoma e microbioma. La giornata del 17 giugno si concluderà con una sessione di flash talks moderata dalla professoressa Claudia Zanna (Università di Bologna), durante la quale giovani ricercatrici e ricercatori dell’Ateneo presenteranno soluzioni su alimentazione, demografia e nuove tecnologie di biosensing.
La sessione “Bioeconomia e Oncologia”, moderata dalla professoressa Francesca Agostini (Università di Bologna), aprirà la giornata del 18 giugno. Il tema della bioeconomia sarà introdotto dal professor Davide Viaggi (Università di Bologna).
Seguirà l’intervento, come moderatrice, della professoressa Maria Abbondanza Pantaleo (Università di Bologna), che introdurrà il tema dell’oncologia e gli interventi del professor Gianluca Severi (Inserm di Parigi e Università di Firenze), che approfondirà il ruolo dell’esposoma nello sviluppo del cancro e di altre malattie croniche, e del professor Giulio Ferrero (Università di Torino), che chiuderà la sessione con la presentazione di nuovi biomarcatori non invasivi per monitorare l’esposizione ambientale e le sue implicazioni per la salute.
La conferenza si concluderà con una tavola rotonda coordinata dal professor Valerio Carelli, dedicata all’integrazione tra bioeconomia, società e salute e alle prospettive future della ricerca. Un’occasione per riflettere sul ruolo di ambiente, stili di vita e innovazione
nella costruzione di comunità più sane e sostenibili.

